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Violenza, donne ricordate chi siete

 

COSENZA РCi si chiede se ̬ davvero necessario festeggiare il giorno della festa delle Donne, occasione che ricorda sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse

sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922. L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.

Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.

Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro. Oggi sono 154 mila, il 22,5% della popolazione totale, le donne che vivono di violenza, minacce, stalking, depressione e terrore. Storie finite male, una rassegnazione che non arriva, l’ossesione di vedere la propria compagna tra le braccia di un altro uomo. Sono storie che fanno paura, i volti delle donne che non riescono a sorridere più e altre che, grazie alle denuncie, all’aiuto e al sostegno, riescono ad uscire dal loro inferno demoniaco.

In Calabria sono troppe le storie private, di dolore e di solitudine, testimonianze di donne finite nel buio del terrore. Relazioni che non si possono raccontare, che si ha paura a raccontare, ritorsioni ancora più gravi delle molestie e delle botte subite in faccia. Perdere tutto, anche i propri figli. La donna andrebbe festeggiata con una carezza, con un omaggio, con la giusta attenzione e premura che merita, oggi come tutti i restanti giorni dell’anno. Madri di famiglia, dedite alla casa e al lavoro, all’educazione dei figli e al benessere della famiglia. Chi ama non usa violenza.

 

E allora donne, ricordate chi siete. Tenaci, forti, umili e sensibili, forse fragili e a volte deboli. Complicate, uniche. Cadete e piangete, riprendete in mano la vostra vita, vincete. Urlate la vostra rabbia, senza sottomissioni, denunciando le ingiustizie e le violenze. Prendete ciò che meritate senza mai rimanere con le spalle al muro, bloccate. Le donne non sono sole, mai, perchè uscire dall’inferno, con la forza ed il coraggio, è possibile.