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Rossano, scontri in discoteca: assolto capo della vigilanza

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L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Tagliaferro, era accusato di lesioni. I giudici catanzaresi hanno ribaltato la sentenza di primo grado

 

CORIGLIANO ROSSANO – Lite in discoteca, la Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento della tesi difensiva dell’avvocato Giuseppe Tagliaferro, ribalta la sentenza di primo grado e assolve il capo del servizio di vigilanza del locale dall’accusa di lesioni.

I FATTI La sera del 9 gennaio 2005, presso il noto locale “Il Vecchio Opificio” sito in località Sant’Angelo di Rossano, il servizio di vigilanza era intervenuto per accompagnare fuori dal locale il giovane A.F., sorpreso a infastidire alcuni presenti. Al termine della serata, gli addetti alla vigilanza hanno notato che un gruppo di persone, nei pressi del parcheggio, aveva accerchiato il capo del servizio di vigilanza C.S. Tra questi anche il giovane che era stato prima allontanato dal locale. Un’aggressione dalla quale C.S. tentava di difendersi, mentre intervenivano anche i colleghi. Non è insolito che gli addetti alla sicurezza, spesso anche minacciati e aggrediti, intervengano nel corso di serate in discoteca a causa di comportamenti importuni di alcuni avventori, spesso dettati dall’assunzione di sostanze alcoliche, ai quali è necessario far fronte. In quella occasione, il giovane che era stato allontanato e un suo congiunto, sporgevano querela nei confronti di C.S. con l’accusa di lesioni.

IL PROCESSO DI PRIMO GRADO Con sentenza depositata dal Tribunale Penale di Rossano in data 24 ottobre 2013, C.S. veniva dichiarato responsabile del reato di lesioni nei confronti di A.F. e S.V., nonché condannato al risarcimento del danno in favore delle parti civili, da liquidarsi in separata sede, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore delle stesse parti civili, oltre al pagamento delle spese di costituzione e patrocinio.

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO La sentenza del primo Giudice è stata appellata da C.S. tramite il suo difensore avvocato Giuseppe Tagliaferro. La Corte di Appello di Catanzaro, a seguito di discussione delle parti, nel 2018 ha depositato la sentenza con cui è stato ribaltato il primo giudizio di colpevolezza, dichiarando l’innocenza dell’uomo.  I Giudici di Catanzaro, pur ritenendo il reato comunque nelle more caduto in prescrizione, non si sono sottratti dall’esaminare la vicenda nel merito, stante altresì la costituzione in giudizio di parte civile, e in accoglimento della linea difensiva dell’appellante hanno censurato la pronuncia del primo Giudice per aver scartato completamente il testimoniale della difesa, omettendo di tenere in debito conto quanto emerso nel corso del dibattimento di primo grado.

In particolare, il primo Giudice, secondo la Corte di Appello, non ha ben valutato che il giovane A.F. era stato notato dare fastidio all’interno del locale “spingendo mentre ballava e facendo altro”, tanto da far intervenire la sicurezza e costringere il capo dello stesso servizio C.S. ad allontanarlo dal locale. La Corte di Catanzaro, come segnalato dalla difesa, ha riscontrato alcune non marginali contraddizioni sulla dinamica dei fatti, secondo il racconto delle stesse parti offese costituitisi parti civili, ritenendoli anche reticenti per non aver spiegato, benché richiesto, “quali fossero state le ragioni per cui il capo addetto al servizio di vigilanza avrebbe dovuto percuotere i due giovani denuncianti”.

La stessa Corte ha correttamente ricostruito la vicenda, riconducendola, in sostanza, ad una lite avvenuta in occasione della frequentazione di un locale notturno, originata dal comportamento scorretto da parte della stessa persona offesa, che ha reagito all’allontanamento dal locale, passando alle vie di fatto nei confronti del capo del servizio di sicurezza C.S., mentre quest’ultimo assumeva un atteggiamento meramente difensivo.

LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE La Corte di Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza di primo grado, ha pertanto assolto C.S. dal reato di lesioni con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. La sentenza assolutoria e riformatrice della prima pronuncia ha annullato anche la condanna al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese, che il Tribunale, sulla base della ritenuta erronea responsabilità penale del medesimo, aveva statuito in favore delle stesse parti civili.

 

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Dipendente Ecoross aggredito per lo spostamento di un cassonetto dei rifiuti

L’aggressione è avvenuta a Rossano. Un cittadino ha aggredito con calci e pugni il dipendente dell’azienda rifiuti che stigmatizza: “atti di violenza inaccettabili. Piena solidarietà e vicinanza”

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Aggredito verbalmente e fisicamente per questioni relative allo spostamento di un cassonetto dei rifiuti. E’ quanto accaduto sabato sulla centralissima via Nazionale allo scalo dell’area urbana di Rossano, dove un cittadino si è scagliato contro un dipendente Ecoross, prima verbalmente e poi passando alle vie di fatto, con calci e pugni nonché inseguendolo con un bastone. L’aggressione, che ha causato delle lesioni personali al 57enne Luigi Virardi, co-responsabile dell’area urbana di Rossano, ha determinato anche la rottura dei suoi occhiali e del suo telefono cellulare. Le lesioni sono state refertate presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Nicola Giannettasio” e giudicate guaribili in 7 giorni, mentre nelle prossime ore si procederà a sporgere formale denuncia alle forze dell’ordine.

