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Metro Cosenza РArcavacata: non ̬ vero che studenti e docenti sono favorevoli, anzi protestano affinch̩ non si realizzi

Ritengono che la metro sia costosa ed inutile, mentre nei giorni scorsi dal Senato accademico era stato annunciato il parere positivo di studenti e docenti alla realizzazione della metro. Una vera e propria falsità.

 

RENDE (CS) – “Nel nostro Ateneo c’è chi si arroga il diritto di parlare a nome dell’intero corpo studentesco e docenti, senza mai aver avuto un confronto reale con tutte le componenti che animano l’università. Stiamo parlando di Michele Leonetti, senatore accademico dell’Unical, che si è espresso a favore della realizzazione di un’opera inutile e dannosa come la Metro tranvia. Nella nostra area urbana – scrivono gli attivisti del Progetto Azadì, studenti e precari che autogestiscono uno spazio all’Unical – ci sono altre priorità: il sistema sanitario è al collasso, l’emergenza abitativa diventa sempre più pesante, il centro storico di Cosenza sta letteralmente cadendo a pezzi, il diritto allo studio è sempre più sotto attacco, scuole e università fatiscenti, servizi sempre più cari e in mano a ditte private. Nonostante ciò, c’è chi sostiene la costruzione di grandi opere con cui si andrebbe solo ad arricchire la piovra della speculazione che si è agguantata sulla nostra area urbana già da tempo, devastando e saccheggiando un territorio martoriato dalla cementificazione. Lo spreco di denaro finalizzato alla creazione della metro-tranvia è enorme, 160 milioni di euro per collegare due città con una popolazione di circa 100.000 abitanti.

 

Il costo di gestione di quest’opera si aggira attorno ai 3 milioni di euro annui, per rientrare in questi costi servirebbe niente poco di meno che un’utenza giornaliera di 40.000 persone. La copertura dei costi dunque risulta alquanto improbabile, a questo si aggiunge il fatto che dal punto di vista finanziario i comuni di Cosenza e Rende non navigano certo in buone acque. L’ennesimo cantiere, che sorgerebbe nel cuore di un’area altamente soggetta alla speculazione edilizia, porterebbe anche ingenti danni ambientali. Aumenterebbero sia l’inquinamento acustico dovuto alle vibrazioni del passaggio dei mezzi, sia l’inquinamento dovuto al rilascio dei gas fluorurati, che nonostante contribuiscono solo all’1,5 % delle emissioni totali di gas inquinanti, trattengono nell’atmosfera fino a 22.000 volte più calore dell’anidride carbonica. Come studenti e studentesse viviamo costantemente sulla nostra pelle il drammatico peggioramento del sistema dei trasporti dell’area urbana: il costo dei biglietti continua ad aumentare ed è sproporzionato rispetto al servizio, sono insufficienti o non esistono collegamenti con la città durante le ore notturne e serali.

 

La soluzione a tutto ciò non è certo la solita grande opera, ma con una spesa nettamente minore basterebbe rafforzare il trasporto su gomma esistente e organizzare in maniera più intelligente gli orari delle corse. Siamo gli studenti che non si sentono rappresentati da questi fantocci a cui presto sarà garantita una poltrona istituzionale. I giovani rampolli dei partiti, che oggi gravitano attorno alle associazioni studentesche, sentono, già a questa età, un isterico senso di attaccamento alla poltrona e arrivano precocemente a non alzare più il culo da essa. Fuori dalle stanze del potere esiste un mondo reale, che questi soggetti non hanno mai conosciuto. Chi oggi non ha mai attraversato realmente le strade e i vicoli del nostro centro storico, chi non ha mai conosciuto quelle che sono le reali condizioni di abbandono e degrado, non può pensare che saranno due fermate della metro leggera a risolvere i problemi di Cosenza Vecchia, dove ormai i crolli sono all’ordine del giorno. Ribadiamo con estrema fermezza la nostra opposizione a quest’opera inutile, l’unica grande opera deve essere costruita dal basso, da chi ogni giorno si riappropria autonomamente della casa, di fette di reddito, di spazi e tempo, da chi propone reali modelli d’integrazione e autorganizzazione e da chi lotta sfidando il presente per conquistare il futuro”.