Consorzi di Bonifica: in Calabria sistema fallimentare, che fa cassa con tributi illegittimi

L’europarlamentare Laura Ferrara: “allarmante situazione debitoria e nessuna trasparenza nell’uso delle risorse. Piani di classifica redatti per beffare i calabresi.”

BRUXELLES – “La Regione continua a chiudere gli occhi di fronte alle innumerevoli criticità del sistema fallimentare dei Consorzi di bonifica, un sistema che, oltre a presentare un’allarmante situazione debitoria ed una scarsa o nulla trasparenza nell’uso delle risorse, continua a vessare agricoltori e cittadini calabresi con l’imposizione di tributi illegittimi (cod 1H78), perché dovuti anche nel caso in cui i terreni non ricevano alcun beneficio da opere o attività di bonifica.” E’ quanto dichiarato da Laura Ferrara, deputata europea del M5S. Oggi, davanti alla IV Commissione del Consiglio regionale, si terrà l’esame sulla proposta di legge di iniziativa popolare con l’audizione del delegato all’agricoltura Mauro D’Acri. Proposta presentata nel 2013 e a lungo insabbiata sia dalla amministrazione Scopelliti che dall’attuale Oliverio (che conferma ancora una volta di governare la Regione Calabria senza soluzione di continuità con il passato).

Laura FerraraNonostante lo Statuto della Calabria preveda infatti che le proposte di legge di iniziativa popolare vadano esaminate e discusse dal Consiglio Regionale entro 3 mesi dalla loro presentazione, quella sulla modifica dell’art. 23 della L.R. 11/2013,  sottoscritta da 8.000 cittadini, giace ancora nella IV Commissione. E oltre il danno, la beffa. “E’ trapelata la notizia di un compromesso consistente nell’approvazione contestuale da parte del Consiglio regionale della proposta di legge di iniziativa popolare e dei piani di classifica. Se ciò dovesse accadere, si verificherebbe una ulteriore beffa per i cittadini calabresi. I piani di classifica attualmente bloccati, infatti, sono stati redatti in base all’art. 23, L.R.  n. 11/2003, di cui si chiede la modifica proprio con la proposta di legge popolare.  Dovrebbe dunque essere prima modificato  l’articolo 23, L.R. n. 11/2003, e successivamente dovrebbero essere riscritti i piani di classifica escludendo dal pagamento dei tributi gli immobili che non ricevono benefici. Agire diversamente – conclude Laura Ferrara – significherebbe prendere in giro i cittadini e gli agricoltori calabresi, perpetrando l’attuale imposizione che ha come scopo quello di mantenere in vita le fallimentari strutture consortili calabresi a prescindere dalla ricezione, da parte dei cittadini, di reali benefici”.