Hai meno di 35 anni? Puoi fare azienda con un euro, ma è un bluff

 

 

CATANZARO – Un tributarista catanzarese smaschera la ‘truffa degli spot ingannevoli’. Scatta la denuncia all’AGCM.

“Che ci faccio con un euro? Impresa!” recita lo spot lanciato qualche giorno fa dal dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministeri (http://youtu.be/dop4PaWd9pg). Pubblicità progresso per incentivare i giovani ad entrare nel mondo dell’imprenditoria. Con solo un euro. In una missiva indirizzata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il legale spiega senza mezzi termini i retroscena di un’illusoria campagna pubblicitaria ai danni dei giovani disoccupati. “E’ possibile che il nostro Governo, – si chiede il tributarista – si permetta di prendere in giro i giovani disoccupati e mandare in onda con i soldi degli italiani spot che siano ingannevoli della buona fede degli stessi, giovani che non trovano lavoro e, che possano essere illusi che veramente con 1 euro possano aprire un impresa? Mi permetto di precisare che la campagna si riferisce alla possibilità di costituzione della Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) per i giovani disoccupati con un età inferiore ad anni 35, ma non fa capire che sempre di SRL si tratta! L’ euro a cui si riferisce lo spot è solo il capitale sociale minimo in luogo del capitale sociale minimo pari a euro 10 mila per la srl normale, ma purtroppo, nonostante le buone intenzioni dobbiamo riscontrare che le Camere di Commercio italiane non si sono intasate con le iscrizioni , anzi, poche nascite e celebrate come eventi degni di nota su notiziari e giornali, ed ecco per quale motivo reale. Nessuna impresa può essere costituita con 1 euro, infatti per la SRL semplificata la convenienza non esiste.

 

Nessun giovane che non abbia la famiglia o qualche finanziatore alle spalle può mai costituirla con un euro trovato in strada come il giovane nello spot pubblicitario. Soffermandoci sull’aspetto economico: di fatto di euro ne servono almeno 10 mila. Senza considerare che nessuna impresa semplificata gode di credito da parte nelle banche. L’ unica cosa vera è che si risparmiano 1.600 euro del rogito notarile e se ne pagano circa 400. In più se consideriamo un’impresa commerciale bisogna sommare: 155 euro di inizio attività alla Camera di commercio; 996 euro di copertura INAIL dei due soci; 6.400 euro di INPS; 309,87 euro annui di tassa di concessione governativa e 100 euro per la vidimazione obbligatoria dei libri sociali; 200 euro di diritto camerale annuo; 128 euro per il deposito del bilancio; senza considerare le spese per l’eventuale rilascio di licenze ed autorizzazioni commerciali e l’investimento da sostenere per avviare l’impresa quale beni strumentali e merci oltre all’onorario del commercialista poiché le iscrizioni avvengono telematicamente e per l’ inquadramento fiscale serve avere una consulenza specifica. Lo spot deve ritenersi ingannevole della buona fede dei cittadini”. Un’illusione che potrebbe essere funzionale al decollo di prestanome e ‘figli di papà’ con il portafoglio ben fornito. Intanto il tributarista invita il Garante “che lo spot ingannevole non venga mandato più in onda e di sapere quanto sia costato lo stesso e se è il caso di avviare un azione di danno patrimoniale per uno spot che non rappresenta la realtà della costituzione dell’impresa con capitale sociale a un euro e che procura a chi tratto in errore un indebitamento al contrario nel senso che è un miracolo se si rimane con 1 euro!”.