Serra di marijuana in un garage: assolto reo confesso - QuiCosenza.it
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Serra di marijuana in un garage: assolto reo confesso

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Tre giovani avevano realizzato una serra rudimentale atta alla coltivazione di marijuana. Avevano comprato semini, lampada alogena, fertilizzante, vasi in plastica e tutto il necessario per la crescita delle piante

 

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle richieste avanzate dal penalista Avv. Francesco Nicoletti, ha assolto il 21enne rossanese O.A., tratto in arresto il 6 maggio 2017 dagli agenti del Commissariato di P.S. di Rossano per coltivazione di sostanza stupefacente del tipo marijuana. All’esito di una perquisizione all’interno di un garage effettuata dagli agenti di polizia, il ventunenne aveva dichiarato spontaneamente di aver installato, unitamente ad altri due soggetti giudicati separatamente, una coltivazione di marijuana e di aver comprato semini, lampada alogena, fertilizzante, vasi in plastica e tutto il necessario per la crescita delle piante.

I FATTI Appreso da una fonte confidenziale che all’interno di un box condominiale in via Colle Pantano, a Corigliano Rossano, tre giovani avevano realizzato una serra rudimentale atta alla coltivazione di marijuana, gli agenti del Commissariato di P.S. hanno proceduto ad effettuare una perquisizione accertando la presenza di una lampada alogena, ventole e timer utili alla ricreazione del microclima adatto alla crescita delle piante di marijuana. Non solo. In quella occasione è stata accertata anche la presenza di numerose piante, oltre a marijuana in semi già essiccata, un diffusore di calore con lampada alogena di 250W con trasformatore di potenza, motorini ventilatori elettrici, contenitori in plastica contenenti concime liquido denominato “sangue blu”. Nell’immediatezza l’indagato è stato tratto in arresto e sottoposto a misura cautelare su ordinanza del Gip presso il Tribunale di Castrovillari.

IL PROCESSO E LA DECISIONE DEL TRIBUNALE Il procedimento a carico del giovane è sfociato nel processo celebratosi dinanzi al Tribunale di Castrovillari, nel corso del quale sono stati escussi in qualità di testi gli agenti di P.S. che avevano effettuato l’attività di indagine e che hanno confermato ogni singolo aspetto.  All’esito del processo il Pubblico Ministero ha formulato una richiesta di pena detentiva. Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle richieste avanzate dell’Avv. Francesco Nicoletti, difensore del giovane, ha emesso una sentenza di assoluzione.

Copertina: immagine repertorio

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Positiva al Covid va al lavoro e serve clienti senza mascherina, chiuso ristorante

E’ accaduto a Corigliano Rossano. La donna positiva al Covid 19, in quarantena, si è recata al lavoro nel locale del marito. Prendeva le ordinazioni e serviva i clienti

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – E’ stata la Polizia di Stato a denunciare la donna, nel corso di mirati controlli finalizzati alla verifica del rispetto delle normative inerenti l’emergenza epidemiologica. In particolare la moglie del titolare di un noto ristorante, positiva al Covid 19, è stata sorpresa dal personale della Polizia all’interno del locale a ricevere gli ordinativi dei clienti e a servirli ai tavoli. Come se non bastasse la donna non indossava la mascherina di protezione e si trovava al ristorante in violazione all’Ordinanza del Sindaco del Comune di Corigliano-Rossano che le aveva invece imposto la quarantena domiciliare.

Con grande discrezione e senza creare panico o allarmismo, gli agenti hanno identificato anche i molti avventori presenti nel locale, che sono stati poi invitati ad uscire con l’intimazione di permanere in affidamento fiduciario previo contatto della competente ASL. La donna è stata invece denunciata all’Autorità Giudiziaria e il ristorante è stato chiuso con l’obbligo di sanificazione prima della riapertura e comunque riapertura possibile solo al termine della quarantena imposta dall’ASL.

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Rifiuti: il sindaco di Villapiana: «l’ecodistretto non si farà»

Il primo cittadino Paolo Montalti ha comunicato la decisione all’assessore De Caprio e lo ha annunciato su Facebook

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VILLAPIANA (CS) – Deciso passo indietro del sindaco Paolo Montalti sull’ecodistretto: “Non sarà realizzato a Villapiana”. Aveva assunto un impegno con la Regione ma poi è arrivato il dietro front e la comunicazione ufficiale all’assessore regionale alla Tutela dell’ambiente, Sergio De Caprio. Il Comune di Villapiana non ospiterà sul proprio territorio l’impianto.

Una decisione maturata alla luce della forte opposizione alla decisione di realizzare l’ecodistretto manifestata, in più occasioni, con raccolte di firme e sit in, da molti cittadini di Villapiana. “Pur rimanendo convinto dell’opportunità che avrei potuto offrire al mio paese – ha scritto il sindaco Montalti in un post sulla pagina facebook del Comune – prendo atto che i tempi non sono maturi per un insediamento coraggioso come un ecodistretto a Villapiana. Pertanto, accolgo la volontà dei cittadini e dico no, diciamo no, all’ecodistretto, comunicandolo direttamente all’assessorato regionale per la Tutela dell’Ambiente”.

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Cassano Ionio: un ulivo per ricordare Cirolla, vittima innocente di mafia

Fazio Cirolla venne ucciso 12 anni fa per uno scambio di persona in un agguato di stampo mafioso. L’ulivo è stato piantumato nel suo ricordo, perchè vittima innocente di mafia

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Fazio Cirolla aveva 42 anni quando venne ucciso 12 anni fa, per uno scambio di persona, in un agguato mafioso in contrada “Pantano Rotondo” di Cassano allo Ionio, all’interno di un autosalone. Su iniziativa del Presidio di Libera di Cassano “Fazio Cirolla” è stato piantato un ulivo nel piazzale antistante la chiesa di Gesù Buon Pastore a Sibari, in ricordo di Cirolla, assassinato il 27 luglio 2009, e di tutte le vittime innocenti di ‘ndrangheta.

Prima della piantumazione, si è tenuta una celebrazione eucaristica e alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, i familiari di Fazio Cirolla, il vescovo della diocesi di Cassano, mons. Francesco Savino intervenuto telefonicamente, don Ennio Stamile, referente regionale di Libera, e il sindaco di Cassano Gianni Papasso.

“Il grano e la zizzania, come il bene e il male, crescono insieme, ma mentre il primo porta frutto ed è fecondo, il secondo è destinato a bruciare”, ha affermato Mara Vincenzi, responsabile del presidio di Libera di Cassano. “Questa giornata sia prospera come l’Ulivo che resiste alle intemperie, rende rigoglioso e verdeggiante la nostra Sibaritide e genera l’olio che arricchisce – ha concluso Mara Vincenzi – le tavole quotidiane e i banchetti eucaristici”.

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