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Raddoppio dei fondi per il trasporto pubblico locale, successo della Legge Graziano

E’ quanto ribadisce con forza il coordinamento civico Corigliano-Rossano de Il Coraggio di Cambiare l’Italia


CORIGLIANO ROSSANO – “L’aumento dei chilometraggi del Trasporto pubblico locale di Corigliano-Rossano è un diritto acquisito con la nascita della nuova Città”. Il Coraggio di Cambiare non ci sta e mette i puntini sulle i. “Se proprio si vogliono attribuire meriti a questo risultato, che rivoluziona il concetto di mobilità urbana (almeno si spera perché molto dipenderà da come verrà gestito il TPL a livello comunale) questi bisogna darli ai cittadini della nuova terza Città della Calabria che attraverso il referendum del 22 ottobre 2017 hanno dato concretezza alla legge Graziano che  ha istituito la fusione dei due ormai estinti comuni».  

È quanto ribadisce con forza il coordinamento civico Corigliano-Rossano de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, precisando in merito a quanto emerso da una nota stampa dell’Amministrazione comunale relativa all’assegnazione del nuovo monte chilometri assegnato alla Città  dalla Regione Calabria.

 «Atteso che – proseguono dal coordinamento civico del CCI – vorremmo sapere quali siano tutti gli impegni assunti dal sindaco Stasi in campagna elettorale, dal momento che trascorsi oltre tre mesi dal suo insediamento non conosciamo ancora quali sono le linee programmatiche e di mandato dell’Amministrazione comunale, quello del Trasporto pubblico locale – scandiscono – non è sicuramente un risultato annoverabile tra quelli conseguiti da questo Esecutivo. Se poi il primo cittadino è passato dall’altra parte della barricata, tra quelli che vogliono far passare dei diritti dei cittadini come piaceri o concessioni divine, questo è un altro paio di maniche. E ne facciamo ammenda. Ma sia chiaro. E lo sia anche riguardo ai salamelecchi fatti alla Giunta regionale per questo “importante risultato ottenuto per la città”. Ci spiace contraddirla nei termini perché questo è uno strepitoso risultato ottenuto dai cittadini (e non da lei, tantomeno dalla Regione) che con la fusione hanno creato una nuova città che per legge e diritto deve avere quel monte chilometri oggi assegnato”.

Ed ancora evidenzia il Cci nella nota diffusa agli organi di informazione, la Calabria e Corigliano Rossano sarebbero ancorati “ad un piano trasporti che va in deroga dagli anni ’90 e che solo alle continue insistenze dell’allora segretario questore del Consiglio regionale Giuseppe Graziano, ne venne approvato uno nuovo che, però ancora stenta a partire”