SS106, una notte di paura quel 22 novembre. Il racconto di Giuseppe Martino (AUDIO)

Giuseppe Martino è un commerciante di 40 anni, di Crotone, sposato e padre di tre figli.

CROTONE – Ha creato su internet un blog per raccontare la pericolosità delle strade ed in particolare  i pericoli della statale 106 jonica che, per arrivare a Crotone (almeno d’inverno) è l’unica possibile. Per Giuseppe Martino in realtà la 106, è un pò la strada della vita; ad esempio per la nascita del suo terzo figlio, ha dovuto percorrerla tantissime volte per recarsi a Catanzaro, in ospedale. Per i crotonesi dunque, quell’arteria talvolta diventa vitale. E’ da allora che ha deciso di scrivere della 106 affinchè possa diventare una strada più sicura e percorribile e da qualche mese è diventato blogger sul tema delle strade in calabria (LEGGI il blog)

Giuseppe Martino, ha raccontato la sua ‘paurosa’ esperienza sulla statale 106 ai microfoni di Rlb Radioattiva, di quella notte del 22 novembre 2015 in cui fu costretto a percorrerla di ritorno da roma

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“Le opzioni per arrivare a Crotone sono due: o la SS 106 o la strada della Sila – racconta Martino nel blog – Google ora consiglia la Sila ma non sa che è montagna e che col maltempo come quello di ieri i rischi aumentano. Era mezzanotte ed ho scelto la ss 106. Il raccordo del megalotto 4 A3-ss106 faceva paura: strada strettissima e nonostante sia tutto pianura tornanti a gomito! Arrivato sulla ss 106, ho iniziato a pregare. Solo chi non la percorre, non conosce i suoi pericoli! Infatti, lungo il percorso – continua ancora il suo racconto – all’incrocio che conduce a Scala Coeli un brutto incidente proprio nella rotonda da me segnalata come pericolosa. Assurdo e vergognoso che Anas e altri non si siano mai accorti che quella rotonda è pericolosa”.

“Assurdo tanto silenzio anche da parte di associazioni che quotidianamente parlano di 106. Non sono stato coinvolto nell’incidente per fortuna o per destino… Solo per esser passato qualche minuto dopo… Ho proseguito lungo la strada, lungo la mia strada, con quel furgoncino e le sue 8 persone a bordo desiderose solo di tornare a casa (tra cui ragazzi di ritorno da una gara di karate). Così a Strongoli vediamo di nuovo le luci lampeggiare… la paura saliva mentre ci avvicinavamo a casa: davanti a noi uno spettacolo agghiacciante: un’autovettura distrutta, pompieri e carabinieri a lavoro! Assurda questa strada! Assurdo questo silenzio! Vergognoso il bla bla bla di tanti, che non porta a nulla! Una sola domanda tormentava la mia notte: “io, mio figlio ed i miei amici potevamo essere le prossime vittime della Ss 106!!!”