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Tenta di uccidere l’ex moglie dandole fuoco in auto, Salvini interviene: “Carcere a vita”

L’uomo, che si trovava ristretto agli arresti domiciliari in Campania, è ancora ricercato dalle forze dell’ordine

 

REGGIO CALABRIA – Il Ministro dell’Interno commenta il tentato omicidio consumatosi oggi a Reggio Calabria. “Quello stronzo, quando ci vuole ci vuole, deve stare in galera finché vive”: lo ha detto il Ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, al PalaSassi di Matera in un comizio in vista delle Regionali lucane del prossimo 24 marzo. Salvini ha fatto riferimento all’uomo che, a Reggio Calabria, ha dato fuoco all’auto della ex moglie mentre la donna era a bordo: “Uno stronzo del genere – ha detto Salvini – non deve uscire dalla galera finché campa. Un personaggio del genere deve marcire in galera”.  L’uomo aveva deciso di uccidere l’ex moglie in modo atroce, bruciandola viva. E stamani ha messo in atto il suo gesto criminale, senza riuscire nel suo intento per puro caso. Si tratta di un 44enne di Ercolano, Ciro Russo, di 42 anni, ricercato adesso dalla polizia, non solo in Calabria, dopo avere dato fuoco stamani, nella città dello Stretto, all’ex moglie. La donna, Maria Rosaria Rositani, di 42 anni, reggina, ha riportato gravi ustioni, pare sul 70% del corpo, e dopo le prime cure negli Ospedali Riuniti di Reggio è stata trasferita in Puglia con un Falcon 50 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare e ricoverata nel Centro grandi ustioni di Brindisi.

 

 

Le sue condizioni sono gravi. Russo era agli arresti domiciliari ad Ercolano, ma è evaso per arrivare fino in Calabria. E stamani ha agito seguendo un piano probabilmente studiato da tempo. Evidentemente conosceva le abitudini della moglie e così l’ha attesa, poco prima delle 9, in via Frangipane, nella periferia sud della città, vicino al liceo artistico che porta lo stesso nome della strada. Una via trafficata e, a quell’ora, piena di studenti e di gente che va a lavorare. Incurante delle decine di testimoni, l’uomo si è avvicinato alla ex, che era a bordo della sua auto. Quando la donna lo ha visto, presa dal terrore, ha tentato di fuggire. Ma nella concitazione del momento è finita con l’auto contro un muro. Russo si è avvicinato in un attimo, ha aperto la portiera, le ha versato del liquido infiammabile addosso ed ha dato fuoco. Quindi è fuggito. L’urto dell’auto contro il muro e le urla disperate della donna hanno richiamato l’attenzione dei passanti, che le hanno prestato un primo aiuto ed avvertito le forze dell’ordine. Immediatamente è scattata la caccia all’uomo. Posti di blocco e controlli sono stati disposti in tutta la città.

 

 

Alla ricerca di Russo si sono messi non sono gli agenti delle Volanti e della Squadra mobile, ma tutto il personale della Polizia di Stato. L’uomo, subito dopo il fatto, è fuggito a bordo di un’autovettura Hyundai i30 di colore grigio scuro di cui la Questura ha fornito la targa – FF685FW – nella speranza che qualcuno, vedendola, la possa segnalare alle forze dell’ordine. Diffusa anche la foto del ricercato, un uomo dal fisico imponente, alto 1,88, brizzolato, con gli occhi marroni. Il gesto è stato subito condannato dai sindaci delle città coinvolte, loro malgrado, nell’ennesima aggressione ad una donna. Il primo cittadino di Ercolano Ciro Buonajuto ha definito il gesto “bestiale”, augurandosi che Russo sia arrestato al più presto. Di “atto di barbarie” ha parlato il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. “E’ un episodio gravissimo – ha aggiunto – che deve suscitare l’indignazione dell’intera comunità. Di femminicidio non si può parlare solo l’8 marzo”. “Un personaggio del genere deve marcire in galera, deve stare in galera finchè vive”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini durante un comizio a Matera.

 

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