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Difendersi dagli abusi delle banche? Si può. Il libro di Mario Bortoletto (AUDIO)

Quella di Mario Bortoletto è una battaglia vinta, anzi sono tre. Da qui è nata l’idea e la voglia di trasmettere la sua esperienza affinchè gli utenti, le persone, le aziende, non si lascino abbindolare da alcuni istituti di credito. 

 

PADOVA – Mario Bortoletto è un imprenditore edile padovano che ha aperto un vero e proprio mondo parallelo intorno ai rapporti con le banche, quando si è imbattuto in una storia molto comune in Italia: un direttore di banca che era arrivato a chiamarlo tutti i giorni perchè, secondo lui, doveva rientrare di un debito di 22mila euro. Ed invece è passato da debitore a creditore, facendo emergere come queli conti delle banche fossero sbagliati. Ed è riuscito per ben quattro volte a passare da debitore a creditore di diversi colossi bancari nazionali.

In Italia, da Nord a Sud, milioni di persone hanno problemi con le banche, cosiddette sofferenze, cioè soldi che gli istituti di credito non riescono a recuperare e per questo ‘perseguitano’ il cliente fino a farlo soffocare. Ma a volte quella che raccontano le banche, è una bugia. Bortoletto, e con lui centinaia di correntisti che hanno seguito i suoi consigli, racconta i giochi sporchi su conti correnti, prestiti e mutui.

Il suo libro si legge tutto d’un fiato, è scritto in maniera semplice ed è un vero e proprio vademecum con molti esempi, per districarsi nel caos delle regole bancarie, soprattutto quelle ‘non scritte’. Un libro pensato per sostenere persone e imprenditori in difficoltĂ  e aiutare a gestire le proprie relazioni con le banche, a stare attenti ai rapporti con gli istituti di credito facendo i propri diritti senza soccombere, anche in quelle situazioni dove non sembra esserci via d’uscita.

La storia dell’imprenditore di Vigonza, vuole essere anche una speranza concreta per scongiurare altri nuovi casi, in cui le banche hanno letteralmente ‘ucciso’ gli imprenditori; persone che hanno rivolto un’arma contro se stesse o si sono tolti la vita nelle loro imprese perchè si sono sentite stritolate: “bisogna dire basta agli istituti di credito che ti tolgono tutto quello che hai ottenuto, con tanti sacrifici. Sono giganti di argilla che si possono sconfiggere”. E non ci vuole la magia ma solo la caparbietĂ  di non arrendersi: “Tutti noi pensiamo di essere debitori nei confronti delle banche, ma in realtĂ  siamo creditori. mettiamocelo tutti bene in testa”.

L’intento del suo libro dunque, è quello di divulgare la sua battaglia affinchè possa diventare la battaglia di molti altri onesti cittadini italiani, vessati dalle banche e oggi Bortoletto viene contattato da tutto lo stivale, da nord a sud. Ha infatti fondato un Movimento contro l’usura bancaria per assistere le persone che subiscono le pretese spesso infondate delle banche che di certo, non si fanno scrupoli a pignorare, a mettere all’asta beni essenziali come la casa, l’azienda o il capannone, frutto magari di una vita di lavoro e sacrifici.

Ai microfoni di RLB ha raccontato quando è nata la sua ‘vocazione‘ e soprattutto la vicenda a lui accaduta personalmente che lo ha portato a diventare da ‘debitore’ a ‘creditore’

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“Dieci anni fa avevo un direttore di banca che chiamava in ufficio e in maniera sempre piĂą minacciosa mi chiedeva la restituzione di 22.500 euro. Spesso le banche lo fanno: chiamano e minacciano e la minaccia principale è “ti segnalo alla centrale rischi (CRIF)”. Così la persona non può neanche comprare una bicicletta usata perchè risultando cattivo pagatore, nessuno ti fa credito. Mia moglie era preoccupata perchè mi vedeva sempre nervoso, non riuscivo piĂą a vivere sereno, ero molto preoccupato e temevo per la mia impresa edile. Essere segnalati voleva dire che tutti i fornitori, mi avrebbero chiesto i pagamenti anticipati e sarebbe stato impossibile continuare a lavorare. Siccome sono testardo e pignolo ho iniziato a studiare, soprattutto su Internet, e ho capito che questi giganti, che hanno spesso le gambe d’argilla, vanno sempre controllati”.

