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Risolto il giallo del torrente: uccisa dal suo amante

COSENZA – Oggi lungo il torrente, scorre la verità. Ha finalmente un’identità, la sfortunata ragazza, dal viso delicato e dal corpo esile,

ritrovata cadavere sul greto del torrente Colognati di Rossano. Quel corpo, avvolto, come immondizia in una sacco di plastica, è di Florentina Baoru, una 19enne, romena, venuta in Italia alla ricerca di un futuro migliore e di un riscatto personale, e finita prima a battere per strada e poi gettata vita, come se la sua stessa vita fosse solo spazzatura. L’hanno identificata i carabinieri del comando provinciale di Cosenza che, coordinati dal colonnello Francesco Ferace, sin dai primi momenti del ritrovamento del cadavere della ragazza, non hanno mai smesso di darle un nome e di cercare la verità. Una verità scritta, dai carabinieri, in collaborazione con la Procura della Republica di Rossano, che poco prima dell’alba di oggi, ha dato il suo ok, per l’esecuzione di un decreto di fermo per Cosimo de Luca, 41 anni, vecchia conoscenza delle forze del’ordine. De Luca, arrestato con l’accusa di omicidio, è stato fermato perchè era alto il rischio di fuga, nonchè di inquinamento delle prove. Ironia della sorte, a portare gli inquirenti sulle tracce del sospettato, è stato lo stesso 41enne, attraverso una serie di intercettazioni telefoniche e, soprattutto, tramite quella telefonata inoltrata alla sala operativa del 112, nella quale segnalava la presenza di un cadavere, e nella quale si attribuiva il ruolo di “killer”. Il telefonino, utilizzato dal 41enne, è risultato essere di proprietà di un romeno al quale era stato rubato alcuni giorni prima. Gli accertamenti compiuti e le testimonianze raccolte hanno poi portato i carabinieri a risalire a De Luca. L’omicidio, per come hanno ricostruito i detective della benemerita, sarebbe l’epilogo di una violenta lite, conclusasi tragicamente. La cronaca dei fatti, dice anche altro. E cioè che il 41enne, tra l’altro sposato, intrattenesse da tempo una relazione extraconiugale, proprio con la vittima. Come spesso succede, soprattutto alle nostre latitudini e longitudini, che si tratti di un delitto d’onore, di un omicidio passionale, di un delitto d’impeto o di un regolamento di conti, nessuno sa, nessuno parla, nessuno dice niente. Agli inquirenti, ovviamente. Nelle corso delle indagini, infatti, è venuto fuori che più di qualcuno sapevo di questa tresca, che più di qualcuno sapeva di quella “sbandata” che il 41enne aveva preso per Florentina. La ragazza, “batteva” lungo la Ss 106 (strada tristemente nota per essere etichettata non solo come quella piacere, ma anche quella della morte, ndr). Florentina, aveva tanti sogni, aveva tanti desideri, forse sognava una vita diversa. Quella vita che un giorno sperava di cambiare, ma ora non potrà fare più. Sì, perchè, secondo i bisbigli di quartiere e le chiacchiere di piazza, De Luca aveva maturato un’autentica ossessione per la 19enne. Era pazzo di lei, era pazzo di gelosia. Era ossessionato dalla certezza che la sua “bella”, venisse toccata da altre mani, baciate da altre bocche, usata da altri uomini. Badate bene, non è un delitto d’amore. Chi sapeva la storia, oggi dice che, De Luca e Florentina litigavano spesso, litigavano per via di quel rifiuto ostinato e irremovibile della ragazza, di seguire il 41enne in un appartamento di Rossano che De Luca voleva trasformare nella sua alcova. Potrebbe essere stata questa la miccia che ha innescato l’omicidio. Cosimo De Luca ora è recluso in carcere, in attesa che il gip convalidi il suo fermo, lo tramuti in arresta ed emetta la custodia cautelare in carcere. Di Florentina, non resta più niente. I suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri di una nuova vita, resteranno avvolti per sempre in quel sacco, gettato sul greto del torrente.