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Violenza negli Stadi, Salvini: «Contrario alla chiusura degli stadi e al divieto delle trasferte»

Presso la Scuola superiore di polizia a Roma si è tenuta la riunione dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive dedicata alla violenza negli stadi, convocata dal ministro dell’interno Matteo Salvini

 

ROMA – “Sono assolutamente contrario alla chiusura degli stadi ed al divieto di trasferte perchè è la resa dello Stato: bisogna garantire che chi sbaglia da tifoso paghi e chi sbaglia da tesserato deve essere punito il doppio perchè hanno responsabilitĂ  in piĂą, ma no a sanzioni collettive, non è giusto che paghi un club, un’intera tifoseria o una cittĂ ”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini al termine della riunione straordinaria dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive convocata d’intesa col sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. Oltre al vicepremier e al sottosegretario, partecipano all’incontro il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, i presidenti del Coni, Giovanni Malagò, della Figc, Gabriele Gravina, delle Leghe di Serie A, Serie B e Lega Pro, della nonchĂ© i presidenti delle Associazioni Italiane Calciatori, Arbitri, Allenatori, i Presidenti della Federazione Italiana Editori Giornali e dell’Ordine dei Giornalisti

Il ministro dell’interno si dice contrario a fermare le partite in caso di cori offensivi. “E’ molto scivoloso il tema della sospensione delle partite in caso di cori offensivi – dichiara Salvini -: rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire e non lasciare potere di ricatto ad una frangia minoritaria. E poi è difficile trovare criteri oggettivi per la decisione”.

Nuovi impianti con camere sicurezza

Salvini poi auspica “Una nuova legge per consentire alle societĂ  di fare i propri stadi, con camere di sicurezza per mettere dentro i delinquenti”. E parla dei club che contribuiscano alle spese: “Nel 2018 sono stati utilizzati 75mila agenti per garantire la sicurezza delle manifestazioni sportive. E’ giusto che i club contribuiscano alle spese, come prevede la legge sulla sicurezza e che quei 40 milioni di euro non gravino sui cittadini”.

Dodici milioni di tifosi e sei mila teppisti

“Ogni settimana ci sono 12 milioni di tifosi che seguono gli eventi sportivi e 6mila teppisti, da non confondere con i tifosi che sono il 99%. L’obiettivo è sradicare la violenza con ogni mezzo necessario” – commenta Salvini che afferma anche il calo della violenza negli stadi: “Non si puo’ morire di calcio nel 2018. Ma i dati dal primo luglio al 30 novembre 2018 ci dicono che il calcio è uno sport sempre piĂą sano: i feriti sono il 60% in meno, quelli tra gli genti del 50% mentre si sono azzerati tra gli steward”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini al termine della riunione straordinaria dell’ Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, svoltasi con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, i vertici dello sport ed il capo della polizia Franco Gabrielli.

Giorgetti, serve la certezza delle pene

“Per la sicurezza dentro e fuori gli stadi sono importanti la certezza delle pene, la rapiditĂ  dei giudizi, le aggravanti specifiche e le misure accessorie. Ecco quanto può fare lo Stato su questo fronte”. Lo ha detto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti nella conferenza stampa al termine dell’incontro sulla violenza negli stadi alla Scuola superiore di Polizia, a Roma. “Altro punto essenziale per la sicurezza – ha proseguito il sottosegretario – riguarda le date e gli orari delle partite, che vanno regolati secondo precise esigenze. In questo devono impegnarsi societĂ  e leghe”. “Per quanto riguarda il fronte tifosi, c’è la preoccupazione per le infiltrazioni della criminalitĂ  organizzata nelle curve – ha aggiunto – bisogna lavorare sulle figure degli Slo e degli steward, che in Italia non hanno i poteri che spesso hanno all’estero. Quanto al problema delle trasferte, il segnale non è vietarle o chiudere gli stadi, ma regolamentare con particolare attenzione la vendita dei biglietti”.

“I tesserati e i media non devono stimolare la retorica ultra che alimenta il proselitismo. Soprattutto i presidenti e i giocatori non devono gettare sempre benzina sul fuoco. Gli arbitri sappiamo che sbagliano ma bisogna cambiare culturalmente”.