L’importanza della perizia econometrica

“E così ho fatto la verifica del mio rapporto di conto corrente – spiega Bortoletto – che si chiama “perizia econometrica“, dalla quale è risultato che io non avevo debiti con la banca bensì avevo un credito di 67.500 euro. Quando l’ho scoperto ero anche un pò dubbioso, mi sembrava impossibile. E così ho chiamato io quel ‘direttore minaccioso’ e mi sono recato in filiale pronto per “pagare”. Sono arrivato lì e ho chiesto: “allora direttore? Quanto le devo?”. Alla sua risposta (22.500 euro) ho chiesto se mi avessero fatto uno sconto dopo 18 anni che lavoravo con loro. Il direttore mi ha risposto che “le banche non fanno sconti”, ma che avrebbero potuto ‘scontarmi’ 100 euro. E così – racconta Bortoletto – ho fatto loro un assegno di 30mila euro.  Ovviamente il direttore della banca mi ha chiesto il perchè di quella cifra, dato che io avrei dovuto restituire solo 22.500 euro. “Glielo spiego subito signor direttore – ho risposto – perchè vuol dire che la vostra banca, dopo 18 anni che lavoro, è messa male e io voglio aiutarvi”. Ovviamente l’assegno non gliel’ho dato ma gli ho consegnato la ‘perizia econometrica‘ e così l’ho visto impallidire. E’ diventato rosso e mi ha detto “guardi che noi queste cause le vinciamo tutte”. E così mi sono rivoltao al direttore dicendogli: “guardi non importa se le vincete tutte, ma sta di fatto che qui ci sono 30mila euro di usura, sui 67mila che mi dovete dare. Se mi date i 67mila io vi dò i 22mila che vi devo”.

Ne è scaturita una breve ‘riunione’ con un altro dipendente dell’istituto bancario e quando sono tornati mi hanno comunicato di avere una bella notizia per me: “le diamo noi 5mila euro”. Ed è qui che ho risposto: “scusate ma voi fate lo sconto sui miei soldi?” ed hanno addirittura alzato la posta, a 10mila… 17mila..”.

A quel punto ho risposto ‘no grazie’ e ho detto “vado in tribunale”. La banca è stata condannata a restituirmi i 67 mila piĂą settemila piĂą novemila di interessi”. Questo mi ha fatto capire quanto sia importante far comprendere alle persone in difficoltĂ  ma anche non in difficoltĂ  che non ci si deve arrendere all’arroganza bancaria. La gente non lo sa, ma quante persone hanno perso la casa, lo studio… Molte volte il debitore non è il correntista ma la banca e abbiamo migliaia di sentenze che ci danno ragione. Lo facciamo da anni e abbiamo avuto risultati eccezionali e non dobbiamo avere paura”.

“La perizia econometrica serve a questo: non è altro che un controllo ai raggi X del rapporto, del costo del denaro effettivo che la banca ci ha applicato perchè ci sono tante commissioni e spese che lievitano in maniera subdola. E tu che lavori come (fatemi passare il termine) una bestia, e fai a fine anno i tuoi bilanci preventivi e pensi di aver lavorato bene, quando apri il cassetto per trovare i tuoi soldi, quei soldi li ha qualcun’altro. Ricordiamoci che le banche sono dei nostri “fornitori” – conclude – ed è giusto che, se ci forniscono denaro glielo ritorniamo. Ma purtroppo il “giusto”, per molte banche italiane, è molto sul ‘vago’. Perciò dobbiamo verificare e capire come siamo trattati”. Difendersi è possibile, così come vincere sull’arroganza.