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Presunti maltrattamenti in una scuola di Cerisano, la versione della preside

Il testo integrale della risposta della dirigente scolastica, Concetta Nicoletti, che nega quanto denunciato dai genitori del bimbo al centro della vicenda.


CERISANO (CS) – “Si fa seguito alla pubblicazione, in data 6 aprile u.s., sul sito del quotidiano online “Quicosenza.it”, di un articolo dal titolo “Cerisano, denunciati maltrattamenti a scuola nei confronti di un bimbo”. L’articolo – scrive nella nota Concetta Nicoletti, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Statale Cerisano – riporta la notizia di presunti maltrattamenti, abuso dei mezzi di correzione, abbandono di minori, violenza privata e rifiuto di atti d’ufficio, attraverso una ricostruzione dei fatti che attribuisce al dirigente scolastico e alle insegnanti della classe comportamenti mai tenuti, gettando discredito sulla scuola, e risultando fortemente lesivo dell’immagine pubblica e istituzionale della scrivente e di tutto il corpo docente. Le infondate accuse e le false dichiarazioni dell’articolista del giornale online (cristallizzate in una denuncia presentata alla Procura della Repubblica dai genitori del bimbo in questione e pervenuta alla redazione ndr) minano gravemente l’onorabilità di una istituzione scolastica in cui si è sempre operato per la sana crescita delle giovani generazioni, e che ha fatto dell’integrazione e dell’inclusività il baluardo della propria azione a garanzia della qualità e dell’equità per il successo formativo di tutti gli studenti”.

 

“Niente di più falso dei mezzi coercitivi descritti, e niente di più offensivo – scrive la dirigente – che indicare i docenti come “diseducatori”. Solo chi ignora la realtà che ha la presunzione di descrivere, può sostenere alcune affermazioni, fatte di sensazionalismo, di poca attenzione alla verità, di incapacità di discernere i “sentito dire” dall’autenticità e dall’attendibilità delle fonti informative. Quanto all’opinione secondo la quale l’incontro con la psicoterapeuta dell’ASP avrebbe fornito alla sottoscritta le giuste strategie per la risoluzione del problema, essa è molto discutibile, e non aderente alla situazione di che trattasi, ben più complessa della superficiale considerazione che si appalesa nella lettura dell’articolo. Solo per completezza di informazione, si aggiunge che la scuola, in ossequio alla vigente normativa, e nella sua autonomia giuridica, nel corso di ciascun anno scolastico costituisce gruppi operativi e incontri programmati con la partecipazione di tutte le componenti coinvolte nelle azioni a favore della disabilità”.

 

“Appare dunque inopportuno puntare l’accento, come l’articolo ha fatto, sull’efficacia di iniziative “estemporanee”, improvvisate, che esulano dai processi educativi e strategici propri dell’Istituzione scolastica. Essa si adopera quotidianamente per eliminare qualsivoglia ostacolo nel percorso di apprendimento degli alunni, e per favorire in tutti i modi la serena costruzione dei saperi e dei comportamenti, a garanzia della formazione completa della loro personalità. Gravissime le dicerie coscientemente false di cui si è nutrito il cronista (cristallizzate in una denuncia presentata alla Procura della Repubblica dai genitori del bimbo in questione e pervenuta alla redazione ndr), che si configurano come danno morale perché offendono la reputazione di professionisti seri che nella scuola operano da decenni; insinuazioni e tentativi di destabilizzazione che mal si coniugano con buonafede e onestà intellettuale. Alla luce di quanto su descritto e a norma della legge sulla stampa, si chiede la rettifica della notizia riportata, per aver attribuito atti fortemente lesivi dell’altrui dignità e contrari a verità, con la stessa evidenza dell’articolo citato e con la chiara ammissione dell’errore commesso. Fatte salve le iniziative necessarie volte a tutelare la reputazione personale e professionale della sottoscritta e della Istituzione tutta”.

Immagine di repertorio

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