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progetto Famiglia Network

La sanità si tinge di rosa: ecco perchè il 90% degli Oss è donna

 A prestare assistenza familiare agli anziani nel nostro Paese sono quasi esclusivamente le donne.

 

MILANO – Che l’Italia non sia un Paese per giovani è ormai un dato più che confermato: secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, su 60 milioni 579 mila residenti, il 22% della popolazione è over 65. La natalità continua a calare: il livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486 mila, è stato superato da quello del 2016 con 474 mila. L’assistenza agli anziani è quindi una priorità di un numero di famiglie in perenne aumento, che sempre più spesso si affidano a strutture private che possano garantire una continuità e un adeguato livello di professionalità. A prestare assistenza familiare agli anziani nel nostro Paese sono quasi esclusivamente le donne. Se da un lato le motivazioni principali possono essere facilmente intuibili, dall’altro è pur vero che l’incremento della richiesta odierna dovrebbe far riflettere sulla necessità di ‘educare’ anche chi a priori ritiene che un uomo non sia in grado di occuparsi di una persona in difficoltà alla stregua di una donna.

 

“Nove operatori socio assistenziali su dieci sono donne, ed è anche vero che in 9 casi su 10 le famiglie richiedono esplicitamente una figura femminile. DSC_0082I motivi vanno dalla situazione di minore imbarazzo che si crea quando è la donna a prestare il servizio, poiché la si associa tipicamente al concetto di cura così come a quello della maternità, alla necessità di non risvegliare alcuni istinti che spesso negli uomini, anche molto anziani, non sono del tutto sopiti”, commenta, fra il serio e il faceto Francesco Lorenti, CEO e fondatore della rete Progetto Famiglia Network.

 

Il profilo dell’operatrice socio assistenziale è quello di una donna fra i 40 e i 45 anni, che spesso ha affrontato esperienze personali molto vicine alla scelta professionale, per essersi magari dovuta occupare di genitori o nonni malati. Nella maggior parte dei casi ha una famiglia propria, forti doti di empatia, capacità di ascolto e un buon equilibrio personale. “La nostra rete prevede, a differenza dei competitor, una presenza fondamentale, quella dello psicologo, fondamentale specie a seguito di perdite e di decesso del paziente assistito. È piuttosto comune creare un legame con l’ammalato, e soffrire per il distacco. Abbiamo quindi previsto, per ogni operatore, incontri a cadenza mensile con lo psicologo, per fornire un supporto adeguato e continuo”, specifica Lorenti.

 

Oggi anche gli italiani si stanno avvicinando a questo tipo di lavoro, come confermato dai dati riportati dall’Osservatorio Inps: nel 2015 il 42.4% dei lavoratori faceva il/la badante (come già sottolineato nel 92.9% si tratta di donne). “La conoscenza di questo settore, unitamente alla volontà di intraprendere questo genere di lavoro, permetterebbe anche a molti uomini o a giovani senza lavoro di fare qualcosa che renda economicamente e che al contempo permetta di ‘fare del bene’. Senza considerare che è difficilissimo restare disoccupati: ci sono addirittura determinati periodi dell’anno, come le vacanze estive e le festività natalizie, in cui la domanda supera l’offerta di almeno un 20%”,  prosegue Lorenti.

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“Quando ho avviato questo progetto nel 2010 l’assistenza privata era privilegio delle persone appartenenti a fasce di reddito medio-alte. Oggi sono in netto aumento le domande anche da parte di famiglie più modeste e di pensionati, che decidono di affidarsi al privato perché ritengono inadeguato o insufficiente l’aiuto dello stato “, conclude Lorenti. Progetto Famiglia Network è una rete nazionale di servizi alla persona, dedicata agli anziani, ai malati e alle loro famiglie. Nata nel 2010 conta 30 filiali in Italia, dalla Lombardia alla Sicilia. I professionisti di progetto Famiglia Network si occupano, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, di assistenza familiare e ospedaliera, servizi socio-educativi, sostituzione e integrazioni di badanti, oltre che di gestione globale di servizi residenziali attraverso l’organizzazione ed erogazione di prestazioni professionali, da quelle infermieristiche a quelle di riabilitazione, di assistenza sociale, di sostegno psicologico e di supporto medico.