Una serie di scosse di terremoto fanno tremare mezza Italia. In Calabria magnitudo 3.2 - QuiCosenza.it
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Una serie di scosse di terremoto fanno tremare mezza Italia. In Calabria magnitudo 3.2

In tutto 21 scosse di intensità variabile (magnitudo da 2.0 a 4.1) in sette regioni: Sicilia, Calabria, Marche, Liguria, Emilia Romagna e Toscana

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COSENZA – Dalle 23.51 di ieri sera Invg ha registrato in tutto 21 scosse di terremoto di intensità variabile (magnitudo da 2.0 a 4.1) in sette regioni: Sicilia, Calabria, Marche, Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Nessun danno importante. Ma paura, tanta e ovunque. Prima Catania, di notte; poi Ascoli Piceno e Teramo, poi ancora Genova e Modena e il Sud della Calabria: la terra ha tremato in più zone d’Italia a intervalli quasi regolari; tre terremoti scollegati tra loro che fortunatamente non hanno provocato danni ma che hanno visto aumentare gradualmente la potenza e, soprattutto, dal sud al Nord hanno scosso case e ospedali, scuole e industrie. E fatto crescere la paura, uguale in tutta Italia. È notte a Ragalna (Catania) quando arriva la prima scossa di magnitudo 2.5. Sono le 23.51. Poi tutto sembra calmarsi. Alle 2.33 una lieve scossa percuote Acquasparta (Trapani) con una magnitudo di 2.1. Poi alle 4,21 tocca a Paternò, la scossa aumenta la sua forza, è a 3.6. Si abbassa l’ipocentro, ma la scossa è più intensa. Non ci sono danni.

La notte passa tranquilla, ma alle 7.53 la terra si sveglia e scuote Montone, a Perugia: due scosse di 2.0 e 2.1 nel giro di una manciata di secondi. Poi più nulla fino alle 12:24 e alle 12.25: è il turno di Ascoli Piceno. Il terremoto torna con due diverse scosse: la prima ha un’intensità di 4.1, la seconda di 3.6. La gente è scesa in strada, alcune scolaresche sono state fatte uscire e radunate nei campetti degli istituti. Viene sospesa la circolazione dei treni lungo la linea ferroviaria Ascoli Piceno-Porto d’Ascoli, sostituita da servizi bus. Anche in questo caso nessun danno. Ma la paura sì, è stata tanta. Quelle scosse sono state lievemente avvertite anche nel Teramano dove, 10 minuti dopo la seconda scossa, ne arriva un’altra: la rete Ingv segnala alle 12:35 una scossa con epicentro a 3 km da Civitella del Tronto (Teramo) dove si decide di evacuare alcune scuole. La situazione è sotto controllo, anche in questo caso nessun danno a alle cose né alle persone. Sembra che la Terra si sia finalmente acquietata. E invece non è così. Alle 14.18 nel mare davanti a Reggio Calabria, a 55 km dei profondità viene registrata una scossa di 3.2 di intensità. Scossa avvertita sui comuni del litorale senza nessun danno.

Passano 80 minuti di silenzio. Poi, alle 15.39 – a oltre mille chilometri di distanza – una scossa da 4.1, la più violenta di quelle avvenute oggi in Italia, scuote Genova e il Genovesato. l’ipocentro a 2 km a ovest di Bargagli, un paesino con poco più di 2 mila abitanti nella Città metropolitana di Genova. Anche in Calabria si è registrata una scossa di magnitudo 3.2

