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Wwf, allarme plastica: “ogni settimana ingeriamo una carta di credito”

Ingeriamo 5 grammi di plastica al giorno. In una settimana possiamo dire di aver immesso nel nostro stomaco una quantità pari ad una carta credito. E’ quanto emerge da uno studio condotto dallʼUniversità australiana di Newcastle commissionato dal Wwf.

 

La plastica non uccide solo gli animali danneggiando il mare e il Pianeta, ma entra ogni giorno anche nel nostro organismo. Dove? Precisamente nello stomaco. Ogni anno infatti, negli oceani del mondo finiscono 8 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 75% è costituito da plastica. E ora c’è di più. Uno studio commissionato dal Wwf infatti rivela che ogni ogni giorni ne mangiamo cinque grammi per un totale, settimanale, di una… carta di credito.  Cinque grammi al giorno che arrivano ad esempio dall’acqua del rubinetto o in bottiglia, dalla birra, dai frutti di mare e il pesce e addirittura dal sale.

Le micro particelle che entrano nel nostro organismo sono state quantificate da uno studio condotto dall’Università australiana di Newcastle e commissionato dal Wwf che combina i dati di oltre 50 precedenti ricerche. Siamo invasi da micro particelle – che si diffondono nell’aria, nel suolo e nei mari – ma che finiscono anche nel nostro piatto. E ancora non è chiaro che effetti possano avere sulla salute. Di certo è acclarato che le materie plastiche hanno, purtroppo, la caratteristica di assorbire anche agenti tossici e cancerogeni. E così ogni giorno, la plastica arriva dentro di noi con almeno 100 piccolissimi frammenti ad ogni pasto, da mobili e tessuti sintetici di casa e da materiali che si degradano. L’università Heriot-Watt di Edimburgo ha quantificato fino a 68.415 fibre di plastica potenzialmente pericolose che finiscono nel nostro stomaco ogni anno. E i ricercatori australiani hanno conteggiato la plastica che ingeriamo ogni settimana con una carta di credito, per dare l’idea: 250 grammi all’anno.

Un altro studio, americano, effettuato su 11 marchi di acqua imbottigliata, provenienti da tutto il mondo ha mostrato che il 93% è contaminato da microplastica con il polipropilene dei tappi presente più di altri materiali e che gli alimenti nei quali è stato accertato il maggior numero di microframmenti sono frutti di mare, birra e sale.

Marco Lambertini, direttore internazionale del Wwf spiega che questi risultati “segnano un importante passo avanti nel comprendere l’impatto dell’inquinamento da plastica sugli esseri umani e devono servire da campanello d’allarme per i governi”. E’ un “problema globale – ha aggiunto – che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice”, cioè “fermando i milioni di tonnellate di plastica che continuano a diffondersi nella natura. E’ necessaria un’azione urgente a livello di governi, di imprese e di consumatori”.

Lo studio dell’università australiana infine, rileva anche il danno all’economia del mare stimato dal Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite in 8 miliardi di dollari all’anno.