Università, scatta la corsa al numero chiuso: al via i test per Medicina

ROMA – Test universitari al via per i corsi a numero chiuso per legge e con una prova unica nazionale. Si comincia con Medicina e Odontoiatria, poi domani tocchera’ a chi vuole tentare l’ingresso nelle facolta’ mediche, ma in un corso in inglese. Giovedi’ sara’ la volta di Architettura.

Mentre i veterinari si contenderanno i posti in ballo il 10 settembre. Professioni sanitarie e’ in programma l’11, ma qui i test sono preparati dagli atenei. Le tanto contestate facolta’ a numero chiuso raccolgono le proteste degli studenti, ma registrano un nuovo boom di richieste di iscrizione, testimoniate dai numeri dei compiti stampati per le prove: c’e’ stato bisogno di un +15% di test rispetto al 2011, spiegano dal Consorzio che prepara i faldoni.

DOTTORI (DISOCCUPATI) – Sono 77.000 gli iscritti alle prove di selezione che si terranno in tutta la Penisola per accedere ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria. I posti messi a bando questo anno sono in totale 11.104: 10.173 per Medicina e Chirurgia e 931 per Odontoiatria. A fornire i numeri e’ il Consiglio universitario nazionale (Cun).
Un aspirante medico su otto riuscira’ ad entrare nelle universita’ pubbliche. Ma, una volta laureati, in 3.000 non potranno essere immediatamente immessi nei corsi post laurea e resteranno senza una occupazione qualificata nel Servizio sanitario nazionale, spiega il presidente del Cun, Andrea Lenzi.
“Il vero ‘collo di bottiglia’ alle facolta’ di Medicina non sono tanto i quiz iniziali, dunque, ma l’accesso alle specializzazioni e ai posti di Medicina generale messi a bando in Italia dal Servizio sanitario nazionale” spiega Andrea Lenzi, che e’ anche presidente della Conferenza permanente dei presidenti di Consiglio di corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia.
Infatti su 11.000 studenti che supereranno i test quest’anno e inizieranno il percorso di studi in Medicina riusciranno a laurearsi, fra 6 anni, 8.500/9.000 studenti (l’80% degli iscritti si laurea infatti entro il primo anno fuori corso). I posti disponibili per le scuole di specializzazione sono invece 5.000 e quelli per Medicina generale circa 1.000. Resteranno cosi’ senza una occupazione qualificata 3.000 nuovi medici.
Il numero dei laureati “e’ adeguato a coprire il turn-over dei medici e scongiurare il rischio del calo di medici ipotizzato per il futuro ma nasconde un’altra realta’: avremo circa 3.000 laureati in Medicina che non potranno specializzarsi ne’ essere impiegati nel Servizio sanitario nazionale”, precisa Andrea Lenzi. Nessun Paese, continua, “puo’ piu’ permettersi di fare iscrivere a Medicina giovani senza garantire loro una futura occupazione, e’ un costo economico e sociale insostenibile”. Il problema si verifichera’ dopo la laurea perche’ il numero di posti messi a bando per le specializzazioni e per medicina generale e’ inferiore al numero dei futuri laureati”. Per Lenzi “e’ fondamentale che si generi in tempo utile una soluzione, incrementando il numero dei posti delle scuole di specializzazioni e quindi i contratti di formazione anche reperendo fondi altrove. Si potrebbe incrementare il numero di contratti da parte delle Regioni e consentire anche quello di eventuali Fondazioni e dalla Sanita’ privata, che usufruisce ed ha bisogno di specialisti formati dal sistema universitario”.

UNIVERSITÀ PREFERITE DAI CANDIDATI PER SVOLGERE I QUIZ – Le universita’ pubbliche piu’ affollate di aspiranti giovani medici saranno: Roma Sapienza 1 e 2 (7.830 domande); Milano Statale (4.013 domande), Napoli Federico II (3.831); Torino (3.721 domande), Bari (3.493), Padova (3.218), Catania (3.154) e Palermo (3.122). Da questo anno, chi passa i quiz potra’ scegliere dove studiare fra i 12 gruppi di universita’ che si sono consorziate in macroaree omogenee quantitativamente e per contiguita’ geografica. Il punteggio acquisito varra’ per piu’ corsi di laurea in aree geografiche limitrofe a quella dove si e’ svolto il test. Questa procedura era stata provata in via sperimentale lo scorso anno in alcune universita’ consorziate.