“Ero a casa e ho sentito una scossa fortissima . ha detto all’ANSA il sindaco di Bargagli Sergio Casalini -, tutto ha iniziato a oscillare e i soprammobili sono caduti. Per fortuna nessun danno ma solo tanto spavento”. Crolla una statua davanti alla chiesa di Pieve Alta, a pochi chilometri da Genova, le persone scendono di corsa in strada, il centralino del Policlinico San Martino viene preso d’assalto con oltre 140 telefonate in una manciata di minuti a ridosso dell’evento: tanta ansia, consigli su come comportarsi se c’è un malato in casa. La sala di Protezione civile ligure si mette in contatto col Dipartimento e avvia il monitoraggio sui danni. I vigili del fuoco di Genova intervengono su una quindicina di casi di distacco di intonaci. Il governatore Toti scrive un tweet per avvertire la popolazione, poi spiega che al momento “non ci sono fortunatamente feriti”. Trenitalia sospende la circolazione dei treni per verifiche tecniche tra Genova e Recco. Sembra finita e invece non è così: alle 17.47 la terra trema a Pievepelago (Modena), 3.8 di intensità, e poi ancora a Fosciandora (Lucca), due scosse in un minuto, la più forte di magnitudo 3.2. E ancora nelle Isole Eolie (2.6) e poi ancora a Civitella del Tronto (2.0).

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Occhiuto ricorda Guarasci, primo presidente della Regione Calabria

Il 2 ottobre del 1974 moriva in un incidente stradale mentre si stava recando a Roma il primo governatore dell’Ente

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CATANZARO – “Il 2 ottobre del 1974 moriva in un incidente stradale Antonio Guarasci, primo presidente della Regione Calabria. Si stava recando a Roma per seguire una trattativa che aveva lo scopo di salvare il posto di lavoro a tanti operai del tessile del nostro territorio”. Così, in una nota, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. “La Giunta regionale – aggiunge Occhiuto – ricorda il professor Guarasci, a 48 anni dalla sua tragica scomparsa, come un politico di grande valore, una personalità che interpretava alla perfezione le speranze e le esigenze della Calabria, un uomo dalle rare qualità”.

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Il Pnrr e la sfida della differenziata in Calabria. Sostegno ai Comuni per impianti e riciclo

Il progetto di Conai, il Consorzio nazionale per gli imballaggi, e Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, per aiutare, grazie ai fondi, gli enti locali

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CATANZARO – Il progetto di Conai, il Consorzio nazionale per gli imballaggi, e Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, per aiutare, grazie ai fondi del Pnrr, gli enti locali, ed in particolare quelli del Sud, a colmare il gap che ancora esiste tra le diverse aree del Paese sul fronte dell’economia circolare, della raccolta differenziata e del riciclaggio è stato al centro del nuovo appuntamento di “ANSA INCONTRA” dedicato alla Calabria.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate importanti tematiche come il ritardo nel ciclo della raccolta differenziata che da anni lascia la Calabria tra le ultime regioni, ma anche il ruolo significativo che la stessa differenziata ha sulla sostenibilità climatica. “Siamo partiti con il progetto a dicembre dello scorso anno – ha detto Fabio Costarella, responsabile per Conai dei piani di sviluppo della raccolta differenziata nel centro sud – nella regione Puglia. Oggi dei 190 comuni che abbiamo sostenuto 13 sono in Calabria”. Attraverso l’Ambito territoriale ottimale (Ato) di Reggio Calabria, Conai e Anci sono riusciti a sviluppare progetti che vanno dai centri comunali di raccolta a studi per il passaggio alla tariffazione puntuale.

“Abbiamo definito alcuni modelli – ha aggiunto – non solo dal punto di vista progettuale, ma anche, insieme ad Anci, sotto l’aspetto del supporto all’iter amministrativo. Abbiamo messo a punto un pacchetto e lo abbiamo modulato alle necessità dei singoli territori”. Necessità che in Calabria sono molte considerando che, come ha sottolineato Vincenzo De Matteis, direttore generale dell’Ato di Reggio Calabria, “la situazione è critica e l’Ato reggina viene da alcuni anni di criticità e percentuali basse di raccolta differenziata”. Con i fondi messi a disposizione dal Pnrr, l’Ato di Reggio Calabria ha deciso di realizzare alcuni interventi chiedendo finanziamenti specifici. “Abbiamo pensato, insieme al Conai – ha detto De Matteis – di risolvere il problema principale, cioè l’incompletezza del sistema impiantistico. Partendo dal piano d’ambito che stiamo realizzando con il Consorzio stiamo elaborando così il reale fabbisogno della Città metropolitana per completare la dotazione infrastrutturale”.

