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A due anni dalla Riforma, ecco tutti i punti del fallimento della cosiddetta “Buona scuola”

I Partigiani della Scuola Pubblica, analizzano punto per punto, la Riforma di Renzi¬†che √® “un fallimento su tutti i fronti”.

 

ITALIA – “La legge 107/2015 , detta ‚Äúbuona scuola‚ÄĚ, √® un fallimento ‚Äúde facto‚ÄĚ!¬†Il servizio pubblico peggiora esponenzialmente specialmente per gli studenti e la norma si √® quasi sempre rivelata inefficace e gravemente deficitaria.¬†Un anno e mezzo di buona scuola ha consegnato studenti, famiglie, docenti, dirigenti e personale ATA al caos pi√Ļ totale. √ą stata la riforma di¬†Renzi¬†che ha colpito pi√Ļ categorie sia direttamente e indirettamente. I grandi penalizzati sono stati gli studenti, che oggi hanno effettive opportunit√† formative molto ridotte rispetto a prima.” E’ quanto affermano i Partigiani della Scuola Pubblica (Avv. ta Prof.ssa Bevilacqua Gianfranca;¬†Prof.re Giacovelli Stefano;¬†Prof.ssa Matacchiera Daniela;¬†Prof.ssa Rosanna Giovinazzo;¬†Prof.ssa Granato Bianca Laura;¬†Maestra Monica Fontanelli;¬†Prof.ssa Costabile Daniela) che, a due anni dalla Riforma della “Buona scuola”, analizzano i punti che non consento affatto di definirla tale.

“L‚Äôalternanza scuola lavoro –¬† continuano – ha sottratto numerose ore ai¬† curricoli disciplinari tradizionali nella maggior parte dei casi senza restituire vera formazione. Ogni giorno assistiamo a segnalazioni di esperienze di sfruttamento, di scarsissimo impatto formativo e oggi finanche di molestie sessuali.¬†La teoria dell‚Äôesperienza che sarebbe gi√† di per s√© formazione non convince nessuno! A parte che non tutte le esperienze sono da considerarsi positive se rapportate all‚Äôet√†¬†minore. Inoltre, se cos√¨ fosse, le scuole potrebbero addirittura chiudere, visto che la precariet√†¬†che il Governo¬†chiama eufemisticamente ‚Äúflessibilit√†‚ÄĚ con la quale ha distrutto il mondo del lavoro e della previdenza, √® fatta di continue ed inesauribili ‚Äúesperienze‚ÄĚ , mentre la scuola √® un‚Äôesperienza irripetibile nella vita di una persona.¬†Proprio per questo i saperi disciplinari acquisiti a scuola avrebbero potuto costituire basi insostituibili e casomai ci sarebbe stato bisogno di ampliarle , invece, ¬†in aggiunta al regalo della precariet√† e della disoccupazione endemica,¬†il Governo¬†ha anche sottratto ai nostri ragazzi reali opportunit√† formative gratuite per lasciare sempre pi√Ļ fronti aperti alle¬†agenzie formative private!¬†

I Dirigenti vengono costretti ad insostenibili carichi burocratici e di responsabilità senza corrispettivo economico, perché la scuola possa apparire buona senza esserlo. Anche loro sono ormai al tracollo e sul piede di guerra. E l’Invalsi? Come si inquadra questo spettrale carrozzone che ci costa 14 milioni di euro all’anno per attestare un apprendimento scollato completamente dai tempi e dalle metodologie didattiche utili a far maturare una coscienza critica? Con la delega sugli esami di Stato è prevista l’esclusione dall’esame per quanti non abbiano a suo tempo sostenuto il Test, non anonimo, ma identificabile. Insomma gli studenti devono dimostrare di essere bravi sudditi e gli insegnanti bravi formatori di sudditi. Il Governo parlava di continuità didattica e invece propinava ai docenti contratti triennali e titolarità di ambito anziché di scuola, proprio l’opposto! Per non dire che l’anno scolastico appena concluso con le procedure aggravate della chiamata diretta e delle assegnazioni provvisorie ha lasciato gli studenti senza insegnanti per oltre metà anno scolastico. Quest’anno molti dirigenti infatti rinunceranno alla chiamata diretta per attendere le assegnazioni dell’ATP. I 426 firmatari della protesta non saranno i soli: molti altri Dirigenti che non lo hanno dichiarato lo faranno di propria iniziativa. I docenti plurititolati  e i precari storici sono stati assunti a casaccio nella classe di concorso dove c’era posto e lontani mille km da casa, mentre quelli meno titolati sono finiti sotto casa sulla cattedra da loro ambita. Infiniti i ricorsi vinti su queste vertenze, i cittadini pagano le spese dell’algoritmo farlocco del MIUR .

Il pasticcio¬†della¬†chiamata diretta¬†√® stato svelato: per insegnare in ogni scuola c‚Äô√® una richiesta di formazione specifica che costa agli aspiranti dai 5 agli 8.000 euro. Ecco come si alimenta la formazione privata: ormai le scuole sono diventate una occasione di business per privati e sindacati (ai quali √® stata cos√¨ tappata la bocca) che formano gli insegnanti e una partita di giro per consentire al MIUR di mantenere con gli stessi miseri stipendi dei docenti anche le universit√†. ¬†Come √® evidente il PD ha trasformato la pubblica Istruzione esclusivamente in una occasione per muovere tutto un mondo di interessi in cui gli studenti occupano un ruolo sempre pi√Ļ strumentale e marginale a beneficio di tutt‚Äôaltri processi di natura economica privatistica.¬†L‚Äôottica neoliberista fa da padrona ¬†nella scuola statale di¬†Renzi. Il lavoro extra degli insegnanti oggi definito‚Äúmerito‚ÄĚ, valutato con criteri opinabili e tutti difformi viene, anzich√© quantificato in ore e definito contrattualmente, dispensato come mancia ai tuttofare del Dirigente Scolastico.¬†Anche l‚Äôintroduzione di questo ‚Äúmerito/mancia‚ÄĚ costituisce un cambiamento di matrice meramente ideologica per accentrare il potere retributivo nelle mani del Dirigente. La diretta conseguenza di ci√≤ √® che per i lavori extra curricolari gli insegnanti spesso impiegano le ore ¬†stesse di lezione, sostituiti quando possibile dall‚Äôorganico di potenziamento.¬†Tutte queste pratiche sottraggono nell‚Äôindifferenza generale agli studenti altre ore di lezione!

partigiani5Che dire della delega¬†sul sostegno¬†che limita ulteriormente l‚Äôaccesso al diritto allo studio ai disabili sempre pi√Ļ abbandonati al loro destino¬†e privati de facto del loro docente di sostegno?¬†Siamo di fronte ad uno smantellamento pianificato, progressivo e inesorabile del servizio pubblico scolastico e dei diritti ad esso connessi. Ma anche nello smantellamento il malfunzionamento di tutto ci√≤ che √® scuola e che ruota intorno ad essa,¬†in Italia, costituisce il pi√Ļ grande e non¬†cammuffabile¬†fallimento di questi due governi di matrice¬†renziana.¬†I¬†Partigiani della Scuola Pubblica¬†oggi sono tra i pi√Ļ accesi e attivi promotori di¬†una revisione radicale dell‚Äôimpianto scolastico della Buona Scuola¬†attraverso le forze politiche ¬†disponibili a condurre questa fondamentale battaglia per i diritti costituzionalmente sanciti e per un reale progresso civile ed umano del nostro Paese.”