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Liste d’attesa infinite. La Grillo chiama il Cup per una mattinata, ma nessuno risponde

Nel pubblico un’attesa lunga in media due mesi per effettuare una visita medica, a fronte di una sola settimana nel privato. In campo anche la Grillo che pubblica un video: “ho provato a chiamare un Cup per una mattinata, ma nessuno ha risposto! Continuate ad inviare le vostre segnalazioni al numero 1500”

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Una media di circa 60 giorni di attesta (ma in alcune regioni dove si arriva anche e 3 mesi) per una visita media nel settore pubblico a fronte di una sola settimana nel privato e 9 in intramoenia. Sempre più lunghe, infinite, a volte snervanti. Le liste d’attesa per una visite nel pubblico non migliorano e con costi sempre meno distanti con il privato al quale molte persone alla fine sono costrette a rivolgersi. Questo emerge dal secondo rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali’, promosso dalla Funzione pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi comuni e elaborato da Crea. Uno studio che prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie (specialistiche e diagnostiche) senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie (195 private e 131 pubbliche). Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della sanità pubblica sono estremamente lunghi: per esempio, 112 giorni per una colonscopia (quasi quattro mesi di attesa), contro 11 giorni di attesa in intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e appena 11 nel privato. Attese medie che risultano aumentare rispetto allo scorso anno, tranne che per il privato che si mantiene stabile.

cup asp

Per quanto riguarda i costi delle prestazioni sanitarie, dallo studio Fp Cgil emerge un dato a dir poco incredibile: circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intramoenia. Non solo costi competitivi, in considerazione di tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese out of pocket (di tasca propria) per effettuare visite mediche private. La spesa privata dei cittadini, infatti, arriva a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% out of pocket.

 

L’attesa infinita del Ministro Grillo “segnalate disservizi al numero 1500”

Anche il Ministro della salute Giulia Grillo, che da sempre si batte contro i tempi biblici delle liste d’attesa, ha provato a contattare un Cup di Roma tramite telefono per prenotare una visita. Risultato? Ore e ore in attesa senza alcuna risposta. Tutto documentato in video pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Ho provato a chiamare un Cup per una mattinata intera, ma nessuno ha risposto! Dal primo giorno del mio insediamento – scrive la Grillo nel suo posto – ho dichiarato guerra alle #listedattesa. La loro efficienza passa innanzitutto attraverso i Cup. Per verificarne il funzionamento ne ho chiamato uno, ma nessuno ha risposto alle mie telefonate. Ho quindi contattato il direttore di quell’Asl che ha di conseguenza attivato i controlli e le verifiche. Per monitorare l’efficienza delle liste d’attesa, da ottobre, abbiamo attivato il 1500, un numero di pubblica utilità attraverso il quale potete segnalare i disservizi. Continuate a fare le vostre segnalazioni, perché solo in questo modo possiamo individuare e risolvere i problemi!“.

 liste d'attesa