Ecoross stigmatizza e condanna fermamente l’accaduto, esprimendo piena solidarietà e vicinanza a Luigi Virardi al quale si augura una pronta guarigione: «Siamo alla follia pura! È inconcepibile – dichiarano l’Amministratore unico Walter Pulignano e l’intero management aziendale – che per lo spostamento di un cassonetto, questione di esclusiva competenza dell’Amministrazione comunale su cui Ecoross non ha potere decisionale essendo semplicemente il “braccio operativo”, si arrivi ad aggredire uno dei nostri Responsabili sul territorio. Già in passato si sono verificati atti di violenza verbale ai danni di operatori Ecoross e tutto questo non è più accettabile. Comprendiamo i disagi, così come comprendiamo il clima di tensione che può scaturire da continue emergenze rifiuti che caratterizzano l’intero territorio calabrese, su cui come azienda siamo in più occasioni intervenuti auspicando soluzioni definitive, ma la violenza non deve essere e non sarà tollerata oltre. Ecoross e tutti i suoi rappresentanti non possono continuare ad essere il parafulmine di scelte disposte da altri e su cui l’azienda non ha alcuna competenza né responsabilità».

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Cariati: via i pozzi neri dalle contrade, 600mila euro per la rete fognaria

Il finanziamento regionale consentirà di dotare le contrade ad oggi non servite di questo importante servizio

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CARIATI (CS) – Seicentomila mila euro per la realizzazione di nuovi tratti di rete fognaria grazie ad un finanziamento della Regione. A comunicarlo è il sindaco Filomena Greco che ha espresso, con l’assessore ai lavori pubblici Sergio Salvati, soddisfazione per questo importante risultato che premia anche l’attività portata avanti dagli uffici comunali e che si muove nel solco dell’impegno dell’Esecutivo destinato a risolvere in via definitiva i problemi atavici sui servizi essenziali.

«L’attenzione – sottolinea il primo cittadino – è massima anche sul sistema di depurazione di contrada Fischia dove si sta lavorando per sostituire l’intera rete, obsoleta e fatiscente». Il sindaco coglie l’occasione per ringraziare l’assessore regionale all’ambiente Sergio de Caprio ed il dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria regionale per l’attenzione riservata. «Gli interventi – sottolineano – avranno ripercussioni positive in termini di tutela dell’ambiente ed ottimizzazione della depurazione urbana, in quanto le aree in progetto sono servite da vecchi pozzi neri. I benefici riguarderanno anche l’aspetto finanziario: l’opera sarà a totale carico della Regione».

I tratti previsti e il cronoprogramma

Le zone interessate saranno Località Sant’Angelo, Via Gioacchino da Fiore, Via San Mauro, Traversa San Cataldo, Località Beneficio e Contrada Villari. Il cronoprogramma prevede l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo entro novembre 2021, l’affidamento dei lavori, successiva all’indizione della gara entro gennaio 2022, l’inizio dei lavori entro febbraio 2022 e la fine entro settembre 2022.

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Domani la 107^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

La Diocesi di Cassano Jonio ha promosso un incontro presso la Parrocchia della Sacra Famiglia in Villapiana guidata da don Nicola De Luca

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VILLAPIANA (CS) – In sintonia con la Chiesa Mondiale, anche la Diocesi di Cassano All’Ionio, guidata dal Vescovo Mons. Francesco Savino, intende riunirsi per riflettere su questa importante tematica. Il tema scelto da Papa Francesco per le celebrazioni di quest’anno è Verso un “noi” sempre più grande e fa eco al suo appello a far sì che «alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”.

Il direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi, Leonardo Cirigliano ha definito questo consueto appuntamento come “un momento utile per guardare, veramente, l’altro come se fosse Cristo e non come fosse un nemico”. L’Ufficio Migrantes della Diocesi ha appena concluso il primo corso di alfabetizzazione per extracomunitari e a tal proposito ha dichiarato Cirigliano: “le persone costrette a fuggire dalle loro case spesso lottano per ricostruire un futuro in dignità. Noi siamo al loro fianco tutti i giorni, con il nostro operato, in sordina così come siamo abituati cerchiamo di sostenerli in questo sforzo”.

Mons. Savino, proprio in conclusione dell’Assemblea Diocesana ha sottolineato che “non bisogna ricordarsi dei fratelli immigrati solo un giorno l’anno, ma bisogna fare esperienza ogni giorno per essere al loro fianco e tendere loro la mano”.

Il messaggio di Papa Francesco

Nel messaggio di quest’anno il Pontefice ha voluto “indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo”. Si legge nel testo: nel tempo presente questo noi “è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali. In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità”. Sarà presente il presule della diocesi cassanese, Mons. Francesco Savino e la partecipazione della Cidis Onlus quale realtà del territorio impegnata in prima linea nell’accoglienza e integrazione degli immigrati.

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