Il business dei rifiuti in Calabria non produce utili, 67% delle società in perdita e operai in protesta

Mentre alcuni dipendenti stanno occupando un’aula consiliare, la Calabria si aggiudica un’altra maglia nera nel settore rifiuti.

 

ROMA – Quasi il 20% delle 376 società partecipate dalle Amministrazioni locali che operano nella gestione dei rifiuti sono in perdita. Lo evidenzia la Confartigianato che ha monitorato i conti e i risultati di esercizio delle società: il 64,3% è in utile, il 17,2% è in pareggio ed il 18,5% è in perdita. Tutte in utile le società di gestione rifiuti in Basilicata, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. Seguono l’Emilia-Romagna (con una quota di società in utile pari all’83,3% del totale), Puglia (80%) e Piemonte (75,0%). Le regioni con la maggiore quota di società in perdita sono la Calabria (66,7% del totale), il Lazio (46,2%) che è anche al top per costi del servizio, e l’Abruzzo (44,4%). Confartigianato ha inoltre calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori che in media, nel 2014, per tasse e tariffe hanno pagato 168,14 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi subendo un’impennata delle tariffe che dal 2012 al 2015 sono aumentate del 12,5%, nove volte e mezzo in piu’ della crescita del costo della vita (+1,6%). Intanto diciannove operai addetti alla raccolta dei rifiuti nella città di Vibo Valentia hanno occupato l’aula consiliare del municipio di Vibo e, portando con se delle taniche di benzina, hanno bloccato i lavori del Consiglio comunale. I lavoratori lamentano il mancato rispetto degli accordi che prevedevano il loro passaggio dalla vecchia ditta addetta alla raccolta dei rifiuti alla nuova società. Gli operai chiedono un intervento urgente sul loro caso da parte del sindaco di Vibo, Elio Costa. I lavori del Consiglio sono stati interrotti mentre sul posto è intervenuta la polizia al fine di evitare che la situazione degeneri.