Mediterraneo sempre più tropicale, Arpacal scopre un'alga cinese nel porto di Gioia - QuiCosenza.it
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Calabria

Mediterraneo sempre più tropicale, Arpacal scopre un’alga cinese nel porto di Gioia

Per la prima volta nel Mediterraneo trovata una microalga tipica del sud della Cina, verosimilmente introdotta con acque di zavorra di una delle tante navi che attraccano

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COSENZA – “Il contesto generale in cui ci muoviamo è quello dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento della temperatura delle nostre acque, perché c’è una tropicalizzazione del Mediterraneo e nell’ambito di questo contesto di studio di specie di nuova introduzione, le cosiddette specie aliene, nel corso dei nostri monitoraggi abbiamo rinvenuto nel porto di Gioia Tauro una microalga di origine cinese, tipica del sud della Cina, verosimilmente introdotta con acque di zavorra di una delle tante navi che attraccano nel porto di Gioia Tauro”.

Lo rivela oggi all’Agi il biologo Emilio Cellini, che dirige il Centro Regionale Strategia Marina dell’Arpacal. “E’ la prima volta che questa specie viene segnalata nel Mediterraneo – afferma Cellini – e stiamo realizzando una pubblicazione scientifica perché venga poi segnalata la presenza, come da procedura del Ministero”. Ma questa presenza ci deve preoccupare? “Sicuramente ancora no, – dice Cellini – queste specie arrivano attraverso il canale di Suez, nelle acque di zavorra delle navi, ma se dovessero trovare ambienti favorevoli per il loro sviluppo, chiaramente aumenterebbero in concentrazione, entrando in competizione con altre specie, ma questi processi richiedono molto tempo”. La competizione tra specie diverse è nella norma. E’ già successo perfino con le vongole! “Nel tempo, sicuramente aumenteremo la biodiversità. C’è un principio scientifico, non facile da spiegare: queste specie che si introducono entrano in competizione con altre specie – spiega il biologo – e talvolta prendono il sopravvento. Per esempio, la vongola verace, la ‘Tapes philippinarum’, e il nome la dice lunga, proveniente dalle Filippine, è in realtà la vongola ‘verace’ che troviamo oggi in tutti i nostri piatti, perché ha soppiantato la vongola che era tipica del Mediterraneo”.

 

Calabria

Rifiuta la relazione gay della figlia. Coltellate a lei e alla compagna “Volete morire insieme?”

La denuncia choc della figlia. Papà ha detto “Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento”

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CROTONE – Ha accoltellato la figlia e la compagna della ragazza perché rifiutava la loro relazione. L’aggressione omofoba è avvenuta il 6 agosto a Salerno ed è stata denunciata dalle due giovani ai Carabinieri di Crotone. “Mio padre ci ha detto ‘Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento‘ e poi ci ha colpito -racconta una delle due ragazze- Mia madre ha assistito all’aggressione e non ha fermato mio padre, anzi ha provato a bloccarci mentre scappavamo”. La vicenda ha avuto inizio quando le due ragazze, Francesca e Immacolata, la prima 39enne di Crotone e la seconda 23enne della provincia di Napoli, sono arrivate a Salerno per lavorare; nel capoluogo campano sono state ospitate a casa di una parente di Immacolata teatro dell’aggressione.

“Mio padre nega, ma noi abbiamo le prove”

“Entrambe abbiamo riportato qualche ferita, ma siamo riuscite a scappare. Fino alle 5 del mattino però mio padre ci ha inseguite e minacciate. Abbiamo chiamato il 112 e i carabinieri sono intervenuti accompagnandoci nel nostro domicilio di Salerno per fare le valigie e tornare poi a Crotone in sicurezza – racconta Immacolata – Lui ad oggi nega tutto, ma abbiamo le prove di quello che ha fatto“. Le due ragazze sono quindi tornate in Calabria e si sono anche recate al Pronto Soccorso dell’ospedale di Crotone per farsi medicare; sul corpo avevano numerose escoriazioni e ferite lievi di arma da taglio.

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Calabria

Ventenne pestato a Crotone. Arrestato il responsabile: è un 22enne

Determinanti le telecamere e le testimonianze di alcune persone. Due donne indagate per favoreggiamento

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CROTONE – La Polizia di Stato ha arrestato a Crotone un giovane di 22 anni di cui sono state rese note soltanto le iniziali, P.N., accusato di essere il responsabile del violento pestaggio messo in atto ieri sera per strada ai danni di un ventenne, originario di Crotone ma residente in Emilia Romagna, in vacanza in questi giorni nella città calabrese. Le indagini che hanno portato all’identificazione del presunto responsabile dell’aggressione sono state condotte dalla Squadra mobile e dalla Squadra Volanti della Questura, con il coordinamento del magistrato di turno della Procura della Repubblica. Al buon esito dell’attività investigativa hanno contribuito le immagini del sistema di videosorveglianza attraverso le quali, oltre che alla ricostruzione di quanto è accaduto, si è potuti giungere all’identificazione del responsabile, ripreso dalle telecamere sia in occasione dell’aggressione, messa in atto con una ginocchiata allo stomaco ed un pugno al volto della vittima, che nelle fasi successive mentre si allontanava. Determinanti sono state anche le dichiarazioni di alcune persone che hanno assistito all’aggressione. Due donne che avrebbero avuto rapporti di conoscenza col responsabile sono indagate per il reato di favoreggiamento. Il movente dell’aggressione, secondo quanto è stato riferito dagli investigatori, è ancora in fase di accertamento.

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Calabria

Depurazione, Occhiuto: “lavoriamo già da novembre e non da giugno come si faceva prima”

“Su questo tolleranza zero, ma il problema del trattamento dei fanghi non si supera in sei mesi. Ci saranno sempre meno rifiuti per strada”

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CATANZARO – “Stiamo lavorando alla depurazione delle acque, e abbiamo iniziato a farlo a novembre e non a giugno, come si faceva negli scorsi anni. Su questo tolleranza zero, ma il problema del trattamento dei fanghi non si supera in sei mesi”. Lo afferma il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in un’intervista a “il Giornale”. “Ci saranno – aggiunge – sempre meno rifiuti per strada. Ogni calabrese spendeva 320 euro per spedirli in Svezia. La gestione accentrata ci porterà un risparmio consistente, dimezzando i costi. E anche sugli incendi boschivi, dopo la brutta esperienza degli anni scorsi, abbiamo messo in campo una task force, tra droni, Protezione civile, forestali e associazioni: adesso i piromani li becchiamo con le mani nella marmellata”.

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