ASCOLTA RLB LIVE
Search

Procuratore D'Alessio Locri

Minacce Sporting Locri, Pm chiede di archiviare le indagini: “caso montato”

Il procuratore sottolinea che non sono emersi elementi penali e parla di caso montato ad arte.

LOCRI (RC) – Insomma, alla fine quei pizzini con tanto di minacce lasciate sul parabrezza delle auto potrebbero essere stati costruiti in casa e la ‘ndrangheta, in tutta questa faccenda, non azzeccarci un bel niente. La Procura della Repubblica di Locri, infatti, ha avanzato la richiesta di archiviazione delle indagini per le minacce subite dalla società dello “Sporting Club” di Locri, la squadra di calcio a 5 femminile di cui il presidente, Ferdinando Armeni, denunciò a dicembre dello scorso anno le minacce subito con il conseguente ritiro dal campionato femminile di serie A per presunte minacce di morte. La notizia in breve tempo fece il giro d’Italia suscitando lo sdegno di cittadini, istituzioni sportive e politiche, tanto che nella gara successiva contro la Lazio, le ragazze scesero regolarmente in campo ed ala palazzetto dello sport di Locri arrivò persino il presidente della Ferdecalcio Carlo Tavecchio accolto dal sindaco per assistere alla gara in segno di solidarietà. Il Procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio, in una intervista al Tgr Calabria ha annunciato, dunque, di “chiudere il caso” perché si è trattato di una “vera e propria montatura”.

Sporting Club Locri

Nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri di Locri, non sono emersi fatti di rilievo penale tali da chiedere il rinvio a giudizio per qualcuno. E’ emerso anche che i bigliettini con le minacce sono stati “costruiti in casa“. “Non è possibile – ha aggiunto il Procuratore – che potessero essere effettuate minacce in quel modo e con quelle modalità. In conclusione è meglio chiudere il caso con una buona archiviazione che con un pessimo rinvio a giudizio“.