Montegiordano, sindaco fa abbattere 115 pini secolari: “disastro ambientale” - QuiCosenza.it
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Montegiordano, sindaco fa abbattere 115 pini secolari: “disastro ambientale”

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Salvo: “A differenza della totalità dei Comuni impegnati sul fronte Covid 19, quello di Montegiordano ha preferito adoperarsi ed ingegnarsi al taglio degli alberi”

 

MONTEGIORDANO (CS) – “Il covid 19, meglio conosciuto come coronavirus, sta tenendo con il fiato sospeso il mondo intero, gli effetti devastanti colpiscono l’intera penisola Italiana e finanche i piccoli centri della Calabria, quei paesini con non molti abitanti che stanno vivendo con preoccupazione la paura di possibili contagi. I rappresentanti istituzionali a livello nazionale, regionale e comunale, sono impegnati a tempo pieno per cercare di fronteggiare i pericoli derivanti dalla diffusione del virus e mettere in atto tutte le precauzioni e protezioni necessarie a tutela della comunità.

A differenza della totalità dei Comuni impegnati sul fronte Covid 19, quello di Montegiordano ha preferito adoperarsi ed ingegnarsi al taglio degli alberi. Con grandissimo stupore gli abitanti di Montegiordano Marina, piccolo centro in provincia di Cosenza, hanno assistito all’abbattimento di tutti i pini piantati da quasi cento anni sul lungomare e come se non bastasse anche all’abbattimento della pineta presente all’interno della villetta comunale nei pressi del bocciodromo e del campo da tennis.” Questa le denuncia dell’Avv. Carlo Salvo.

“L’amarezza – continua – per lo scellerato e disgustoso gesto, compiuto dall’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco dott. Rocco Introcaso, non viene certamente nascosta dalla popolazione rimasta attonita e sbigottita per un si grave gesto, dettato sicuramente dalla pochezza ed irresponsabilità politica – amministrativa. A pensare che la tutela dell’ambiente ha rappresentato da sempre una delle priorità amministrative di un comune, così come l’abbattimento ed il taglio degli alberi ha rappresentato e rappresenta un vile atto da condannare senza se e senza ma. Non vi è giustificazione a questa operazione odiosa, non esistono motivi che possano giustificare un simile gesto se non quello del disprezzo dell’ambiente e del territorio, disprezzo nei confronti di una comunità che ha sempre goduto delle bellezze naturali del piccolo borgo marinaro di Montegiordano, del suo lungomare e dei suoi numerosissimi pini che caratterizzavano la passeggiata e costituivano quel polmone d’ossigeno indispensabile alla vita degli esseri viventi.

Non ci sono parole – conclude – per descrivere il disastro ambientale di cui il Sindaco insieme all’amministrazione comunale son gli esclusivi responsabili. Montegiordano non merita una classe politica di tale bassezza, non merita amministratori inetti, incapaci ed irresponsabili il cui operato è contro gli interessi della comunità, un’amministrazione questa che definirla la peggiore di tutti i tempi è forse un complimento. La domanda nasce spontanea: ma il Sindaco come avrà fatto ad avere dai Carabinieri/Forestali il nulla osta per l’abbattimento di 115 (centoquindici) meravigliosi pini secolari?

Ionio

Muore per un improvviso malore Angelo Donnici, ex sindaco di Mandatoricco

Donnici, 67 anni, ex sindaco di Mandatoriccio e avvocato si è spento questa mattina. Diversi i messaggi di cordoglio sui social

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MANDATORICCIO (CS) – Potrebbe aver avuto infarto l’ex primo cittadino di Mandatoriccio, l’avvocato Angelo Donnici, scomparso a 67 anni, dopo aver accusato, secondo quanto emerso, una malore improvviso nelle scorse ore mentre era a casa. Il suo cuore ha smesso di battere durante il trasporto dal medico.

Diversi i messaggi che compaiono sui social per ricordare Donnici, stimato professionista, che lascia moglie e tre figli e un nipote: “Caro avvocato Angelo Donnici, il suo esempio di professionalità, dedizione e sani valori umani non si dimenticheranno facilmente”. E ancora “Oggi, purtroppo hai chiuso con la vita terrena, possa tu trovare la pace, quella pace che sulla terrà qualcuno ingiustamente ti aveva tolto”.

Segnato duramente dalla vicenda giudiziaria Stige, quando venne assolto Donnici, la definì una ferita «che non smetterà mai di sanguinare» sottolineando di non aver «mai smesso di aver fiducia nella giustizia sapendo che la verità avrebbe infine trionfato».

