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Maxi esercitazione speleologica nel Cosentino: si simula il recupero di un ferito a 600m di profondità (FOTO)

L’esercitazione di soccorso in grotta a grande profondità, durata 4 giorni, ha visto alternarsi in maniera continua le squadre di recupero.

 

CERCHIARA DI CALABRIA (CS) – Più di 90 tecnici speleologici coinvolti, 7 servizi regionali attivati, 1 ferito a 600m di profondità e 4 giorni di operazioni previste. Sono questi alcuni numeri della simulazione di recupero di uno speleologo infortunato a grande profondità che si è tenuta dallo scorso 13 luglio fino a ieri, nell’Abisso del Bifurto a Cerchiara di Calabria. La manovra di recupero si è conclusa alle ore 12:40 con l’uscita della barella dall’ingresso della grotta. L’esercitazione di soccorso in grotta a grande profondità presso l’Abisso del Bifurto, a Cerchiara di Calabria, all’interno del territorio del Parco Nazionale del Pollino, è cominciata nel pomeriggio di giovedì 13 luglio, con l’ingresso delle prime squadre: i telefonisti e la squadra di primo intervento. Dall’inizio delle operazioni fino alla conclusione avvenuta ieri, le squadre di recupero si sono alternate in maniera continua per la progressione sicura della barella, che è stata continuamente assistita da parte dei tecnici e dai sanitari speleologi della Commissione Medica del CNSAS.

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Uno degli obiettivi principali di questa esercitazione era testare, per la prima volta, il nuovo sistema digitale audio/video per le comunicazioni tra interno ed esterno grotta, messo a punto dalla Commissione Tecnica del Soccorso Speleologico. Il sistema ha funzionato perfettamente ed ha permesso di comunicare in tempo reale le informazioni dall’interno della grotta al Campo Base avanzato, situato a pochi metri dall’ingresso dell’Abisso del Bifurto. Grazie a questo sistema di trasmissione dati è stato possibile seguire le operazioni della manovra direttamente in video e di inviare all’esterno le immagini realizzate all’interno. Questo ha consentito ai sanitari presenti alla tenda medica del campo base avanzato, di valutare direttamente le condizioni dell’infortunato attraverso una video conferenza con i sanitari presenti all’interno, anziché tramite la connessione telefonica via cavo fino ad ora utilizzata. Alle operazioni hanno preso parte 100 operatori tra cui tecnici di Soccorso Speleologico, tecnici di Soccorso Alpino, Medici e Paramedici, provenienti delle Delegazioni Regionali di Calabria, Lazio, Campania, Puglia, Abruzzo, Umbria e Marche. Per tutta la durata della manovra c’è stata piena sintonia tra le squadre interne e gli operatori in esterno; tutti hanno lavorato in sinergia e continuità seguendo i protocolli consolidati nel corso degli anni che garantiscono l’uniformità delle tecniche di recupero tra le varie Squadre di Soccorso Alpino e Speleologico provenienti dalle diverse regioni italiane.

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All’uscita dall’abisso la barella è stata messa in sicurezza dalla Squadra Alpina CNSAS della Delegazione della Calabria che l’ha trasportata fino alla Tenda Medica dove è stata presa in consegna dai medici del 118, caricata in ambulanza e trasportata fino all’Ospedale di Rossano. Ad assistere all’ultima fase dell’esercitazione erano presenti il Sindaco di Cerchiara dott. Antonio Carlomagno, il dott. Carlo Tansi responsabile della Protezione Civile Regionale e il dott. Riccardo Borselli responsabile della Centrale Operativa del 118. Non dimentichiamo che tutte le operazioni hanno potuto contare sul supporto logistico dell’Associazione di Volontariato di Protezione Civile della locale Misericordia di Trebisacce che ha provveduto a preparare ogni giorno h24, pasti caldi ai tecnici che partivano o tornavano dalle operazioni. Non è mancata la Prefettura di Cosenza come rappresentante delle autorità sul territorio.

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