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Reportage – Viaggio nella stazione fantasma di Vaglio Lise, dove i treni partono vuoti

Senza riqualificazione e con un numero di corse non adeguato per i pendolari, la stazione di Cosenza resterà solo una cattedrale dello spreco. Deserta anche nei giorni feriali, i pochi treni previsti partono sempre vuoti. L’assessore ai trasporti Musmanno sulla modifica degli orari e sul nuovo piano trasporti: “interventi dolorosi ma necessari”

 

COSENZA –  Fiumi di denaro pubblico, speso male, ha portato alla costruzione di stazioni enormi vuote, sottoutilizzate e abbandonate al loro triste destino di emarginazione e degrado. Tra queste il primato spetta di diritto alla stazione di Vaglio Lise vero capolavoro dello spreco. Inaugurata in pompa magna nel 1987  dopo una spesa complessiva di quasi 14 miliardi delle vecchie lire fu una delle opere più importanti, ma al tempo stesso inutili delle città, visto che già pochi anno dopo apparve sproporzionata rispetto al traffico ferroviario passeggeri e merci che, ovviamente, ha sempre preferito utilizzare la più comoda tratta tirrenica partendo da Paola.

Tabellone Stazione Cosenza 1987

Anni 90: Il tabellone della stazione con i treni che partivano per Roma

In più, ad aggravare la situazione, sono subentrati nel corso del tempo la soppressione di numerosi collegamenti, la cancellazione dei treni espressi per Roma, la chiusura della linea per Catanzaro, la carenza di corse e lo scarsissimo collegamento con l’hinterland cosentino, visto che anche l’autostazione realizzata proprio a ridosso dello scalo, non è mai entrata in funzione (Leggi: l’autostazione ferroviaria abbandonata dagli anni ’80 e mai utilizzata). 

Foto sbiadite dal tempo quando la stazione era presa d'assalto da centinaia di viaggiatori

Foto sbiadite dal tempo, quando la stazione era piena di viaggiatori

Cittadini e residenti da decenni attendono inutilmente le tanto promesse opere di riqualificazione intorno allo scalo ferroviario di Cosenza. Nel corso degli anni sono stati presentati numerosi progetti per tentare di salvare il salvabile. L’area dell’ex scalo merci con una superficie di quasi 85.000 metri quadri, doveva diventare una grande area commerciale piena di negozi e collegata direttamente alla statale 107 da un’arteria stradale che doveva fungere da raccordo tra la stazione e la città. Poi si era pensato anche di riutilizzare gli edifici del Ferrohotel come sede della Polizia municipale di CosenzaOpere realizzate? Nessuna. Poter usufruire di una stazione ferroviaria resta un grande vantaggio sopratutto per le aree suburbane, ma se l’impianto non offre i servizi adeguati, i collegamenti sono inesistenti, i treni sporchi e vecchi, e si cancellano mese dopo mese le corse oppure si cambiano gli orari, allora è necessario mettersi a discutere e pensare ad un qualsiasi tentativo di ripristino.

Le immagini della stazione ‘abbandonata’ di Cosenza

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Proprio i pendolari, quelli che per diversi motivi viaggiano usando i treni, sono sul piede di guerra ed hanno avviato una raccolta firme per richiedere l’immediato ripristino dei treni di pubblica utilità ed in particolar modo il treno delle 7.00 del mattino con partenza da Paola e destinazione Cosenza, la tratta Sapri-Paola, per la quale si chiede di integrare le fermate con la stazione Marcellina-Verbicaro-Orsomarso, per il treno n.3796 delle ore 17,02 con partenza da Cosenza, si chiede di prevedere la fermata di Guardia Piemontese, località tra le maggiormente interessate dalla salita e discesa di passeggeri. Infine un secco “no” alla soppressione del Cosenza-Paola delle ore 20,45. L’appello è rivolto al presidente Oliverio e all’assessore regionale ai trasporti Musmanno affinché garantiscano il diritto alla mobilità.

C’è poi la comunità della fascia jonica che contesta la cancellazione di diverse stazioni dai quadri orario con utenti lasciati senza servizi (tra queste Calopezzati, Mandatoriccio-Campana, Crucoli, Torre Melissa, Squillace, Sant’Andrea, Santa Caterina e Riace). Per molti utenti inoltre è diventato un problema addirittura acquistare i biglietti perché in numerose stazioni, perfino in alcune di grandi città, come Crotone e Siderno, non vengono emessi i titoli di viaggio e non esistono rivenditori accessibili a breve distanza (non tutti i cittadini sono in grado di acquisire biglietti elettronici su internet). Ma quello che preoccupa è anche il fatto che molte stazioni rimarranno in uno stato di ‘abbandono e degrado‘.

