Quanto si spende all’Annunziata? L’Ospedale di Cosenza finanziato dai cittadini con 191 milioni di euro

I conti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Alle cooperative circa 800mila euro al mese per le pulizie. Cinquantaquattro milioni di euro per gli stipendi dei dirigenti.

 

COSENZA – L’Ospedale di Cosenza non produce solo sequestri e malasanità. Lo dicono i bilanci e il direttore generale Achille Gentile. L’Annunziata eroga ogni mese 1.700 stipendi ad altrettanti dipendenti, 300 dei quali esterni. Con 705 posti letto, che raramente restano inutilizzati, fornisce prestazioni sanitarie a ciclo continuo ad una comunità di oltre 750mila abitanti. Inoltre, essendo l’Azienda Ospedaliera più grande della Calabria, con la sua contabilità apparentemente ‘sana’ contribuisce a ripianare il debito che ha portato la Regione Calabria al commissariamento del settore sanitario. “Non è un’azienda con debiti” rassicura la direttrice dell’Ufficio Gestione e Risorse Economiche e Finanziarie Annamaria Malavasi. Dal 1995 ad oggi sono state accumulate 250 milioni di euro di perdite, coperte sistematicamente con contributi pubblici della Regione Calabria. Ad oggi le passività nonas-ospedale-cosenza-12n superano i due milioni di euro, mentre a conti fatti il bilancio d’esercizio del 2015 si è chiuso con un attivo di circa 25mila euro.
 
In più, dal preconsuntivo del 2016, si evince che anche per l’anno appena trascorso il bilancio sarà chiuso in pareggio. La Regione Calabria ha finanziato l’Azienda Ospedaliera di Cosenza nel 2015 con 182 milioni di euro, mentre i pazienti hanno alimentato le casse ospedaliere, con il pagamento del ticket, per un importo di oltre due milioni di euro. Ad una spesa annua di 187 milioni di euro all’Annunziata corrispondono ‘incassi’ per 191 milioni di euro, di cui 96 milioni di euro pagati dalla Regione per coprire le spese dei ricoveri. Anche quando i ‘conti’ non tornano la collaborazione tra enti permette di riallineare tutto facilmente. All’Annunziata lo scorso anno pare fossero stati accreditati 8.701.684 di euro, ma non si capiva a che titolo. Nel ‘non sapere’ con buona pace degli uffici regionali e degli amministrativi dell’AO di Cosenza, gli otto milioni e settecentomila euro sono stati scorporati dai debiti che la Regione ha contratto con l’Annunziata che ammontano ad oggi a 69 milioni di euro.

 

QUANTO SI SPENDE PER GESTIRE L’OSPEDALE DI COSENZA

La gestione dell’Annunziata costa all’anno, in totale, 191 milioni di euro. Circa sedici milioni di euro al mese. Il 70% della spesa, come spiega la direttrice dell’Ufficio Gestione e Risorse Economiche e Finanziarie, Annamaria Malavasi, serve a coprire i costi del personale. Infatti per avere un ospedale con, se va bene, un paio di medici di turno alla domenica in Pronto Soccorso si spendono 108 milioni di euro. Il 50% dei costi per retribuire i lavoratori, ben 54 milioni di euro, serve a coprire solo gli stipendi dei dirigenti sanitarnas-ospedale-cosenza-33i, medici ed amministrativi che, ovviamente sono numericamente inferiori rispetto all’esercito di operatori socio – sanitari, medici, infermieri, impiegati e addetti ai vari servizi. Passando ai costi che vengono sostenuti, sempre a spese dei contribuenti spesso delusi dalle prestazioni sanitarie rese dall’Annuziata, risulta utile notare come i servizi non sanitari acquistati da esterni ammontano a circa 27 milioni di euro l’anno. Ogni mese per pulire corridoi, stanze, sale operatorie, ambulatori e uffici l’Annunziata quindi paga alle cooperative 770mila euro.
 
Nel dettaglio: due milioni e 700mila euro per la lavanderia, oltre nove milioni e duecentomila euro per le pulizie, poco più di tre milioni di euro per la mensa, quattro milioni di euro per riscaldamenti ed elettricità, 746mila eunas-ospedale-cosenza-42ro per le utenze telefoniche, per l’assistenza informatica e la manutenzione dei computer vengono spesi trecentomila euro (pochi visti i continui disagi ai sistemi informatici degli sportelli per prenotazione e ticket che spesso risultano bloccati) e 400centomila euro per lo smaltimento rifiuti. Su quest’ultimo punto è doveroso ricordare il sequestro avvenuto in ottobre sia dell’area della differenziata gestita da Ecologia Oggi di Eugenio Guarascio patron del Cosenza Calcio, sia dell’area dei rifiuti speciali gestiti, pur non essendo da dieci anni affidato formalmente un appalto, da Salvaguardia Ambientale società riconducibile ai Vrenna, i patron del Crotone Calcio proprietari della discarica di Celico. Quaranta milioni di euro nel 2015, sono stati invece spesi per l’acquisto dei farmaci. Nello stesso anno le consulenze esterne sanitarie sono aumentate del 393%, anche se dalla dirigenza chiariscono che si tratta di borse di studio per sperimentazioni di farmaci e trapianti.

 

QUAL’E’ LO STATO DI ‘SALUTE’ DELL’OSPEDALE DI COSENZA

Il bilancio d’esercizio 2015 dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza risulta apparentemente sano, ma in realtà rivela tutta la drammaticità in cui versa l’Annunziata. Un documento che certifica la condizione di un’azienda che cerca di tagliare su tutto, (un esempio: le rimanenze in magazzino di beni sanitari come i farmaci ridotte del 603% e beni non sanitari come la cancelleria – 341%) riducendo all’osso gli investimenti e facendo crescere solo le spese per i finanziamenti in stato d’emergenza aumentati del 66%, ovvero circa un milione di euro. Il dato incoraggiante è che il bilancio si chiude in positivo, con uno sguardo a ciò che preoccupa i cittadini: il fantasma della malasanità bruzia. Rispetto al 2014 infatti sono stati aumentati del 900% i fondi di accantonamento per rischi ed oneri passando da 190mila euro a un milione e 900mila euro, parte dei quali sarebbero destinati a coprire eventuali eventi negativi.ospedale-cosenza-annunziata
 
Dalle cronache e dal panorama reso dai corridoi dell’Annunziata la condizione dell’Ospedale di Cosenza sembrerebbe alquanto preoccupante. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera però rassicura che il nosocomio bruzio non è ‘malato’. “I conti sono in ordine”, afferma il direttore generale Achille Gentile il quale intende rassicurare i pazienti terrorizzati dal poter incorrere in errori medici. “I casi di malasanità nella nostra Azienda Ospedaliera – spiega Gentile – vengono sempre puniti con il licenziamento nei casi di condanna definitiva. Ad ogni denuncia inoltre, di routine, viene avviato un procedimento disciplinare interno volto ad accertare eventuali responsabilità”. Insomma i soldi ci sono, le regole vengono rispettate, ma non si capisce perché all’Annunziata, secondo i pazienti, regni ancora il caos.