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Vacanze studio, il 20% dei genitori premia così i risultati scolastici dei figli (AUDIO)

“Se studi a fine anno verrai premiato”; quante volte lo abbiamo sentito dire ai genitori nei confronti dei propri figli. Una ‘ricompensa’ che potrebbe essere non solo divertente ma anche utile per i ragazzi. Per il tour operator Giocamondo il fattore premio incide positivamente sui risultati scolastici. Al sud +7% dei ragazzi in partenza per l’Inghilterra rispetto al 2017.

 

MILANO – I genitori utilizzano ancora questa promessa di ricompensa per invogliare i figli a studiare? Secondo Stefano De Angelis, CEO di Giocamondo, che dal 2004 organizza vacanze studio e soggiorni per ragazzi e senior in Italia e all’estero, la risposta è una sola: “La leva ‘vacanza studio all’estero’ è ancora uno degli incentivi che spingono i ragazzi a impegnarsi al massimo durante l’anno scolastico. Non è facile quantificare la percentuale dei genitori che sfruttano questo fattore persuasivo nei confronti dei figli, tuttavia dai nostri dati risulta che il 20% di questi, con figli nella fascia d’età 13-18 anni, incentiva così i ragazzi a ottenere risultati migliori”.

Stefano De Angelis, ai microfoni di Rlb ha spiegato i vantaggi e l’importanza per i ragazzi di effettuare una vacanza studio all’estero e ha sottolineato come la Calabria, sia una di quelle regioni dalle quali arrivano le maggiori richieste

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Il premio è maggiormente incentivante nella fascia d’età 13-15 anni (30%), poiché i ragazzi sono più piccoli e i genitori riescono a motivarli con più facilità. La percentuale diminuisce nei ragazzi dai 16 anni in poi (incide per un 20% circa). “In quanto in fase di crescita adolescenziale iniziano a esprimere con più forza le proprie scelte – spiega Andrea Pagnoni, Responsabile vacanze studio di Giocamondo, che aggiunge – Proprio per questo motivo il fattore età è sicuramente rilevante, ma ovviamente non universale”. La percentuale si abbassa ancor di più nella fascia d’età 17-18 anni (circa 10%) quando i ragazzi sono “più maturi, più consapevoli, più responsabilizzati, e sono motivati a raggiungere risultati senza necessità di un premio”.

Cresce il numero dei ragazzi del Sud

In merito invece alla provenienza geografica dei ragazzi che si spostano all’estero nei mesi estivi, si nota un incremento di quelli provenienti dalle regioni del sud. “Rispetto al 2017 abbiamo iscritto il 7% di studenti in più dalle ragioni del sud Italia”, specifica Andrea Odoardi, Responsabile web ed elaborazione dati di Giocamondo, che sottolinea come, attualmente, il numero dei ragazzi che partono dal sud sia superiore rispetto a quelli del nord. “Le regioni da cui raccogliamo più iscritti attualmente sono Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, mentre i tassi di crescita dal 2017 hanno riguardato maggiormente la Calabria (+50%), la Campania (+42%), la Basilicata (+23%), la Puglia (+16%), la Sardegna (+9%) e la Sicilia (+7%)”.

Le mete più gettonate

In Europa la meta più richiesta resta senza dubbio l’Inghilterra (39%), e nello specifico Londra.
La scelta delle destinazioni è strettamente correlata all’età: “La meta più ambita è la Gran Bretagna, scelta dal 39% degli studenti italiani e, nello specifico, dal 73% dei 14 enni e dal 64% dei 15 enni. Il bacino di utenti maggiore riguarda ragazzi fra i 14 ei 16 anni, nella stragrande maggioranza dei casi alla loro prima esperienza all’estero. In questo senso il fattore età fa la differenza, poiché l’influenza dei genitori è ancora forte e Londra, in un’ottica di studio, offre più garanzie in termini di qualità dell’offerta”, spiega Stefano De Angelis.

Ampliando la ricerca invece alle altre fasce d’età, a partire dai sedici anni, si innalza considerevolmente la quota di chi, già alla seconda o terza esperienza all’estero, sceglie diverse destinazioni, in primis Irlanda e Scozia.
“Tra i 17 enni la ripartizione delle principali scelte europee è: Inghilterra 34%, Irlanda 20%, Scozia 19%, Spagna, Russia e Malta, che seppur in crescita del 50%, registra richieste in termini di numeri assoluti comunque inferiori a Irlanda e Scozia”, aggiunge De Angelis.

Ma i confini si stanno ampliando anche oltre l’Europa: negli ultimi anni, sono diversi i ragazzi che hanno iniziato a studiare il russo e che quindi ambiscono a un soggiorno nella terra degli zar. “Anche qui vale lo stesso discorso dell’età: i ragazzi tra i 16 ed i 18 anni rappresentano circa il 70% della domanda per la Russia. Il trend delle richieste è aumentato del 50% rispetto al 2017”, puntualizza De Angelis.

Tra le mete extra europee, Russia a parte, gli Stati Uniti registrano una domanda pari al 25% del totale e le richieste per una vacanza studio a New York rappresentano la quasi totalità. Anche in questo caso il fattore età è discriminante: “È difficile che a partire siano ragazzi sotto i 15 anni, che in generale rappresentano solo il 13% di tutte le richieste per gli USA”.

Per info: giocamondostudy.it