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Ospedale di Trebisacce. Lavori spediti verso la riapertura, presto i primi pazienti Covid

Un primo passo verso la riapertura definitiva dell’ospedale di Trebisacce, sancita da una sentenza del Consiglio di Stato

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TREBISACCE (CS) – I lavori di adeguamento dell’ospedale di Trebisacce proseguono spediti e presto al nosocomio della cittadina ionica arriveranno pazienti affetti da Covid che hanno superato la fase acuta della malattia, ma che ancora necessitano di ospedalizzazione. Ma sarà solo un primo passo verso la riapertura, sancita da una sentenza del Consiglio di Stato. “I lavori sono iniziati da circa una settimana e con tutte le problematiche tecniche e burocratiche che ne derivano – ha spiegato Antonio Adduci, dirigente medico del nosocomio jonico – ma considerando i tempi richiesti e tutto il resto, credo che entro una settimana riuseremo ad essere ad buon punto, tenendo presente che c’è anche la fase di allestimento del reparto, con l‘installazione degli arredi, l’organizzazione interna e quella del personale sanitario. Si stanno effettuando – ha aggiunto ancora il medico –  dei lavori strutturali importanti con interventi che devono rispettare tutte le normative di sicurezza previste, compresi i percorsi dedicati”.

Primo passo per il potenziamento. Subito assunzioni

“La riapertura dell’ospedale in questa fase emergenziale del covid deve essere un primo passo e non un arretramento – ha invece sottolineato il consigliere regionale Ferdinando Laghi – una modalità attraverso la quale riusciremo a potenziare tutte le strutture con assunzioni a tempo indeterminato urgentissime, perché la sanità calabrese è desertificata di operatori ed ha pagato l’emorragia di undici anni di commissariamento e cattiva gestione”.

 

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Cassano Ionio, lenzuola bianche per i 30 anni dalla strage di Capaci

La diocesi di Cassano su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, invita tutti ad appendere lenzuola bianche nel giorno del 30° anniversario dalla strage in cui morì Falcone, la moglie e la scorta

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Lenzuola bianche in ricordo della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i valorosi uomini della scorta. Anche quest’anno, la diocesi di Cassano All’Jonio, su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, non ha voluto mancare all’appuntamento, promuovendo e invitando tutti ad appendere un lenzuolo bianco.

“Ancora oggi, ci ricorda, cosa significa lottare per la libertà, lottare con coraggio. Ci ricorda – è scritto in una nota della Diocesi cassanese – la bellezza di chi ha donato la propria vita, ma anche la responsabilità di essere cittadini italiani e testimoni credibili. Giovanni Falcone, nel suo testamento ci ha lasciato, per l’animo di ognuno, il dovere di lottare ancora, senza paura, lottare per un cambiamento necessario. La strage di Capaci e l’insegnamento del “metodo” Falcone, ha segnato in modo indelebile la coscienza di ogni uomo e ogni donna. Quel drammatico momento, resta un faro di speranza, per il nostro Paese, soprattutto per le nuove generazioni, chiamati ad “incendiare” le strade del mondo”.

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Intimidazione a ditta impegnata nei lavori sulla 106: cinque mezzi in fiamme

I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo

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TREBISACCE ( CS) – Cinque mezzi, tra cui camion ed escavatori, di proprietà di una ditta che opera sui cantieri del terzo megalotto della strada statale 106 Jonica, sono stati dati alle fiamme. Il fatto è avvenuto la scorsa notte in località Piano della Torre, a Trebisacce al confine con il comune di Albidona. I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo, che ha anche danneggiato un capannone contenente attrezzature e strumentazioni. Le immagini dell’impianto di videosorveglianza sono adesso al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Cassano e quelli di Trebisacce.

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Nuovo maxi blitz di “bianchetto” nel cosentino, sequestrata mezza tonnellata

La guardia Costiera di Corigliano Calabro ha proceduto alla distruzione del prodotto ittico poiché considerato non idoneo al consumo umano

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Nell’alta sibaritide, il nucleo di polizia marittima della Guardia Costiera di Corigliano Calabro – coordinato dal centro di controllo pesca di ReggioCalabria – ha sequestrato quasi mezza tonnellata di prodotto ittico sottomisura, consistente in novellame di sarda (cd. “bianchetto”), pescato a danno dell’ecosistema marino. Il prodotto è stato poi avviato alla distruzione poiché dichiarato dalla ASL non idoneo al consumo umano e sono state elevate pesanti sanzioni a carico dei trasgressori.

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