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Si brinda mentre quaranta persone vagano al gelo nel mar Mediterraneo

Da Cosenza viene rilanciato l’urlo disperato di donne, uomini e bambini abbandonati in mare da dieci giorni con condizioni meteo in peggioramento

 

COSENZA – Da dieci giorni in mare in cerca di un porto sul quale attraccare. Vagano al gelo nel Mediterraneo circa 40 migranti, tra i quali è certo vi siano almeno tre bambini piccoli, in condizioni proibitive. Sono stati salvati a largo della Libia da due navi delle Ong Sea Watch 3 e Sea Eye. “Chiediamo che vengano sbarcati tempestivamente in un porto sicuro vicino”, è il messaggio dell’Unhcr, L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Messaggio da Cosenza, provincia che accoglierà a breve il primo Cimitero dei Migranti d’Italia a Tarsia, rilanciato per dar voce al loro urlo disperato.

 

 

“Dalla Calabria – scrive in una nota il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli – un messaggio di Civiltà per il mondo, mentre proprio in queste ore una quarantina di poveri migranti (tra cui donne e bambini!) da dieci giorni sono in mare, al freddo, in condizioni disperate, rifiutati da tutti i Paesi europei e abbandonati al loro destino. Da Tarsia, dalla Calabria, parte questo messaggio di Civiltà e di speranza, mentre proprio in queste ore nel Mediterraneo si sta consumando l’ennesima vergogna e inumanità, con il rischio di una nuova tragedia, per una quarantina di poveri migranti, tra cui donne e anche bambini, che dopo essere stati salvati, sono da dieci giorni, a bordo di due navi di Ong, mentre nessun Paese europeo vuole accoglierli”.

 

Intanto – ricorda il cosentino Franco Corbelli del Movimento Diritti Civili – il Cimitero dei Migranti è al centro dell’attenzione internazionale. Una grande opera umanitaria, i cui lavori, a Tarsia, in Calabria, sono partiti alla vigilia di Natale, sabato 22 dicembre, dopo una lunga ininterrotta battaglia incominciata oltre 5 anni fa, subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. E’ stato annunciato attraverso media del Vaticano, per l’inizio del nuovo anno, a Tarsia, l’avvio della grande opera di Civiltà, che sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi e che, cancellando la disumanità di corpi, senza nome, seppelliti (con un numerino, e dimenticati così per sempre) in tanti piccoli, sperduti camposanti, darà dignità alle vittime dei tragici naufragi, dando a tutti loro una dignitosa sepoltura, in un cimitero monumentale, unico al mondo, nel rispetto delle diverse culture religiose.

 

 

Un ‘opera finanziata, – ricorda Corbelli – grazie al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, che l’ha resa possibile, dalla Regione Calabria e realizzata, per la disponibilità del sindaco Roberto Ameruso e della sua amministrazione e comunità, nel piccolo, accogliente comune di Tarsia, su una collina, un’area di oltre 28mila metri quadri, immersa tra gli ulivi, che resteranno, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte ebraico, e a breve distanza dall’ex campo di concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti, luogo di prigionia ma anche di grande umanità, dove, durante la guerra, nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza”.