Il cappellano di San Vittore chiedeva sesso in cambio dello shampoo

MILANO – Per ottenere favori sessuali dai detenuti gli dava in cambio lo shampoo piuttosto che le saponette, radioline o altri affetti personali.

I pm Daniela Cento e Lucia Minutella hanno chiesto al gup Luigi Gargiulo una condanna a 14 anni e 8 mesi per don Alberto Barin, l’ex cappellano del carcere milanese di San Vittore. Il sacerdote ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato dopo essere stato arrestato il 20 novembre 2012 per aver abusato, tra il 2008 e il 2012, di 12 detenuti, quasi tutti di origine africana. Le violenze, secondo quanto sostiene l’accusa, per alcuni di loro sarebbero continuate anche dopo l’uscita dal carcere. Don Barin, infatti, invitava gli ex detenuti nella propria abitazione e facendo pesare loro il fatto che i suoi pareri erano stati positivi al fine della loro scarcerazione, chiedeva in cambio prestazioni sessuali. Il sesso dunque, in cambio di alcuni piccoli oggetti per “vivere meglio” in carcere. Nel capo di imputazione a carico del cappellano vengono individuate 12 vittime, tutti uomini di origine africana e di un’età compresa tra i 23 anni e i 43 anni. Otto detenuti su dodici si sono costituiti parte civile contro il sacerdote e alcuni di loro si sono anche presentati in aula. La sentenza per il cappellano è attesa per il 21 febbraio 2014.