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Svolta sulla morte del pensionato ucciso a Pesaro. I killer sono 4 calabresi

In carcere 4 persone originarie della Calabria. Sarebbero i responsabili della morte di Sesto Grilli, l’anziano trovato morto, legato e imbavagliato nella sua abitazione

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PESARO – Svolta sulla morte di Sesto Grilli, il pensionato di 74 anni trovato morto in casa, legato e imbavagliato con nastro adesivo, nei pressi di San Lorenzo in Campo in provincia di Pesaro e Urbino la notte del 17 marzo scorso. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino e del Nucleo Operativo della Compagnia di Fano hanno individuato e catturato gli autori dell’omicidio del pensionato, rinvenuto cadavere, imbavagliato e legato, nel soggiorno della sua abitazione di campagna, la notte del 17 marzo scorso. In manette sono finite quattro persone tutte originare della Calabria ma residenti tra Marche ed Emilia Romagna accusate dell’omicidio dell’anziano. Sono stati individuati ed arrestati uno a Pesaro, due nel Bolognese e uno in provincia di Crotone. Tra gli elementi d’accusa tracce genetiche, per due arrestati e i filmati di telecamere di videosorveglianza.

Grilli viveva da solo in una modesta casa in Via Roncaglia 68 nelle colline intorno a San Lorenzo in Campo, era incensurato e conduceva una vita piuttosto ritirata, mantenendosi con la sua pensione e con i proventi delle vendite di polli (e uova) da lui allevati. I carabinieri, grazie anche alle preziose testimonianze di persone che lo avevano conosciuto, sono riusciti a ricostruire le abitudini di vita dell’uomo ed il giro di amicizie e conoscenze. Ed è emerso che Grilli in realtà aveva contatti con tantissime persone, anche di diversa estrazione sociale, e che era solito concedere alcuni prestiti di somme di denaro. Aveva la passione per la campagna, per l’allevamento di animali da cortile e per la “morra”. In questo antico gioco tra l’altro era assai abile tanto che con un compaesano erano soliti vincere i tornei organizzati in tutte le Marche. Da subito gli inquirenti hanno indirizzato le indagini verso un delitto a scopo di rapina attivando una complessa e articolata indagine con molteplici accertamenti sul territorio.

Sono stati analizzati il traffico dei ripetitori telefonici e i filmati delle telecamere di sorveglianza, posizionate lungo le strade statali e autostrade. Grazie a continui pedinamenti ed escamotage i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno avvicinato i quattro uomini ed acquisito di nascosto i loro campioni biologici, da cui la sezione biologia del R.I.S. di Roma ha potuto isolare i profili genetici per il confronto con i reperti della scena del delitto. Due profili genetici maschili ricavati dal nastro adesivo, hanno fornito corrispondenza col DNA di due degli arrestati.

In manette sono finiti:

Nino Deluca, 28 anni disoccupato residente a Pesaro città da molti anni, il fratellastro Franco, 40enne, disoccupato con una lunga permanenza in Germania e da poco rientrato in Italia, prima a Pesaro e poi a Melissa. Dante Lanza, 34enne e Massimiliano Caiazza, 28enne entrambi con dimora a San Pietro in Casale nonché operai in un’azienda di facchinaggio dell’interporto di Castel Maggiore (BO).

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