Fiumi di cocaina da Cosenza al Pollino, 12 arresti (FOTO E NOMI)


Il gruppo legato da stretti vincoli familiari vendeva lo stupefacente al dettaglio, spesso con consegne a ‘domicilio’.

 

COSENZA – Droga a domicilio nella città del Pollino. Cocaina, hashish e marijuana che un gruppo di persone appartenenti perlopiù allo stesso nucleo familiare si occupava di vendere al dettaglio. Lo stupefacente, da quanto emerso dalle indagini, proveniente dalla sibaritide veniva acquistato a Cosenza e poi stoccato nel quartiere delle case popolari a Castrovillari. L’operazione Piramide che stamattina ha portato alla notifica di dodici ordinanze di custodia cautelare, a carico di soggetti  quasi tutti disoccupati già noti alle forze dell’ordine, è scaturita da una serie di incendi. Atti vandalici compiuti ai danni di autovetture riconducibili, secondo gli inquirenti, al business dello spaccio di stupefacenti sul Pollino. Diverse le donne coinvolte che si occupavano di gestire contatti e rapporti telefonici all’interno del sodalizio. La partnership tra le persone coinvolte, da quanto emerso infatti, non sarebbe solo di tipo commerciale, ma anche familiare.

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Tra gli arrestati figurano quindi due coppie formate da marito e moglie che si avvalevano della collaborazione del suocero per ‘piazzare’ lo stupefacente tra i borghi di Castrovillari. Una presenza capillare ed efficiente che garantiva ai clienti anche il servizio a domicilio e la possibilità di essere dirottati verso altri pusher ‘amici’ nel caso in cui la cocaina non fosse stata disponibile. Il business dello spaccio pare costituisse l’unica fonte di reddito degli indagati (tranne per Gianni Bevilacqua l’unico che risulta svolgere regolare attività lavorativa) anche se le quantità di droga rinvenute sono abbastanza esigue. Nel corso dell’attività investigativa infatti sono stati sequestrati solo 11,4 grammi di cocaina, 0,6 grammi di hashish e 4,7 grammi di marijuana e ricostruiti trenta episodi di compravendita di stupefacenti. Ogni giorno però, secondo una statistica condotta sui dati raccolti, il gruppo ‘serviva’ quasi quaranta ‘clienti’ preoccupandosi di recapitare loro la quantità di droga richiesta.

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La cocaina, dopo essere stata acquistata a Cosenza con la compiacenza della criminalità organizzata bruzia e verosimilmente l’appoggio del clan Rango – Abbruzzese, in luoghi che gli inquirenti non sono stati in grado di intercettare, veniva poi nascosta a volte all’interno di abitazioni a volte tra i campi in zone rurali. Il quantitativo acquistato periodicamente ogni volta che ci si recava in città per l’approvvigionamento pare si aggirasse sui 150 grammi per una somma pari a circa 10mila 500 euro. Dalle intercettazioni sarebbero poi emerse delle tensioni interne al gruppo familiare che avrebbero portato anche una delle coppie coinvolte sull’orlo del divorzio. A supportare l’attività di Rocco Madio e di Gianni Bevilacqua, finiti oggi in carcere, pare fossero le rispettive mogli Luisa Bevilacqua e Monica Madio forti della collaborazione del suocero Francesco Madio.  schermata-2016-10-11-alle-14-16-49

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OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P. G. PER:

 

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DE ROSA ALBERICO CLASSE 1985

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