Vigili del Fuoco allo stremo si appellano ai cittadini: "Aiutateci ad aiutarvi" - QuiCosenza.it
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Vigili del Fuoco allo stremo si appellano ai cittadini: “Aiutateci ad aiutarvi”

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protesta vigili del fuoco

Per rispettare gli standard di sicurezza serve un pompiere ogni mille abitanti, in Italia ne è disponibile uno ogni 15mila. 

 

COSENZA – I vigili del fuoco si appellano ai cittadini. Per dare il proprio contributo, a sostegno di tutti i lavoratori e a tutela della prevenzione, sicurezza, salvaguardia e salvezza dell’intera comunità i pompieri chiedono un gesto molto semplice. Una mail. Basta inviare il documento “allegato” in basso formato pdf dal proprio indirizzo di posta personale a: [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] . I vigili del fuoco intendono informare sullo status di degrado che vivono quotidianamente tutti i lavoratori permanenti e precari e chiedono aiuto. Un piccolo segnale di protesta che possa corrispondere ad una grande mobilitazione per la prevenzione e sicurezza di tutti.

 

Nel testo della missiva è scritto che: “Visto lo Standard Europeo del Soccorso Tecnico Urgente adottato da tutti i paesi facenti parte dell’Unione Europea, dove prevedono un vigile del fuoco ogni 1.000 abitanti, diversamente in Italia vi è un rapporto di un vigile del fuoco ogni 15.000 abitanti. Visto che lo stesso standard prevede che su ogni territorio nazionale di ogni paese dell’Unione Europea vi siano 60.000 pompieri , mentre nella realtà italiana vi sono un totale di 25.000 vigili del fuoco. Si invita e richiede un sollecito tempestivo per la salvaguardia e l’incolumità pubblica oggi messa in discussione per carenza di organico, affinché vi sia un adeguato servizio di soccorso, ma soprattutto per la sicurezza, la tutela e la prevenzione di tutti i cittadini italiani nonché degli stessi operatori che giornalmente vi lavorano ventiquattro ore su ventiquattro”.

 

CLICCA IN BASSO PER SCARICARE IL DOCUMENTO DA INVIARE IN ALLEGATO

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Mamma delfino trascina il cucciolo morto e cerca di rianimarlo. Il video che commuove il web

Le commoventi immagini registrate da Margarita Samsonova, attivista ambientale e zoologa, insieme a un’equipe di ricercatori nel Mediterraneo

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COSENZA – Stanno commuovendo il web le immagini registrate da Margarita Samsonova, 29 anni, attivista ambientale e zoologa di Lisbona insieme a un’equipe di ricercatori che mostrano una mamma di delfino che non riesce a rassegnarsi alla morte del proprio cucciolo. La mamma delfino fa del tutto per cercare di rianimarlo o comunque per non abbandonarlo al suo destino. Il team ha osservato e videoripreso nel Mare Mediterraneo, una situazione molto particolare e triste: un esemplare adulto di tursiope che ‘accudiva’ un piccolo partorito da poco, sostenendo e trasportando il corpo senza vita, e cercando disperatamente di tenerlo a galla in modo che potesse finalmente prendere il suo primo respiro. Nelle vicinanze della coppia madre-piccolo era presente anche un gruppo numeroso, che mostravano un comportamento di accompagnamento e supporto” spiegano gli studiosi.

Da ciò che evidenziano gli esperti, il comportamento di sostegno e trasporto di un piccolo morto, chiamato in inglese “Carrying dead calf”, è stato descritto per la prima volta da Aristotele 24 secoli fa e probabilmente è una conseguenza dell’intenso legame che esiste tra madre e piccolo: un legame così forte da rendere la madre incapace di lasciare il figlio nonostante l’evidenza della morte. Le femmine dei tursiopi raggiungono la maturità sessuale intorno ai 6-12 anni, mentre i maschi intorno ai 10-13 anni; si riproducono ogni 2-6 anni e la gestazione dura 12 mesi; partoriscono di norma un solo piccolo, lungo circa 1 metro, che viene allattato fino all’età di 18-20 mesi, quando è completato lo svezzamento.

