Why not, continua il processo. Alla sbarra anche Nicola Adamo

CATANZARO – Inchiesta Why Not, fondi regionali svaniti nel nulla.

Dopo un’unica udienza utile ad aprire il dibattimento, oggi si e’ registrato ancora un nulla di fatto nel processo alle sei persone coinvolte nell’inchiesta “Why not”, su presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici destinati alla Calabria, rinviati a giudizio con l’accusa di associazione a delinquere dopo essere stati in un primo momento prosciolti. Il tribunale collegiale ha infatti rinviato la trattazione al prossimo 8 novembre senza svolgere alcuna attivita’. Alla prima udienza, che si e’ tenuta lo scorso 30 novembre, non si era andati oltre la costituzione delle parti e la richiesta dei mezzi di prova, tra cui una lunga lista testi da parte dei sostituti procuratori generali Massimo Lia ed Eugenio Facciolla. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio il 6 aprile 2012 dal giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Livio Sabatini, davanti al quale sono comparsi dopo che la Corte di cassazione ha annullato il loro proscioglimento sentenziato il 2 marzo del 2010 dal giudice Abigail Mellace. Si tratta, in particolare, degli esponenti politici Nicola Adamo, Ennio Morrone, Franco Morelli e Dionisio Gallo, ed inoltre del coordinatore del consorzio “Brutium” di cui si parla nell’inchiesta “Why not”, Giancarlo Franze’, e del dirigente della Regione Calabria, Aldo Curto. Le sei persone furono indagate nella nota inchiesta avviata nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris e poi, dopo l’avocazione a quest’ultimo, affidata alla Procura generale di Catanzaro, che riguardava un presunto comitato d’affari politico affaristico che avrebbe illecitamente gestito i soldi destinati alla Calabria. Poi, al termine dell’udienza preliminare, i sei indagati furono prosciolti dall’accusa di associazione a delinquere – diciassette in totale quelli che il gup Abigail Mellace scagiono’ completamente, mentre 27 furono gli imputati rinviati a giudizio -. Segui’ l’impugnazione della Procura generale con un ricorso alla Cassazione contro, in particolare, il proscioglimento dall’accusa di associazione per delinquere. Un ricorso accolto il 20 luglio 2011 dal Giudice supremo che ha annullato la decisione del gup rinviando gli atti a Catanzaro per una nuova udienza preliminare. Infine, il 6 aprile 2012, il rinvio a giudizio che ha portato tutti al processo.