Caso Bergamini, incalza l’ipotesi della riesumazione della salma

Il procuratore Eugenio Facciolla ancora non si è espresso sulla decisione di riesumare il cadavere, ma è sempre più probabile la possibilità

CASTROVILLARI (CS) – Una delle pagine più tristi e misteriose della storia di Cosenza; una delle pagine scure rimaste ancora da svelare: la morte del calciatore del Cosenza Calcio Denis Bergamini. Una morte avvenuta quel lontano e maledetto pomeriggio del 18 novembre 1989 sulla statale 106 jonica all’altezza di Roseto Capo Spulico. Una morte  per la quale – a distanza di più di vent’anni – ancora non si è scoperta la verità effettiva.

Ed è proprio sulla verità e giustizia che, familiari e amici, attendono ancora risposte. Sono passati quasi otto mesi dalla richiesta presentata dalla famiglia ferrarese per una nuova perizia medico legale sul cadavere del calciatore. L’istanza formale venne consegnata direttamente nella mani del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla; che oggi non si sbilancia nel merito.

BERGAMINICerto l’ipotesi della riesumazione della salma e conseguente riapertura dell’indagine incalza, sembra essere sempre più vicina, anche se Facciolla afferma “di avere nelle mani una richiesta di riapertura delle indagini molto lunga e articolata“, tale da richiedere il tempo necessario.

Tuttavia di tempo, dalla morte del calciatore del Cosenza, ne è passato anche abbastanza; tanti sono stanchi di aspettare che venga svelata la verità ufficiale. Una verità già annunciata anni fa dalla perizia dei Ris di Messina, dove emerse che il calciatore non si suicidò lanciandosi sotto un camion, ma era già morto quando fu investito.

Una verità che potrebbe, finalmente, venire alla luce una volta riesumato il cadavere (da qui la richiesta). Se ciò accadrà, sarà possibile determinare esattamente le lesioni scheletriche nel cadavere di Bergamini e quelle cutanee e ossee riscontrate nel corpo; in maniera tale da capire senza nessun equivoco se il calciatore fosse già morto quando passò il camion. In tal caso sarebbe stato strategicamente posizionato sull’asfalto, già privo di vita, simulando un suicidio per celarne invece l’omicidio. 

Da qui si manifesta una nuova opportunità per tutti: per le aule di giustizia di aprire un nuovo processo, con imputati veri, con indizi veri, con relazioni vere; per la famiglia, per amici, conoscenti di avere risposte concrete ai loro interrogativi e avere giustizia; per i responsabili dell’omicidio (perchè è palese a tutti che fu questo) di pagare per ciò che hanno fatto e scontare la giusta pena che gli spetta.

Ci auguriamo, perciò, che la Procura si esprima quanto prima sulla decisione, sempre più probabile, di riesumare la salma e di riaprire il caso, affinchè si arrivi una volta per tutte alla parola fine.