Gagliardi pronto a conquistare Sky. In dieci episodi

COSENZA – La stagione del ’92, raccontata dietro la macchina da presa.

A due decenni dal primo arresto della maxi-inchiesta denominata “Mani Pulite”, prendono il via le riprese di 1992, la serie in 10 episodi – prodotta da Sky Cinema in collaborazione con La7 e realizzata da Wildside per la regia del regista cosentino (di Saracena, ndr) Giuseppe Gagliardi,  acclamato già per “Tatanka” – che vede al centro del racconto cinque persone comuni la cui vita si intreccia con il terremoto politico, civile e del costume innescato dalla maxi-inchiesta. Un punto di vista inedito e appassionante su uno dei momenti decisivi della storia del nostro paese, il 1992, l’anno che ha cambiato l’Italia. La serie sarà trasmessa su Sky Cinema il prossimo autunno.
 Nel cast Stefano Accorsi, Guido Caprino, Domenico Diele, Miriam Leone, Tea Falco e anche Bebo Storti, nei panni di un democristiano milanese. Sono passati più di vent’anni da quando, il 17 febbraio 1992, scattava il primo arresto della maxi-inchiesta denominata ”Mani Pulite”, quello di Mario Chiesa: è il simbolico inizio di Tangentopoli. La serie 1992 si apre proprio con la scena dei soldi delle tangenti buttati nel water dall’allora presidente del Pio Albergo Trivulzio.
 «Abbiamo voluto dare un punto di vista inedito – ha dichiarato Accorsi alla Stampa – sull’anno che ha cambiato l’Italia e su cui c’è ancora un grande vuoto. Non a caso la prima scena mostra Mario Chiesa proprio nel momento in cui butta i soldi della tangente per il Pio Albergo Trivulzio nel water».

LA TRAMA – L’agente di polizia giudiziaria Luca Pastore (Domenico Diele), lavora a fianco di Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi) al servizio del pool di Mani Pulite. Indagare, arrestare, interrogare. Tessera dopo tessera, il suo obiettivo è comporre il puzzle di Tangentopoli. Sotto pressione e sotto minaccia. Perché le correnti contrarie non nascono soltanto fuori dalla Procura. Ma non è solo dai nemici che Luca dovrà guardarsi: l’ostacolo peggiore per la sua carriera sarà l’amore per Bibi Mainaghi (Tea Falco), figlia di uno degli imprenditori inquisiti dal Pool.

 Pietro Bosco (Guido Caprino), un giovane reduce della prima guerra del Golfo, si ritrova eletto alla Camera con la Lega Nord. Dal suo lavoro di guardia giurata, amante del rugby e delle bevute di birra, eccolo scaraventato in Parlamento, un incarico che rivela tutta la sua inadeguatezza. L’unica possibilità per lui è trovare un mentore. Perciò Pietro si affida a un vecchio democristiano, che gli insegna le regole del gioco. L’irruento Pietro, il picchiatore, il rugbista, imparerà l’arte del potere, inseguendo il sogno di un vertiginoso riscatto sociale, il cui coronamento massimo è l’amore per una ragazza decisamente fuori dalla sua portata, Veronica Castello (Miriam Leone), una soubrette travolta dal crollo della Prima Repubblica, ora in cerca di una nuova collocazione: vuole diventare famosa.

Ne ha bisogno, un bisogno fisico, profondo: l’amore, incondizionato e indistinto del grande pubblico televisivo e’ il solo viatico che conosce per l’amore verso se stessa.
 Soubrette, ex-amante del potente imprenditore Michele Mainaghi (Tommaso Ragno), che si suicida sotto la pressione dell’inchiesta, Veronica si trova spiazzata dal crollo della Prima Repubblica e si mette a caccia dell’amante che sappia lanciarla nei palinsesti del nuovo potere che incombe. E se la persona giusta fosse proprio il leghista Pietro Bosco?

 Leonardo Notte (Stefano Accorsi) è un pubblicitario con un misterioso passato che riaffiora nel momento in cui il 1992 gli sta offrendo l’occasione della vita. Un ricattatore lo costringe a fare i conti con un delitto che Leo aveva rimosso chirurgicamente dalla sua memoria. Nella sua vita smagliante, senza legami, compare Viola (Irene Casagrande), la figlia adolescente con cui non ha mai avuto contatti. Per un uomo come Leo, capace di ”vedere” il futuro, la missione è liberarsi delle ombre del passato.

Beatrice ”Bibi” Mainaghi (Tea Falco), orfana di un ricco imprenditore suicidatosi a causa dell’inchiesta Mani Pulite, non avrebbe mai pensato di ritrovarsi a ventiquattro anni con in mano il destino dell’azienda di famiglia. Né di spiccare un salto sul burrone che divide due donne: quella che credeva di essere, e quella che forse è davvero. Il successo della serie, siamo sicuri è assicurato, non solo e non tanto per la rivisitazione fedele di quegli anni, ma anche perchè a dirigerla è uno dei registi più quotati nel panorama cinematografico nazionale e internazionale.