In tv c'è una bella "Fimmina" - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Archivio Storico News

In tv c’è una bella “Fimmina”

Avatar

Pubblicato

il

COSENZA – Quando la Tv è… Fimmina. E’ calabrese la prima tv davvero femminile. Si chiama Fimmina Tv e l’ha creata Raffaella Rinaldis,

38 anni, laureata in giurisprudenza e giornalista per vocazione. Ha investito i suoi risparmi per raccontare il mondo con gli occhi delle donne. «Le nostre storie» spiega «sono quelle delle telespettatrici: incredibili, magnifiche vicende comuni che insegnano più di tante lezioni». In questa tv si parla di moda, ricette, bellezza, ma lontane dai soliti stereotipi. «Noi vogliamo raccontare noi stesse, senza tabù, e soprattutto senza aspettare che altri ci dicano cosa e come pensare» puntualizza Raffaella. Gli studi di Fimmina Tv sono a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, nella Locride. La redazione è composta da quindici giovani croniste, di età compresa tra i 25 e i 40 anni (l’organico contempla però anche la presenza di alcuni uomini, perchè “le contrapposizioni ostacolano la parità”), Fimmina Tv si propone di diventare un punto di riferimento per ogni donna davvero intenzionata a cambiare la realtà calabrese, una realtà che non ruota solo intorno alla vicende di mafia, ma che è anche e soprattutto pervasa da una seria volontà di rinnovamento, di sviluppo, di onestà. Quindici fimmine appunto. Una parola intrisa di orgoglio che da queste parti denota carattere, determinazione e senso di responsabilità. Gli uomini (pochi per la verità) danno una mano con la regia e il montaggio. Però la parte editoriale e i contenuti sono appannaggio delle donne: dalla rassegna stampa al lavoro. Ci sono poi la cucina, l’ambiente, il cinema e i programmi di denuncia contro le discriminazioni. L’obiettivo? «Diventare il megafono dell’essenza femminile e diffondere speranza, raccontando le storie positive che fanno fatica a travalicare i confini regionali. E lì dove la speranza non c’è, denunciare» continua Raffaella. Per farvi un’idea, uno dei primi programmi mandato in onda parlava della scrittrice Simone de Beauvoir e del suo Secondo sesso che, quando è uscito, nel 1949, è stato additato tra i libri da mettere al bando, perché indicava alle donne il diritto di scegliere la propria maternità e, quindi, la propria libertà. La tv è seguitissima, ha un buon ascolto e ha anche una pagina su Facebook.

IL PROFILO – Si chiama Raffaella Rinaldis, ha 38 anni ed nativa di Chivasso ma calabrese di adozione. E’ lei – un passato da cronista di nera e giudiziaria – la ‘mamma’ di Fimmina tv, un progetto che accarezzava da tempo: un’emittente tutta al femminile proprio nel cuore della Locride, territorio notoriamente dominato dalla ‘ndrangheta e martoriato dalle continue faide locali. Per la scelta del nome da attribuire alla sua creatura (visibile da settembre sul canale 684 del digitale terrestre) Raffaella Rinaldis ha attinto alla tradizione dialettale, optando per Fimmina Tv: “Vorrei che la parola “fimmina” perdesse ogni connotazione dispregiativa o richiamo sessuale e che facesse pensare solo alle donne calabresi. Da sempre silenziose, ma tenaci e in grado di arrivare ovunque”.

LA SFIDA – In questo progetto innovativo – il primo in Italia – Raffaella Rinaldis ha investito se stessa nonché tutti i suoi risparmi, nonostante il contributo iniziale di qualche sponsor. La tv calabrese, la cui diffusione è per ora limitata alle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone, intende offrire ai propri utenti una programmazione varia, che spazierà dalle tematiche politico-sociali di stringente attualità regionale (come la criminalità) ad argomenti di più ampio respiro, quali cultura del territorio, pari opportunità, ambiente, gastronomia locale, arte cinema e spettacolo. Una bella sfida, per riportare alla luce l’essenza di una Calabria radicalmente diversa dagli stereotipi radicati nell’immaginario collettivo nazionale. “Vorremmo che se ne cominciasse a parlare per le belle cose che vi accadono”, continua a ripetere la Rinaldis. “Basta con lo stereotipo di una regione tutta ‘ndrangheta e peperoncino. Noi lo faremo. E vi assicuro che di persone coraggiose e intraprendenti, qui ce ne sono tante”. Le donne calabresi sembrano infatti essere particolarmente ricettive in merito alla necessità di cambiare il volto del territorio in cui vivono.

GUARDANDO AL MEDIORIENTE – Il modello televisivo calabrese ha un’illustre cugina egiziana. Lo scorso 20 luglio, all’inizio del Ramadan, è nata “Maryia”, tv satellitare così battezzata in onore della schiava copta che fu offerta in moglie al profeta Maometto dal sovrano egiziano. Interamente gestito da donne e rivolto esclusivamente alle donne, il canale verrà trasmesso dalla rete ultraconservatrice Umma Islamic Channel, che appartiene allo sceicco salafita Abu Islam Ahmad Abd Allah. In video e dietro le quinte ci saranno solo donne rigorosamente velate. L’uso del niqab (il velo che lascia scoperti solo gli occhi di chi lo indossa) sarà obbligatorio anche per le ospiti delle diverse trasmissioni, nel corso delle quali non compariranno uomini, nemmeno per un solo minuto. Le programmazioni previste dalla tv “rosa” egiziana verteranno prevalentemente sulla condizione matrimoniale, dal momento che “Mariya intende educare le egiziane all’Islam”, come sottolinea la predicatrice el-Cheikha Safaa Refai, chiamata alla direzione di questo ambizioso progetto, ideato e realizzato soprattutto per restituire dignità a tutte quelle donne velate che in passato sono state fortemente penalizzate e oppresse.

Archivio Storico News

Cosenza e Paganese ci provano fino alla fine, ma a Pagani finisce senza reti. Rossoblu spreconi nel primo tempo

Marco Garofalo

Pubblicato

il

Scritto da

Le due squadre danno vita ad una bella gara, ricca di emozioni e azioni da rete, ma il risultato non si schioda dallo 0 a 0. Per i rossoblu è il sesto risultato utile consecutivo. Cosenza migliore nella prima frazione di gara. Annullata una rete a La Mantia nella ripresa
(altro…)

Continua a leggere

Archivio Storico News

Sparatoria con due morti a Roma, convalidato il fermo di un giovane calabrese

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

E’ ancora da chiarire del tutto i motivi del litigio anche se tra Scarozza e Ventre vi erano dei dissidi dovuti a una relazione che il più giovane aveva con l’ex moglie di Fabrizio Ventre.

 
(altro…)

Continua a leggere

Archivio Storico News

Il caso Legnochimica arriva in Senato, si chiede ai ministri il perché del blocco della bonifica

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

Continui rimpalli di responsabilità e aumento di patologie ‘anomale’ tra i residenti, cosa intende fare il Governo? (altro…)

Continua a leggere

Di tendenza