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El Chapo, l”amico’ dei narcos calabresi che drogava e stuprava tredicenni

Joaquìn Guzmàn era convinto che fare sesso con minori potesse dar lui energia, definiva le vittime “le mie vitamine”

 

BOGOTA’ (CO) – El Chapo, l”amico’ della ‘ndrangheta che opera Oltreoceano.  L’uomo che come ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri considera i calabresi affidabili “uomini che hanno una grande durezza, più dei colombiani o dei peruviani in genere” Una stima che ha portato i cartelli messicani ad imitare le cosche calabresi estendendo il proprio business dal traffico internazionale di cocaina agli scambi commerciali, l’economia locale, la politica e il sistema elettorale. Durante il processo a carico dell’ex leader del cartello della droga di Sinaloa Joaquín ‘El Chapo’ Guzmán in corso a New York un testimone raccontato che il 61enne ha drogato e stuprato delle minorenni, alcune di soli 13 anni, che definiva “le mie vitamine”. Il trafficante colombiano Alex Cifuentes dice che Guzmán gli ordinava di versare una polverina nelle bevande delle ragazze per stordirle e poi le violentava in uno dei suoi nascondigli alla fine dello scorso decennio.

 

 

Cifuentes nel 2007-2008 era il ‘braccio destro’ di ‘El Chapo’ e in quel momento viveva con lui sulle montagne di Sinaloa. “Guzmán le chiamava ‘le mie vitamine’ perché credeva che fare sesso con i minori gli desse ‘vita’”, secondo Cifuentes. La testimonianza di Cifuentes su questa specifica vicenda e i materiali connessi sono stati declassificati su richiesta del New York Times in quanto non direttamente collegati al processo per traffico di droga cui è sottoposto. Guzmán e lo stesso Cifuentes, secondo la documentazione, avrebbero partecipato in diverse occasioni a rapporti sessuali con minori di 18 anni. Il narcotrafficante colombiano avrebbe detto all’accusa in alcuni degli interrogatori che un luogotenente di ‘El Chapo’, noto come Comadre María, inviava regolarmente immagini di giovani ragazze.

 

 

Quelle scelte da Guzmán o da quelli intorno a lui erano mandate a ‘El Chapo’, ciascuna in cambio di circa 5.000 dollari, concretizzando così i reati di pedofilia e prostituzione. Comadre María è anche il personaggio che, secondo lo stesso Cifuentes, era stato incaricato di consegnare 100 milioni di dollari come tangente all’ex presidente del Messico Enrique Peña Nieto. ‘El Chapo’ ha negato le accuse e ha criticato, in un comunicato stampa, la scelta di consentire la diffusione di questi documenti “poco prima che la giuria inizi a deliberare”. Questa informazione è stata definita dalla difesa del narcotrafficante “estremamente oscena”, “non comprovata” e “abbastanza inaffidabile da non essere ammessa al processo”.