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Protesta tasse Unical

Caro tasse Unical, studenti in protesta: “Crisci non cura i nostri interessi, ma dei palazzinari e politici”

Ieri sit-in di protesta degli studenti davanti al rettorato: “Rettore ha dato prova di non avere a cuore gli interessi degli studenti del nostro Ateneo.”

 

ARCAVACATA (CS) – “Ieri dalle 15 alle 18 abbiamo presidiato – si legge in una nota degli studenti e studentesse dell’Unical – il rettorato in occasione del CDA, chiedendo che venisse annullata la precedente delibera che stabiliva una mora di 500€ per gli studenti che non hanno presentato in tempo i documenti relativi al calcolo della tassa; chiedendo che venisse sostituita con una mora pari al 10% del valore della tassa stessa. Dopo circa un’ora siamo riusciti ad ottenere la partecipazione di una nostra delegazione al Consiglio, nel quale il Rettore Crisci ha dato prova di non avere a cuore gli interessi degli studenti del nostro Ateneo, molti dei quali non navigano nell’oro. Infatti alla nostra richiesta di chiarezza il Rettore ha iniziato ad accampare scuse su scuse, rifiutandosi di rispondere quando gli abbiamo chiesto le ragioni di una mora così alta, che costringerà molti studenti ad abbandonare gli studi. Fatto presente anche ciò, il “magnifico” ha risposto in maniera strafottente che voleva l’elenco di questi studenti e quando gli è stato fatto notare che sia all’università Magna Grecia di Catanzaro sia nel mese di febbraio nel nostro Ateneo la mora è stata molto più bassa si è indispettito, ha chiuso la discussione e ci ha cacciato. Vittima della “gentilezza” del Rettore è stato anche il rappresentante Tulino, che mentre dichiarava la sua solidarietà agli studenti in protesta è stato invitato dal rettore ad abbandonare l’assemblea con un vergognoso: “e vattene”.

Protesta studenti Unical2

Tralasciando sull’indegno comportamento di chi presiede l’istruzione di migliaia di giovani calabresi e rappresenta la nostra università, riteniamo inaccettabile che il Rettore e il CDA non abbiano ascoltato la nostra proposta. Nella regione con il reddito più basso d’Italia una mora del genere rappresenta l’ennesimo ostacolo di classe all’istruzione, che obbligherà centinaia di studenti ad abbandonare gli studi. Questo episodio è l’ennesima prova del fatto che Crisci non cura gli interessi degli studenti, ma dei palazzinari, che hanno ottenuto decine di milioni negli ultimi anni per costruire case dello studente fatiscenti, e dei politici locali, che vedono nella nostra università un enorme bacino di voti per continuare a fare i loro loschi affari. Nonostante lo scandaloso spettacolo al quale abbiamo assistito, non ci scoraggeremo di fronte la strafottenza di Crisci, esporremo le nostre proposte e l’accaduto al consiglio degli studenti che si terrà il 5 luglio e rilanciamo la nostra mobilitazione fino a quando non avremo ottenuto l’annullamento della mora di 500€ e la sua sostituzione con una mora pari al 10% del valore della tassa.”