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Alluvione, Consiglio dei Ministri approva lo stato di emergenza. Stanziati 3,9 milioni di euro

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza per le zone dello Ionio cosentino colpite dagli eventi alluvionali del 12 agosto.

COSENZA – La somma messa a disposizione ammonta a 3,9 milioni di euro e lo stato di emergenza durerà 180 giorni eventualmente prorogabili. A breve il capo della protezione civile, su indicazione della Regione Calabria, nominerà un commissario che gestirà i fondi e pagherà i Comuni per le spese sostenute nell’immediatezza dei fatti. A quindici giorni dall’alluvione che ha messo in ginocchio Rossano, Corigliano ed altri comuni della fascia costiera dello jonio cosentino, arriva il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri il sottosegretario presidenza Claudio De Vincenti ha annunciato il provvedimento. Per il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, si tratta di “una promessa mantenuta nei confronti delle popolazioni di Rossano, di Corigliano e di tutte le aree che hanno subito gravissimi danni dal nubifragio del 12 agosto scorso. Il Governo e’ stato vicino ai calabresi fin dai momenti immediatamente successivi a quei fatti: l’atto di oggi e’ un passo necessario perché si possa tornare alla normalità e ripartire”. La richiesta dello stato di emergenza era stata avanzata il 18 agosto scorso dalla Giunta regionale della Calabria presieduta da Mario Oliverio. L’alluvione ha provocato gravi disagi per circa 650 cittadini, sia residenti che turisti, i quali hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni e strutture ricettive inagibili, in particolare nei comuni di Rossano, Corigliano, Mirto Crosia e Cassano allo Ionio.

Intanto ieri sono iniziati a Rossano i lavori di ripristino di tutti i fossi di scolo presenti sul territorio comunale. Ruspe e mezzi meccanici in azione per l’ampliamento e la messa in sicurezza degli alvei dei canali adiacenti al torrente Fellino la cui portata, in alcuni tratti all’interno di proprietà private, era stata ridotta ad un’ampiezza di circa 40 centimetri. Le operazioni proseguiranno anche per i prossimi giorni e fino a quando tutti i fossi non saranno disostruiti dalle occlusioni. Gli interventi sono stati programmati seguendo uno specifico piano di azione che dà priorità alle emergenze e alle situazione di maggiore criticità.

A coordinare i lavori, era presente il sindaco Giuseppe Antoniotti, con pattuglie della Polizia municipale, della Polizia di Stato e dei carabinieri. “Sto facendo – afferma il sindaco – quello che dovrebbe fare ogni amministratore di buon senso, tutelare l’incolumità pubblica, mettere in sicurezza i cittadini e ripristinare la legalità. Abbiamo avviato un’intensa attività di bonifica per ripristinare i fossi di scolo nei terreni privati. Gli stessi che, purtroppo, hanno determinato situazione di estrema criticità a seguito dell’alluvione del 12 agosto scorso. Da un primo monitoraggio abbiamo avuto modo di constatare che la maggior parte dei canali, che scorrono nelle proprietà private, sono stati profondamente manomessi. Molti sono stati addirittura intubati e, in altri casi, come quello sul quale siamo intervenuti, la portata è stata ridotta ad un’ampiezza poco più grande di una cunetta. È chiaro che tale situazione si è determinata nel corso degli anni e solo l’evento eccezionale dei giorni scorsi ha fatto emergere la reale emergenza. Alla quale stiamo ponendo subito rimedio ed in modo coatto. Infatti, in questi interventi il Comune si sostituirà al privato, addebitandogli tutte le spese, nel caso in cui quest’ultimo non avesse già ottemperato alle prescrizioni dell’ordinanza sindacale. Anche in questa operazione ho avuto il supporto del Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, che ha garantito il presidio costante dalle forze dell’ordine ai lavori di ripristino. Non ci fermiamo”.