Pietro Comito giornalista

‘Costa pulita’, nel mirino dei Mancuso un giornalista. Le mani della ‘ndrangheta sulle cerimonie religiose

Pietro Comito, attualmente collaboratore dell’emittente televisiva “LaC”, quando era giornalista della testata “Calabria ora” scatenò le ire del clan per diversi articoli sul comune di Briatico, commissariato poi per infiltrazioni mafiose

 

VIBO VALENTIA – C’era anche un giornalista nel mirino del clan Mancuso di Limbadi. Si tratta di Pietro Comito, oggi dipendente dell’emittente televisiva “LaC” di Vibo Valentia, che attirò le ire della cosca per una serie di articoli, scritti a suo tempo per il quotidiano “Calabria Ora”, riguardanti il comune di Briatico, successivamente commissariato per infiltrazioni mafiose. Gli inquirenti ritengono di aver individuato i responsabili delle intimidazioni subite dal giornalista, che sarebbero fra i destinatari dei provvedimenti di fermo disposti dalla DDA ed eseguiti stamane.

Pietro Comito denunciò malversazioni e continguità fra gli amministratori dell’epoca e i clan della ‘ndrangheta della zona e ricevette una lettera anonima con gravi minacce di morte. L’episodio indusse l’allora prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella, oggi prefetto di Catanzaro, a disporre a tutela del cronista un servizio di protezione. Ma secondo quanto sarebbe emerso dall’inchiesta sfociata oggi nei 22 fermi eseguiti da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, a riprova dei propositi di vendetta dei clan ci sarebbero anche intercettazioni. Comito e’ stato redattore del “Quotidiano della Calabria” e “Calabria Ora”, oltre che direttore  dell’emittente“La C”.

 

Le mani del clan Accorinti sulle funzioni religiose

L’indagine “Costa pulita” ha consentito anche di svelare l’ingerenza del clan Accorinti sulle cerimonie religiose della zona. In particolare, durante la processione a mare della Madonna del Monte Carmelo, che si svolge ogni 15 luglio a Briatico, i carabinieri durante il servizio di osservazione, hanno constatato che la statua della Vergine veniva trasportata a bordo dell’imbarcazione denominata “Etica” condotta proprio da Antonino Accorinti, indicato come il capo.

briatico madonna del monte carmelo

Un ex parroco del paese ha spiegato agli investigatori che “certi soggetti del luogo dovendo imporre il loro dominio nel paese si indirizzavano alla parrocchia nel tentativo di influenzare e dominarne l’attività pastorale“. Anche la tradizionale cerimonia dell’Affruntata sarebbe stata infiltrata dalla ‘ndrangheta. Infatti, come documentato da tre annotazioni dei carabinieri, “vi è la presenza tra i portatori delle statue di soggetti in massima parte, o riconducibili, o facenti parte delle compagini criminali”