Viaggio nella stazione fantasma, capolavoro dello spreco

Nonostante i quasi 30 anni di attività, la struttura interna appare tutto sommato in discrete condizioni, ma dal punto di vista dell’utilizzo lo scalo ferroviario è praticamente deserto. In pochissimi ‘salgono o scendono’ dai treni perché quasi tutti i pendolari, preferiscono fermarsi e fare tappa a Castiglione Cosentino. Di fatto c’è, che lo scalo ferroviario della Città dei Bruzi, nato come fiore all’occhiello della città, nel tempo ha perso tutto: negozi, attività commerciali, treni… persino la cappella è tristemente chiusa da anni con una catena alla parta, segno tangibile dell’abbandono. Resta aperta solo l’edicola, un bar (dove entrano pochissimi viaggiatori) ed un autonoleggio. Con l’assessore regionale Roberto Musmanno (in basso potete ascoltare la sua intervista), non si è riusciti a fare il punto sul destino ma sopratutto sul futuro della stazione di Vaglio Lise sempre più abbandonata al proprio triste destino.

In un normale pomeriggio feriale di giugno, la nostra redazione ha realizzato un reportage foto-video all’interno della stazione di Cosenza desolatamente vuota. Ecco come si presenta lo scalo di Vaglio Lise ai viaggiatori che devono prendere un treno.
                         

 

Binari deserti dove i (pochi) treni partono vuoti

Binario 5 di un giorno come tanti altri: un capotreno fischia la partenza del regionale 8496 per Paola, che parte totalmente vuoto (sono da poco passate le 17.30 del pomeriggio). Prima che le porte si chiudano ci guarda con aria quasi affranta e ci dice: “questi treni oramai partono senza nessuno dentro, ma la cosa più triste è che sopratutto adesso, a causa del nuovo orario deciso per la stagione estiva, molti viaggiatori sono imbufaliti e se la prendono con noi che lavoriamo in stazione… ma che colpa ne abbiamo? Non possiamo farci nulla se la Regione Calabria, Trenitalia e Rfi hanno preso queste decisioni. Gli utenti sono davvero arrabbiati e sono da capire, non possiamo andare avanti così“.
                           

Musmanno difende il Piano dei Trasporti e la modifica degli orari

L’assessore regionale ai trasporti, ha spiegato la situazione del trasporto in generale ed in particolare di quello ferroviario che, a suo dire, necessita di un ridimensionamento per eliminare gli sprechi. “Ci sono treni che partono senza nessun utente a bordo“.

“Il  problema dell’orario ferroviario è estremamente complesso perché – spiega Musmanno – è tra i più costosi, e dobbiamo intervenire contro sprechi e inefficienze per evitare che  tra qualche anno non vedremo circolare più neanche un treno. Il trasporto pubblico locale come costi si aggira intorno al 20%, e solo quello ferroviario copre un costo del 13%. Questo vuol dire che a parità di risorse dobbiamo cercare di portare più passeggeri a bordo dei treni

No a logiche per accontentare gruppi sparuti di persone – sottolinea l’assessore regionale. – Alcuni chiedono di lasciare alcune fermate dei treni, ma gli utenti devono capire che fermare un treno non è come fermare un autobus davanti casa; un treno, quando rallenta per fare una fermata 5 minuti comporta nell’arco dell’anno, un costo che si aggira intorno ai 200mila euro. Dobbiamo considerare questo dato, rendendo più omogeneo il servizio. Abbiamo i dati raccolti negli anni da parte di Trenitalia e abbiamo fatto alcune scelte, che seppur dolorose sono legittime“.

Faccio un esempio – continua Musmanno – quello del treno Intercity che da Reggio Calabria porta a Taranto, e che ha 27 fermate.  Il tempo di percorrenza è di 7 ore e 22 minuti… questo treno non lo prende nessuno. Io penso di essere stato l’unico assessore in Italia che prima di licenziare la proposta di orario, ha convocato le 5 associazioni dei pendolari accreditate per discutere dell’orario stesso“.

Il nuovo piano dei Trasporti che entrerà in vigore domenica prossima 12 giugno però, non piace soprattutto ai numerosi pendolari che usufruiscono quotidianamente del servizio ferroviario. Il nuovo piano rischia di scatenare tante proteste soprattutto quelle dei cittadini della fascia ionica da troppo tempo mortificati da un sistema su rotaie inefficiente. C’è chi accusa Musmanno di aver ‘preso decisioni senza accogliere alcuna osservazione proveniente dal mondo sociale e dalle rappresentanze sindacali‘.