Sono tutti adolescenti gli autori dell’uccisione del gattino riempito di petardi a Tortora

L’Aidaa aveva anche messo una taglia da 10mila euro per rintracciare i responsabili dell’atroce gesto nei confronti di quel povero gatto, diventato come Angelo, il cane ucciso a Sangineto, un esempio di lotta dura e concreta contro chi maltratta e uccide gli animali.

 

TORTORA (CS) – I colpevoli sarebbero un gruppo di adolescenti, pare sia maschi che femmine, di età compresa tra i 13 e i 15 anni.

E’ questo il primo risultato relativo alle indagini sulla barbara uccisione del povero gatto a Tortora. A riferirlo sono stati i responsabili dell’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, che grazie ad alcune indicazioni ricevute in via riservata, ha consentito di far arrivare alle forze dell’ordine l’identikit dei responsabili della morte del gatto, riempito di petardi e dilaniato a Tortora, centro dell’alto tirreno cosentino.

Tutti minorenni, ragazzini, ai quali probabilmente non è stato insegnato il valore della vita e del rispetto di essa.

Tutto è partito da una comunicazione giunta alla propresidente di AIDAA Antonella Brunetti da parte delle forze dell’ordine, che sono già in possesso dei nomi dei reponsabili della morte del gatto, ucciso bruciato vivo con i petardi il giorno di Santo Stefano. Responsabili, sulla testa dei quali, il presidente di AIDAA ha messo un taglia di 10.000 euro.

In questi ultimi giorni, ha raccontato alla redazione di Quicosenza Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, una donna avrebbe contattato l’associazione dichiarando di essere in possesso di informazioni utili e chiedendo informazioni proprio sulla taglia. A seguito di questo confronto, e di verifiche sulla persona, ci sarebbe già stato un contatto con i carabinieri di Tortora che avrebbero raccolto tali testimonianze. Da qui sono scattate le verifiche del caso. La persona che ha contattato l’AIDAA è sembrata credibile. Ora si  attende la conferma e soprattutto l’identità dei responsabili.

“Stiamo aspettando un contatto diretto telefonico che ci confermi quanto ci è stato scritto in merito alle testimonianze che incastrerebbero con nome e cognome i responsabili di tale atto criminale –  dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – per questo invito i responsabili a presentarsi direttamente alle forze dell’ordine per ammettere le loro responsabilità, sarebbe meglio per tutti e sopratutto per loro stessi e per le loro famiglie”.

E qualche ora dopo è arrivata la conferma: si tratta di un gruppo di ragazzini, ancora non quantificato. Adolescenti capaci di compiere un gesto criminale e con una ferocia inaudita. Nelle prossime ore si conosceranno i dettagli di questa terrificante vicenda.