Il sindaco di Gioiosa Jonica Salvatore Fuda, ha parlato del percorso fatto dai Comuni in questi anni nella gestione dei rifiuti. Un percorso caratterizzato da 20 anni di commissariamento e che solo recentemente ha visto transitare in capo ai comuni la gestione reale del comparto rifiuti. “A Gioiosa – ha spiegato Fuda – abbiamo proposto il nuovo centro comunale di raccolta. Va detto, però che ci sono due binari diversi perché la Regione Calabria è un po’ indietro rispetto alle altre. La legge dice che i Comuni organizzati in ambito devono occuparsi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, ma questo in Calabria non avviene da 20 anni. L”anno zero’, in particolare, è stato il 2020, quando abbiamo avviato e speriamo di poter raggiungere l’approvazione del piano d’ambito esecutivo che individuerà gli standard del servizio. Quella parte di differenziata che c’è, e cioè il 50% viene lavorato e diventa combustibile per il termovalorizzatore, mentre l’altra metà va conferita in un impianto di destinazione finale che in Calabria non c’é. E così stiamo spendendo quasi 300 euro a tonnellata per portare questi rifiuti in altri posti d’Italia. Questo significa impoverimento. Abbiamo stimato 40 mila euro al giorno di maggior costo che trasferiamo in altre realtà”. Il rifiuto declinato all’interno dell’economia circolare diventa anche una sfida ecologica per la sopravvivenza del patrimonio di tutte le comunità.

“Il recupero dell’organico – ha sottolineato Carlo Salvemini, sindaco di Lecce e delegato nazionale Anci Energia e rifiuti – è anche finalizzato alla produzione del biometano, che è un combustibile meno inquinante rispetto a quelli che sono oggi i carboni fossili. I rifiuti sono anche decisivi, perché diversamente da quel che si pensa, le discariche sono responsabili di emissione di CO2 climalteranti. Ciò che si determina, dunque, é un’ulteriore complicazione della sostenibilità climatica, che rappresenta la sfida della sopravvivenza del pianeta. Si capisce bene, dunque, come l’organizzazione del sistema di raccolta di rifiuti nelle aree urbane abbia riverberi fondamentali anche sul tema della produzione energetica e sulla sostenibilità del clima. Sono i paradigmi dell’economia circolare ed è fondamentale, in questo senso, ricordare che le città sono decisive perché vi risiede il 75% della popolazione, perché sono responsabili per il 70% dell’emissione di climalteranti e perché producono il 65% dell’energia complessiva. La sfida dell’economia circolare e della sostenibilità climatica passa, dunque, attraverso la capacità dei comuni di esserne protagonisti consapevoli”.

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Scoppia l’incendio, in fiamme una pizzeria. Danni e macchinari distrutti

Diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute questa mattina in via degli Angioini nel quartiere di Catanzaro Sala

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CATANZARO – Diverse squadre dei vigili del fuoco del comando di Catanzaro sede centrale con supporto di autobotte sono intervenute questa mattina alle ore 06.00 circa in via degli Angioini nel quartiere di Catanzaro Sala per l’incendio all’interno di un’attività commerciale. Interessata dal rogo un locale adibito a pizzeria e rosticceria.

L’incendio ha coinvolto la zona riservata alla lavorazione degli alimenti e parte del locale riservato al pubblico. Le fiamme hanno danneggiato alcuni macchinari, l’impianto elettrico ed annerimento delle pareti dovuto al fumo denso originatosi dalla combustione. L’intervento dei vigili del fuoco è valso alla completa estinzione delle fiamme ed alla messa in sicurezza del sito evitando il propagarsi delle fiamme verso i locali adiacenti. Accertamenti in corso circa l’origine dell’incendio al momento l’ipotesi accidentale é la più accreditata.

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