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Quaranta persone in condizioni igienico – sanitarie drammatiche nella sibaritide

A distanza di quasi una settimana dall’esondazione del fiume Crati la gestione degli sfollati viene definita scandalosa. La Procura di Castrovillari indaga annunciando che qualcuno dopo l’allerta lanciato dai cittadini aveva certificato che non vi sarebbe stato nessun rischio

 

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Una valanga di acqua e fango ha invaso le loro case. Non possono farvi rientro, almeno per ora. Dopo quasi una settimana dall’esondazione del Crati nel territorio di Corigliano che li ha costretti a vivere da sfollati attendono di capire cosa sarà del proprio futuro. Intanto la Procura della Repubblica di Castrovillari è al lavoro come spiega il Procuratore Capo Eugenio Facciolla per individuare i responsabili del disastro. “Qualcuno – afferma Facciolla che ha aperto, già la settimana scorsa, un’inchiesta sull’alluvione che ha interessato il territorio di Thurio e Ministalla – aveva segnalato che c’erano dei problemi all’argine del fiume Crati, ma sembra che sia stato fatto un controllo e sia stato certificato che invece era tutto a posto e non c’erano rischi. Al momento non ci sono indagati, ma ipotizziamo il disastro colposo e l’omissione di atti d’ufficio perché ci sono responsabilità precise se vengono segnalate le cose, ma non si interviene o si interviene in malo modo”.

 

 

“La gestione dell’emergenza Thurio – tuonano i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle Rosa Silvana Abate, Francesco Sapia e Francesco Forciniti – è scandalosa. Chiediamo la rimozione del commissario di Corigliano Rossano Domenico Bagnato e del neo dirigente Amica. Dopo 72 ore quasi 40 persone vivono in una situazione igienico-sanitaria gravissima e le istituzioni sono scappate via dopo le prime 24 ore. Tutto ciò è vergognoso. Siamo sui luoghi dell’alluvione da venerdì, le ditte di pulizia non potranno mai entrare ed intervenire in queste abitazioni se prima non verrà tolta la melma e il fango. La cosa più grave è il silenzio e la fuga delle istituzioni preposte a portare gli aiuti. Le varie sollecitazioni non sono servite a nulla. Il Commissario Bagnato ci ha chiamato solo venerdì sera alle 20:00 per dirci che stavamo aizzando le persone.

 

 

Gente che è ancora senza acqua e senza corrente. Con gli animali morti nelle stalle e le case ancora piene di fango e degli alimenti andati a male in frigoriferi e congelatori. Non hanno mandato un gruppo elettrogeno. C’è gente che non riesce a fare nemmeno un numero di telefono. Qui Bagnato non s’è visto, non è venuto a vedere di che stiamo parlando. Il suo vice Lizzano ha fatto una comparsata, così come il neodirigente Amica che oggi dice di avere la bronchite. Chiederemo la rimozione di tutti i responsabili che hanno lasciato la gente in quelle condizioni. Abbiamo faticato per far arrivare qualcuno lì. Il comune voleva solo sistemare le persone in albergo, famiglie che non sanno nemmeno dove sono andati a finire i loro soldi e documenti, le carte di credito e i libretti portati via dalla forza dell’acqua e del fango.

 

 

Hanno perso tutto, soldi, raccolti, animali, casa. Regione e comune hanno detto che non hanno soldi, gli è stato mandato solo un po’ di fieno per gli animali scampati alla morte. Il COC non andava chiuso dopo sole 24 ore. Chiediamo anche un’apertura di una indagine sul caso e sulla messa in sicurezza dell’argine perché si rischia un danno maggiore. Ieri, durante un sopralluogo, abbiamo visto che l’argine è indebolito e il Crati in quella zona ha creato una curva innaturale. Le condizioni meteo restano precarie. Come ora si sono contati i capi di bestiame presto potrebbero contare le vittime. Bisogna agire subito e velocemente perché qui non è tutto in ordine come vuole far credere Bagnato insieme ai suoi accoliti. E gli attacchi ricevuti da lui sulla stampa di oggi da altre forze politiche sono la riprova della sua inadeguatezza a gestire un comune di oltre ottantamila abitanti soprattutto in situazioni d’emergenza come queste”.

