Covid, contagi in ulteriore calo in Calabria (1.357), stabili i ricoveri. Un solo decesso - QuiCosenza.it
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Covid, contagi in ulteriore calo in Calabria (1.357), stabili i ricoveri. Un solo decesso

In lieve aumento il tasso di positività che si attesta al al 29.42%. Sono tre posti letto occupati in più in area medica

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COSENZA – Ancora in diminuzione i nuovi contagi da coronavirus in Calabria anche se rispetto a ieri sono poco stati effettuati circa 2mila tamponi in meno. Il bollettino del dipartimento salute della Regione segnala oggi +1.357 nuovi casi di Covid (ieri erano stati +1624), con un tasso di positività che torna a salire di circa 4 punti e si attesta al 29.42% (ieri era al 25,57%). Tra rapidi e molecolari sono stati analizzati effettuati +4.613 test (ieri erano stati +6.306). Provincia per provincia i casi di oggi sono così distribuiti: Catanzaro +296, Cosenza +250, Reggio Calabria, +477, Crotone, +193, Vibo Valentia, +100, altre Regioni o Stati esteri +41.

Resta stabile il dato sui ricoveri in area medica con un lieve incremento nelle ultime 24 ore (nel saldo si registrano dieci nuovi ingressi e sette dimissioni). Retsa invariato invece il dato delle terapie intensive. Attualmente negli ospedali calabresi si trovano ricoverate 269 persone. Di queste 281 (+3) si trovano nei reparti di malattie infettive e 12 in rianimazione (+0). In discesa in dato delle vittime con un solo decesso nelle ultime 24 ore (a Catanzaro). Il totale dei decessi da inizio pandemia sale a 2.848. Il numero di persone attualmente positive al covid scende a 72.323 (-918) mentre le persone guarite dal covid sono  430.947 (+2.271) e quelle in isolamento 72.323 (-918).

 

 

Calabria

Neonata morta a poche ore dal parto. La procura apre un’inchiesta

È accaduto all’ospedale di Vibo Valentia. Fascicolo aperto dopo la denuncia presentata da genitori

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VIBO VALENTIA – La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per la morte di una neonata deceduta poco dopo essere stata data alla luce nell’ospedale cittadino. La madre della neonata, al settimo mese di gravidanza, si era presentata nel pronto soccorso del nosocomio accusando forti dolori a causa dei quali ne era stato disposto il ricovero e la decisione da parte dei sanitari di procedere subito al parto cesareo. Il decesso della neonata è avvenuto poco dopo la nascita. Il pm di turno della Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria relativa al ricovero della madre ed al parto.

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Rifiuta la relazione gay della figlia. Coltellate a lei e alla compagna “Volete morire insieme?”

La denuncia choc della figlia. Papà ha detto “Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento”

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CROTONE – Ha accoltellato la figlia e la compagna della ragazza perché rifiutava la loro relazione. L’aggressione omofoba è avvenuta il 6 agosto a Salerno ed è stata denunciata dalle due giovani ai Carabinieri di Crotone. “Mio padre ci ha detto ‘Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento‘ e poi ci ha colpito -racconta una delle due ragazze- Mia madre ha assistito all’aggressione e non ha fermato mio padre, anzi ha provato a bloccarci mentre scappavamo”. La vicenda ha avuto inizio quando le due ragazze, Francesca e Immacolata, la prima 39enne di Crotone e la seconda 23enne della provincia di Napoli, sono arrivate a Salerno per lavorare; nel capoluogo campano sono state ospitate a casa di una parente di Immacolata teatro dell’aggressione.

“Mio padre nega, ma noi abbiamo le prove”

“Entrambe abbiamo riportato qualche ferita, ma siamo riuscite a scappare. Fino alle 5 del mattino però mio padre ci ha inseguite e minacciate. Abbiamo chiamato il 112 e i carabinieri sono intervenuti accompagnandoci nel nostro domicilio di Salerno per fare le valigie e tornare poi a Crotone in sicurezza – racconta Immacolata – Lui ad oggi nega tutto, ma abbiamo le prove di quello che ha fatto“. Le due ragazze sono quindi tornate in Calabria e si sono anche recate al Pronto Soccorso dell’ospedale di Crotone per farsi medicare; sul corpo avevano numerose escoriazioni e ferite lievi di arma da taglio.

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Ventenne pestato a Crotone. Arrestato il responsabile: è un 22enne

Determinanti le telecamere e le testimonianze di alcune persone. Due donne indagate per favoreggiamento

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CROTONE – La Polizia di Stato ha arrestato a Crotone un giovane di 22 anni di cui sono state rese note soltanto le iniziali, P.N., accusato di essere il responsabile del violento pestaggio messo in atto ieri sera per strada ai danni di un ventenne, originario di Crotone ma residente in Emilia Romagna, in vacanza in questi giorni nella città calabrese. Le indagini che hanno portato all’identificazione del presunto responsabile dell’aggressione sono state condotte dalla Squadra mobile e dalla Squadra Volanti della Questura, con il coordinamento del magistrato di turno della Procura della Repubblica. Al buon esito dell’attività investigativa hanno contribuito le immagini del sistema di videosorveglianza attraverso le quali, oltre che alla ricostruzione di quanto è accaduto, si è potuti giungere all’identificazione del responsabile, ripreso dalle telecamere sia in occasione dell’aggressione, messa in atto con una ginocchiata allo stomaco ed un pugno al volto della vittima, che nelle fasi successive mentre si allontanava. Determinanti sono state anche le dichiarazioni di alcune persone che hanno assistito all’aggressione. Due donne che avrebbero avuto rapporti di conoscenza col responsabile sono indagate per il reato di favoreggiamento. Il movente dell’aggressione, secondo quanto è stato riferito dagli investigatori, è ancora in fase di accertamento.

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