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‘Ndrangheta, in manette gli ‘uomini d’onore’ crotonesi

CROTONE – Affiliati Vrenna, Ciampà e Bonaventura sotto torchio.

Gli agenti della squadra mobile di Crotone hanno notificato 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice della indagini preliminari di Catanzaro Maria Rosaria Di Girolamo a carico di altrettante persone ritenute vicine alla cosca; le stesse che lo scorso 25 maggio erano state sottoposte a fermo dalla Procura distrettuale antimafia con le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi comuni da sparo e traffico di stupefacenti. Nell’ambito della stessa indagine la Polizia ha inoltre notificato un’ordinanza di custodia domiciliare ad un 24enne e l’obbligo di firma ad un 22enne. L’indagine, condotta dal sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni ha permesso di delineare il nuovo assetto criminale della cosca crotonese e di identificare nuovi accoliti e fiancheggiatori, nonche’ i rapporti con la cosca Megna di Papanice. L’organizzazione era retta da Gaetano Ciampa’, 67 anni, detto “Barba”, divenuto l’unico interlocutore delle altre organizzazioni criminali della provincia, quali i Farao-Marincola di Ciro’ ed i Grande Aracri di Cutro. Gli inquirenti hanno raccolto elementi che comproverebbero la responsabilita’ della cosca in ordine a numerose estorsioni contro operatori commerciali di Crotone; in proposito e’ emerso il capillare controllo esercitato dall’organizzazione sull’attivita’ di trasporto dei componenti delle pale eoliche scaricati e stoccati nel porto di Crotone attraverso atti intimidatori finalizzati a favorire alcune imprese di trasporto a discapito di altre in cambio del versamento di somme di denaro e di assunzioni di soggetti vicini alla cosca all’interno dell’area portuale e per lo svolgimento dei servizi di scorta dei trasporti eccezionali. Dall’attivita’ di indagine e’ emerso anche il ruolo verticistico rivestito da Egidio Cazzato, 68 anni, all’interno della consorteria criminale crotonese; Cazzato, nonostante allo stato sia detenuto, in quanto condannato in secondo grado a 21 anni di reclusione, avrebbe continuato ad esercitare la sua egemonia mafiosa, tramite i figli, ai quali avrebbe impartito direttive per il compimento di azioni delittuose, soprattutto nel campo delle estorsioni in danno degli operatori commerciali di Crotone, e sui rapporti da tenere con la cosca Megna di Papanice, alla quale venivano versati regolarmente parte dei proventi dell’attivita’ illecita.