 

 

LA ‘PASSERELLA’ DEL GOVERNATORE DELLA REGIONE CALABRIA E LA ‘LATITANZA’ DEL COMMISSARIO

“Il presidente della Regione Mario Oliverio ha effettuato ieri un sopralluogo nelle aree del territorio di Corigliano-Rossano colpite dalle straripamento causato dalla rottura dell’argine del fiume Crati verificatosi nella notte tra martedì e mercoledì scorsi”. Lo riferisce un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale. “Oliverio, che ha mantenuto in questi giorni – si aggiunge – un costante contatto con la Protezione civile regionale, che dall’immediatezza dell’accaduto sta supportando le autorità locali nella gestione di questa grave emergenza, si è recato nelle frazioni dove numerosi sono stati gli allagamenti che hanno interessato attività produttive, in particolare agrumicole e zootecniche, e abitazioni, causando notevoli danni e perdita di bestiame. Con il presidente, il consigliere delegato all’Agricoltura Mauro D’Acri e i funzionari della Protezione civile responsabili del ‘Volontariato’, Domenico Costarella, e della ‘Gestione dei Rischi Naturali e Antropici’, Michele Folino Gallo.

 

 

La Protezione civile, come noto, è presente sui luoghi dell’evento con propri uomini e mezzi e coordinando le associazioni di volontariato, al momento nove con oltre 30 volontari impegnati, che continuano ad operare in soccorso alla popolazione.  Il presidente Oliverio – é detto ancora nella nota – ha incontrato le famiglie colpite, entrando nelle case devastate da acqua e fango, come le stalle, i locali per le attività, verificando lo stato delle cose. Si è poi recato presso gli argini del Crati ed ha quindi presieduto una riunione nella quale è stato fatto il punto della situazione, cui hanno partecipato Nicola Cilento, vicepresidente nazionale di Confagricoltura e presidente del Coab, nei cui locali si è tenuta la riunione stessa; Franco Mazzei, responsabile territoriale Cia; il sub commissario prefettizio per il Comune di Corigliano-Rossano, Lizzato; il presidente e il direttore del Consorzio di Bonifica dei bacini dell’Alto Ionio cosentino, Marzio Blaiotta e Biagio Cataldi, nonché alcuni cittadini. La mancata cura del territorio e delle aste fluviali nel corso di un lungo periodo – ha detto il presidente Oliverio – porta oggi il conto.

 

 

E’ una situazione che si ripete dappertutto non solo qui a Corigliano: l’altro giorno a Crotone, ancora prima nel lametino, nella Piana di Gioia Tauro, nel vibonese, nella Locride. Stiamo lavorando duramente per affrontare problemi e ritardi accumulati nel corso di decenni, attraverso interventi per la ripulitura e la messa a regime delle acque dei fiumi, quindi la sistemazione dei corsi fluviali. Abbiamo messo in campo un programma di interventi per la messa in sicurezza del territorio e per la sistemazione idrogeologica che è in via di realizzazione, per il quale occorre però considerare tempi di progettazione, procedure nel rispetto della legge, le gare ed altro che ci consentiranno di dispiegare pienamente questa azione. Qui il Crati costituisce una delle maggiori criticità. E’ stato oggetto di un primo intervento di consolidamento degli argini in un tratto esondato negli anni scorsi. E’ necessario che si realizzi un intervento più complessivo di messa in sicurezza e di regolazione del deflusso delle acque. In tal senso sono state già programmate risorse importanti che consentiranno la realizzazione di questo obiettivo. E’ chiaro che l’emergenza che si è riproposta in questi giorni impone interventi con carattere d’urgenza per evitare il riproporsi di situazioni quali quelle verificatesi.

 

 

Adesso affrontiamo l’emergenza con la mobilitazione della Protezione civile e dei volontari, a cui va il mio ringraziamento, del Consorzio di bonifica e di Calabria Verde, mobilitando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Con una convocazione straordinaria della giunta regionale all’indomani della esondazione, abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale sottolineando i danni alle aziende e alle civili abitazioni. Ora è necessario intervenire a sostegno delle famiglie e delle attività produttive che hanno subito un colpo molto grave. Bisogna aiutare le aziende a rimettersi in sesto e dunque definire un progetto più generale di sistemazione e messa in sicurezza del fiume e di tutto il comprensorio. Per fortuna non ci sono state vittime, considerata l’ora e la vastità della esondazione. Occorre, nell’immediato, dare aiuto alle strutture produttive per tenderle agibili. Ora siamo in attesa che il Governo dichiari lo stato di calamità naturale per come da noi richiesto”. “A conclusione dell’incontro, aperto anche alle famiglie colpite ed ai cittadini presenti – si aggiunge nel comunicato – il presidente Oliverio, che ha anche sentito telefonicamente il commissario del Comune di Corigliano-Rossano, Domenico Bagnato, ha presieduto un incontro con i tecnici della Protezione civile ed i rappresentanti del Comune, del Consorzio di Bonifica e del volontariato, nel corso del quale è stato stabilito un piano operativo di interventi che partiranno già nella giornata di oggi”.




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