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Esplosione causata da una fuga di gas nel Cosentino, due feriti

L’esplosione potrebbe essere stata causata dalla fuoriuscita di gas dal piano cottura che ha trovato innesco quando i malcapitati si apprestavano alla preparazione della colazione

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MIRTO CROSIA (CS) – Una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Rossano è intervenuta questa mattina poco dopo le 9.30 in via Donizetti nel comune di Mirto Crosia per un esplosione a seguito di una fuga gas.

L’esplosione ha interessato un appartamento situato al primo piano di una palazzina su due livelli provocando la caduta di una parete di suddivisione in vani degli spazi interni. Sono rimasti coinvolti i due occupanti dell’abitazione di nazionalità Afgana. I feriti affidati al personale sanitario del Suem118 per le cure del caso e successivo trasporto presso struttura ospedaliera. Dalle prime verifiche effettuate, l’esplosione potrebbe essere stata causata dalla fuoriuscita di gas dal piano cottura durante la notte che ha trovato innesco nel momento in cui i due malcapitati si apprestavano alla preparazione della prima colazione.

Sul posto i carabinieri di Rossano e la polizia locale per gli adempimenti di competenza.

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Calopezzati festeggia i 100 anni di nonna Antonietta Bennardis

Antonietta Bennardis, nata il 23 gennaio 1923 ha festeggiato il suo centesimo compleanno nella sua casa di Calopezzati, nella quale ha sempre vissuto fin dall’infanzia

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nonna antonietta bennardis calopezzati 100 anni 01

CALOPEZZATI (CS) – Lo scorso lunedì 23 gennaio 2023, la Signorina Antonietta Bennardis, ha festeggiato il suo centesimo compleanno nella sua casa di Calopezzati, nella quale ha sempre vissuto fin dall’infanzia. Circondata dall’affetto del nipote Carlo Antonio e la sua fidanzata Rosi Caligiuri, Vittoria e Luigi, del cugino sacerdote Angelo Bennardis, e di altri parenti nonché commare, compari e “figliocce”.

Presenti anche il sindaco Edoardo Antonello Giudiceandrea e il resto dell’amministrazione comunale per la donazione della torta alla festeggiata e il conferimento di una targa ricordo. Immancabile anche la presenza del maresciallo dei carabinieri, Emilio Beraldi, e del parroco di Calopezzati, Don Giuseppe Mustaro che, portando la benedizione di Dio nella casa, ha rinnovato gli auguri a nonna Antonietta per il risultato raggiunto.

Antonietta Bennardis

E’ originaria di Calopezzati, dove è nata il 23 Gennaio 1923 e dove viveva assieme ai suoi genitori e a 4 fratelli. La sua, fu un’adolescenza molto dura, nata appena dopo la fine della 1° guerra mondiale, là dove la fame e la miseria regnavano in ogni casa. Antonietta fece conoscenza con la “responsabilità” in età molto giovane, per via della malattia che colpi i suoi genitori costringendoli a letto, i quali dovette assistere fino alla loro morte. Poi, nel periodo della 2°guerra mondiale, i 4 fratelli, per assicurare un futuro degno alla famiglia, dovettero allontanarsi dal piccolo paese in cerca di lavoro, al riguardo ricordiamo; Domenico Bennardis, esperto in radiocomunicazioni e prestante servizio militare nei servizi in territorio straniero, Natale Bennardis, Poliziotto presso l’anticrimine della sede centrale di Roma, Vincenzo Bennardis, agricoltore e olivicoltore. Il futuro di Francesco invece, fu stroncato all’età di 14 anni per causa di un malore durante il duro lavoro nei campi.

Nonostante le grandi difficoltà nel prendersi cura dei 4 fratelli, Antonietta trovò anche la forza per dedicare 40 anni della sua vita alla raccolta e al trasporto su spalla delle olive, ma la sua indole di madre e tutrice non sarebbe terminata là.

Di fatti, al ritorno dalla 2° guerra mondiale del fratello Domenico dall’Africa, insieme vi sarebbe giunta anche sua figlia Marta, la prima donna di colore, a vivere e crescere nella grande e generosa comunità di Calopezzati. Inutile sottolineare, che da quel momento in poi, Antonietta se ne prese cura, come solo una madre sa fare, fino al triste giorno in cui la perse per un cancro nel 2017. La signorina Antonietta, carattere forte, determinato, generoso, donna d’altri tempi, oggi è la nonna di Calopezzati, di tutti noi.

Il nipote Carlo Antonio Gianotti e nipoti: “Il calore e il forte sostegno che ci hai dato, ci sono stati di grandissimo aiuto, lo hai fatto anche con me, crescendomi e nutrendomi dai miei primi giorni di vita. Lo so, non sarà il compleanno che avresti voluto, non è la stessa cosa senza la nostra Marta, ma è pur sempre un grande traguardo, raggiunto con fede in Dio e nella famiglia”.

 

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