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Operaio Afor muore spegnendo un incendio, funzionario accusato di omicidio colposo

Il responsabile dei mezzi dell’azienda forestale della Regione Calabria pare non abbia ordinato la riparazione del mezzo su cui viaggiava l’uomo.

 

CASTROVILLARI (CS) – Il 28 agosto 2012 un dipendente dell’Afor, l’azienda forestale della Regione Calabria, Giuseppe Caruso, 54 anni padre di quattro figli, originario di Longobucco muore nel tentativo di spegnere un incendio. La tragedia avviene su una montagna nel territorio di Cropalati, al confine con il comune di Longobucco in cui su una vasta area divampavano da ore le fiamme. A ritrovarlo morto incastrato tra le lamiere dell’autobotte sulla quale viaggiava sono i vigili del fuoco. La famiglia di Caruso ha inteso fare chiarezza sull’episodio e a distanza di cinque anni il GIP del Tribunale di Castrovillari, in accoglimento delle tesi sostenute da Ettore Zagarese difensore delle parti civili, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di V.M., 56enne, accusato di omicidio colposo aggravato.

 

L’incidente era avvenuto nella notte alle 1:45 quando Giuseppe Caruso impiegato nel progetto antincendio boschivo, si trovava alla guida di una autobotte, diretto a svolgere il suo lavoro nello spegnimento di un incendio. Giunto in prossimità di un dosso, si ritrovava dinanzi il fuoco e frenava, ma il mezzo, a causa del contraccolpo causato dall’acqua contenuta nella cisterna, scivolando indietro precipitava nella scarpata sottostante e si verificava il decesso del lavoratore. All’epoca la Procura di Rossano aveva avanzato richiesta di archiviazione non ritenendo la sussistenza di ipotesi di reato. In seguito a quanto emerso nel corso dell’incidente probatorio, è stata ravvisata la responsabilità del 56enne V.M. all’epoca responsabile dei mezzi in dotazione all’Afor.

 

Nello specifico, è risultato che l’incidente era derivato dalla rottura di un foglio della balestra anteriore del mezzo che aveva causato la perdita di aderenza del veicolo, quindi il suo precipitare nella scarpata. Per come ricostruito, il 56enne, pur a conoscenza delle anomalie dell’autobotte non ne avrebbe autorizzato la riparazione. L’avvocato Ettore Zagarese a nome della famiglia della vittima, esprime soddisfazione per la decisione, che ribalta un ingiusto originario giudizio di insussistenza del reato. L’inizio della fase dibattimentale è fissato per il prossimo 20 novembre 2017 dinanzi al Tribunale di Castrovillari.

 

In foto un’istantanea dei funerali di Giuseppe Caruso