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Spaccio di stupefacente e monete false. Arrestato un 20enne a Rossano

Il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e per spendita ed introduzione di moneta falsificata

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CORIGLIANO -ROSSANO – Personale della Polizia di Stato di Corigliano-Rossano ha tratto in arresto, per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti e per spendita ed introduzione nello stato senza concerto di moneta falsificata, un giovane uomo di anni 20 residente in Rossano. La misura cautelare è scattata dopo una serie di verifiche effettuate dal personale della squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato di Corigliano-Rossano. In particolare, il giovane è stato attenzionato nei giorni precedenti all’arresto e solo dopo aver acquisito elementi inconfutabili che comprovavano lo spaccio, gli agenti hanno effettuato una perquisizione all’interno dell’abitazione. Alla vista degli agenti il 20enne è scappato ed è stato successivamente rintracciato e fermato. Nel corso della perquisizione all’interno dell’abitazione, sono state trovate alcune dosi di marjuana già confezionate, bilancini di precisione e più di 800 € in contanti in banconote di piccolo taglio, tra le quali alcune banconote da 20 € false.

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Molestie ad ex poliziotto e all’intera famiglia. Ai domiciliari un ex carabiniere

Tra gli ulteriori episodi riferiti anche una minaccia di morte con l’uso di un tagliaerba

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Finisce agli arresti domiciliare un carabiniere residente con l’accusa di molestie ad un ex agente della polizia penitenziaria e alla sua famiglia. Il provvedimento è stato emesso nella giornata di ieri, dal Tribunale di Castrovillari, dopo l’ultima querela sporta dall’ex agente difeso dall’Avv. Raffaele Meles del Foro di Castrovillari.

I fatti “iniziano nel 2018 quando, per come denunciato dalle persone offese, l’uomo, vicino di casa, si è reso autore di minacce, appostamenti, pedinamenti e insulti rivolti quotidianamente a tutta la famiglia. Riferiti, inoltre, degli episodi di aggressione, anche fisica, da parte dell’uomo che, in una circostanza, avrebbe rincorso una delle persone offese brandendo in mano un coltello e minacciando di volergli tagliare la testa e solo grazie alla fuga si evitò il peggio; in altre circostanze avrebbe cercato di investirle con l’autovettura e in una occasione avrebbe colpito una di loro con un tubo in ferro provocando delle lesioni alla mano. Tra gli ulteriori episodi riferiti, anche una minaccia di morte con l’uso di un tagliaerba.” Secondo quanto riportato: “servendosi di una scala e sfondando i vetri della finestra della camera da letto – il carabiniere – avrebbe cercato di entrare nell’abitazione dei vicini con l’intento di aggredire la donna, che reagì chiedendo prontamente aiuto e mettendolo in fuga. La situazione aveva profondamente destabilizzato la tranquillità delle persone offese, generando uno stato di timore che le aveva indotte a cambiare finanche le abitudini di vita e a non uscire di casa se non accompagnate”.

Dopo numerose denunce/querele e dopo avere raccolto altrettanti indizi, il Tribunale di Castrovillari, in accoglimento della richiesta di applicazione di una misura cautelare, richiesta anche dall’avvocato Raffaele Meles, lo scorso anno ha applicato nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese prescrivendogli altresì di mantenere una distanza non minore di centocinquanta metri. “Misura – secondo quanto riferito nel comunicato – non rispettata dall’indagato, che ha continuato a mettere in atto comportamenti persecutori”. Da qui la richiesta avanzata dalla Procura, sollecitata dall’avv. Meles con una serie di atti documentali, e accolta dal Tribunale che ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

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Abuso d’ufficio a Caloveto, denunciato dipendente comunale

I carabinieri hanno denunciato il responsabile dell’ufficio tecnico per il taglio di alcuni cipressi

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CALOVETO (CS) – Un dipendente comunale è stato denunciato per abuso d’ufficio. L’accusa è scattata dopo l’indagine avviata dai carabinieri forestali di Rossano, a seguito del taglio di 23 cipressi all’interno del cimitero. Secondo quanto si apprende,  il taglio avvenuto quest’estate aveva generato dissenso tra diversi cittadini, i quali attraverso varie piattaforme social lamentavano dubbi e perplessità in merito all’accaduto.

L’allarme non è passato inosservato alle autorità competenti che, indagando sulla vicenda, hanno scoperto che le piante tagliate godevano di buona salute e non vi erano danni evidenti alle tombe poste nei pressi dei cipressi, ne alcuna necessità del taglio di tutte le piante esistenti nell’area cimiteriale. Per questo motivo, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune è stato deferito all’autorità giudiziaria. 

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Corigliano Rossano: incendio in un capannone abbandonato, una vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato carbonizzato. L’incendio sarebbe divampato per cause accidentali

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un migrante di nazionalità moldava é morto a Corigliano Rossano nell’incendio scoppiato nel capannone abbandonato in cui dormiva. Le fiamme, secondo quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri del locale Reparto territoriale, sarebbero state provocate da cause accidentali, presumibilmente per una cicca di sigaretta non spenta. L’incendio é stato spento dai vigili del fuoco. A trovare il cadavere carbonizzato del moldavo sono stati i carabinieri, che hanno sentito come testimone un altro migrante che dormiva nel capannone insieme alla vittima. Sul posto i militari hanno trovato alcune bottiglie di alcolici vuote. Si esclude, in ogni caso, che l’incendio sia stato appiccato volontariamente da qualcuno e che quindi, per quanto é accaduto, possano esserci responsabilità di terzi.

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