L’attivista per i diritti degli animali ha descritto la scena come traumatica e le ci sono voluti diversi giorni per digerire il dolore del delfino. In termini di ricerca, tuttavia, ora sta cercando di sottolineare quanto siano sensibili i mammiferi marini e come ogni madre ami il suo piccolo. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” la natura ha saputo stupirci ancora una volta, dandoci l’idea dell’equilibrio armonico ce le sue leggi riescono ad instaurare e che tutti dovremmo saper leggere nell’ottica di un maggiore rispetto. Sono immagini che ci confermano come l’amore per un cucciolo è un fatto istintivo, che si può riscontrare anche nel mondo animale. D’altronde si sa che i delfini sono animali intelligenti, ma non avevamo assistito mai a qualcosa di così straordinario. Di seguito il link del video dove si vede è una sorta di “danza funebre”, un modo per esprimere quasi il dolore che l’animale prova davanti alla straziante morte del piccolo: https://www.itemfix.com/v?t=fma8zg&jd=1

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La cocaina della ‘ndrangheta ad Ibiza, arrestate 32 persone

Il blitz antidroga ribattezzato ‘Operazione Dragon Ball’, è stato eseguito in Spagna. Nel mirino una banda italiana e una albanese

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MADRID – L’operazione delle forze dell’ordine spagnole e italiane è stata compiuta tra il 13 e il 17 settembre scorsi ma è stata resa nota ieri sera. Nel mirino le attività criminali della ‘ndrangheta in Spagna. Come comunicato dalla Guardia Civil spagnola, l’operazione, eseguita in collaborazione con Carabinieri e Guardia di Finanza, ha colpito un nucleo attivo in particolare a Ibiza, oltre che un’organizzazione criminale albanese con attività correlate sull’isola.

Sono 32 le persone arrestate tra cui cittadini italiani, albanesi e ungheresi, sia a Ibiza sia in altre località spagnole. Secondo gli inquirenti, la principale attività del nucleo italiano smantellato era il narcotraffico, in particolare di cocaina. Il gruppo albanese forniva droga e armi a quello italiano, ha spiegato la Guardia Civil. Il blitz nha coinvolto 400 agenti spagnoli, che hanno ricevuto l’appoggio dell’italiana Direzione investigativa antimafia e sono intervenuti a Ibiza e in altre zone della Spagna. L’operazione ha consentito di confiscare 18 chili di metanfetamine, 4,5 chili di cocaina, 870.000 pastiglie di ecstasy, due armi da fuoco, oltre 300.000 euro in contanti e 23 veicoli di alta gamma.

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Intelligenza Artificiale, un’app per rilevare il Covid dalla voce

I ricercatori dell’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, definiscono il sistema accurato nell’89% dei casi, più dei test rapidi

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L’intelligenza artificiale (AI) può essere utilizzata per rilevare l’infezione da Covid-19 nella voce attraverso un’app. Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, che hanno presentato uno studio al Congresso internazionale della European Respiratory Society a Barcellona, i quali affermano che il modello di intelligenza artificiale utilizzato, è più accurato dei test antigenici rapidi, l’89% delle volte, nonché più rapido e facile da usare.

Il team ha lavorato sui dati dell’app Covid-19 Sounds dell’Università di Cambridge che contiene 893 campioni audio di 4.352 partecipanti sani e malati, di cui 308 sono risultati positivi al virus. Agli utenti veniva chiesto di tossire tre volte, respirare profondamente attraverso la bocca da tre a cinque volte e leggere una breve frase sullo schermo tre volte. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di analisi vocale chiamata “Spettrogramma Mel” per identificare diverse caratteristiche della voce come il volume, la variazione e la potenza.

“Questi risultati suggeriscono che registrazioni vocali e algoritmi di intelligenza artificiale perfezionati possono potenzialmente raggiungere un’elevata precisione nel determinare quali pazienti hanno l’infezione. Potrebbero essere utilizzati, ad esempio, nei punti di ingresso per grandi assembramenti, consentendo uno screening rapido”, spiega Wafaa Aljbawi dell’Institute of Data Science dell’Università di Maastricht. In Italia, l’Università di Ferrara, ha messo a punto un anno fa un sistema che si basa sempre su colpi di tosse e onde sonore, arrivando così a identificare “la voce” della malattia. Il metodo di riconoscimento si basa su una tecnica chiamata modal learning con supervisione.

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