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Tragico incidente ad Amendolara. Scontro tra auto e furgone, muore una donna

Una Fiat 126 guidata da una donna si è scontrata con un furgone ed è finita fuori strada. Inutili i soccorsi

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AMENDOLARA (CS) – Un grave incidente stradale è avvenuto nella tarda mattinata di oggi sulla Strada provinciale 153 (la vecchia Strada Statale 106 Ionica), in contrada Tarianni, nel Comune di Amendolara dove una donna di 80 anni, Isabella Munno, ha perso la vita. Per cause in corso di accertamento, una Fiat 126 guidata dalla donna ed un furgone si sono scontrati. A seguito del violento impatto l’auto guidata dalla donna è finita fuori strada, finendo la sua corsa tra la vegetazione.

Per la condecente, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del comando di Cosenza, distaccamento di Castrovillari, per la messa in sicurezza del sito e delle vetture, mentre ai carabinieri della Stazione di Roseto Capo Spulico il compito di effettuare tutti gli adempimenti di competenza e verificare l’esatta dinamica dell’incidente.

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False ricette di farmaci costosi per ottenere rimborsi, medico rossanese esce dal carcere

Secondo l’accusa il dott. Cantafio aiutato dalla moglie, avrebbe redatto le prescrizioni di farmaci attribuendole a suoi pazienti ignari, recapitandole a titolari delle farmacie ritenuti compiacenti

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – E’ stata discussa al tribunale del Riesame di Catanzaro l’istanza presentata dall’avv. Francesco Nicoletti che difende il dott. Sergio Cantafio, 69 anni, ritenuto promotore, organizzatore e partecipe dell’associazione a delinquere, contestata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ai sensi dell’art. 416, commi 1,2,3 e 5 del codice penale nonché di ulteriori 27 imputazioni per reati-fine, per aver in qualità di medico di base del S.S.N. promosso e coordinato l’attività del gruppo criminale e per aver reperito i mezzi necessari alla realizzazione del programma criminoso.

Il GIP, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, evidenziava la particolare spregiudicatezza e capacità criminale di Cantafio, la dedizione alle truffe nei confronti del S.S.N. da decenni, anche in territori non appartenenti a questa giurisdizione e la capacità di coordinare, anche senza la propria presenza fisica, tutte le attività più rilevanti dell’associazione e di pianificare i successivi reati. Per il Gip avrebbe messo in atto strategie per superare i controlli e gli imprevisti avvenuti nel corso del tempo, con costante attenzione per l’espansione dei traffici illeciti, anche attraverso il reclutamento di nuovi farmacisti, l’emersa sussistenza di legami con l’estero tali da permettere la spedizione di farmaci fittiziamente prescritti, nonché la commissione di ulteriori rilevantissime truffe anche al di fuori del perimetro dell’associazione.

Il professionista è coinvolto nell’operazione portata a termine lo scorso mese di novembre che ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, compiuta mediante la redazione di false ricette mediche relative a costose specialità medicinali prescritte al solo scopo di percepire il relativo profitto grazie al totale rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario.

Secondo la tesi accusatoria, il medico, con l’aiuto della moglie, avrebbe provveduto a redigere le prescrizioni di farmaci attribuendole a suoi pazienti ignari, recapitandole a titolari delle farmacie ritenuti compiacenti, i quali provvedevano a rifornirsi dei farmaci. Una volta ricevuti i prodotti, i farmacisti o i loro collaboratori avrebbero rimosso i bollini identificativi (c.d. “fustelle”) dalle scatole dei medicinali e li avrebbero applicati sulle false prescrizioni al fine di ottenere poi il rimborso da parte del S.S.N. Il Tribunale di Catanzaro – Sezione Riesame – ha sostituito la massima misura del carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari per il dott. Cantafio.

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Rossano: ennesima aggressione in carcere, denuto colpisce agente con un palo di scopa

Il fatto – denunciato da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale – risale alla serata di ieri

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Tutto si è verificato ieri sera nella casa circondariale di Rossano dove un detenuto, di origine magrebina e con problemi psichiatrici, ha aggredito un agente addetto alla vigilanza della sezione. Dopo avergli sottratto gli occhiali, l’agente si è avvicinato per recuperarli, ma il detenuto lo ha colpito ripetutamente con un bastone di legno, tolto dalla scopa, in uso ai detenuti. All’agente portato al Pronto Soccorso sono state riscontrate lesioni guaribili in sette giorni.

«Solo grazie al pronto intervento dell’ormai esiguo personale presente – affermano Durante e Bellucci – è stato scongiurato il peggio, essendo riusciti a riportare il detenuto alla calma, così ripristinando la sicurezza all’interno della sezione detentiva». Quello di ieri è solo l’ennesimo episodio verificatosi nell’istituto di reclusione di Rossano. Protagonisti delle aggressioni sono in prevalenza detenuti con problemi psichiatrici. Sono 77 infatti, i detenuti affetti da tali patologie, 20 di questi, considerati abbastanza gravi, nonostante non sia presente un’articolazione territoriale di salute mentale per la gestione degli stessi. E l’accesso nell’istituto di uno psichiatra ha la cadenza di sole due volte a settimana, insufficienti per seguire i detenuti bisognosi di cure in tal senso.

«Tale problema – aggiungono Durante e Bellucci – sussiste ormai dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, allorquando tutto il disagio si è riversato nelle carceri, compresi, a volte anche i soggetti prosciolti per incapacità di intendere e di volere che, se in custodia cautelare, continuano a permanere in carcere, com’è avvenuto a Rebibbia di recente, fatto per il quale la Cedu ha condannato l’Italia».

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Amendolara, rapinato un distributore di carburanti

La rapina è stata compiuta ieri sera da due persone. Il bottino è di circa mille euro e sul colpo indagano i carabinieri

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AMENDOLARA – Sono arrivati incappucciati e armati di taglierino i due soggetti che, ieri sera in pieno centro ad Amendolara, in provincia di Cosenza, hanno rapinato un distributore di carburanti. I due, hanno fatto irruzione nel distributore e hanno minacciato il benzinaio facendosi consegnare l’incasso del pomeriggio che, dalle prime stime, dovrebbe aggirarsi intorno a mille euro. I rapinatori, preso il bottino, hanno fatto perdere le tracce. Sull’accaduto indagano i carabinieri della compagnia di Cassano e i colleghi della stazione di Roseto Capo Spulico.

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