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Multinazionali del petrolio pronte a trivellare il Tirreno cosentino, nel silenzio del Governo

Chiesti chiarimenti ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sui rischi per l’ambiente, l’economia e la salute dei cittadini dell’alto ionio cosentino .


CATANZARO – “Il governo incespica nelle contraddizioni sulle trivellazioni in Calabria ed a farne le spese potrebbero essere l’ambiente, l’economia e la salute dei cittadini dell’alto ionio cosentino”. È quanto afferma il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Parentela che sull’argomento ha presentato un’interrogazione ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. “Sulla costa del Comune di Cassano allo Jonio, nei pressi dei Laghi di Sibari – prosegue Parentela – nel giugno del 2014 il ministero dello Sviluppo economico aveva concesso alla società Appennine Energy Spa la creazione di un pozzo esplorativo previa procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Tale autorizzazione è valida per 3 anni, ma le norme approvate successivamente, l’ultima delle quali presente nella legge di stabilità 2016, impedisce la ricerca e la coltivazione di idrocarburi nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale. In pratica è ancora in vigore l’autorizzazione ad un pozzo esplorativo che non potrà successivamente dar vita ad una piattaforma di estrazione. L’ennesima contraddizione in termini dei governi a matrice Pd, che non sanno che pesci prendere sul tema delle trivellazioni. La risposta chiara, invece, il M5s ce l’ha ed è stata sottoposta a voto recentemente sulla piattaforma Rousseau: abbandono graduale delle fonti di energia fossile”.

 

“Nella mia interrogazione – aggiunge il deputato di M5s – ho chiesto ai ministri interessati se non considerino inopportuno autorizzare la costruzione di un pozzo esplorativo lì dove non potrà, ai sensi della legge di stabilità, essere sfruttato l’eventuale giacimento scoperto anche in considerazione dei danni ai fondali e alla fauna marina, alle risorse paesaggistico – culturali e al turismo, visto che le aree in cui dovrebbero essere realizzate le attività di prospezione sono localizzate nei pressi di riserve naturali regionali e di siti di interesse comunitario e a ridosso del litorale che vanta specie di pregio naturalistico quali la tartaruga caretta e il giglio di mare, a due passi dal complesso turistico dei Laghi di Sibari e del Parco Archeologico“. “Non si può concedere – sostiene ancora Parentela – ad una società privata di devastare il territorio, soprattutto per mero fine di ricerca. Il governo faccia chiarezza interna sulle politiche energetiche che vuole perseguire e la Regione, attraverso l’assessore Rizzo e il Governatore Oliverio, si svegli dal lungo letargo sul tema e faccia seguire alle parole i fatti, nella speranza che gli interessi tutelati, per una volta, siano quelli dei cittadini calabresi e non quelle delle multinazionali del fossile”.