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Imprese in Calabria, Ferrara “proporremo alla Regione un piano industriale”

Lo ha detto il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, parlando con i giornalisti a margine di un workshop nella sede di Catanzaro

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CATANZARO – “C’è la necessità che le imprese si organizzino, per poter fare parte di un grande processo che da qui a breve proporremo alla Regione Calabria in termini di piano industriale da poggiare sulla programmazione comunitaria”. Lo ha detto il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, parlando con i giornalisti a margine del workshop “Esg le nuove regole sulla finanza sostenibile” organizzato nella sede dell’associazione a Catanzaro.

“Stiamo lavorando – ha esordito Ferrara – a un piano industriale del sistema Calabria. L’incontro di oggi è un piccolo pezzo di quel programma. Oggi parliamo di futuro, di un futuro prossimo. Esg (acronimo per “Environment”, social, governance”) è un termine ancora emetico, criptico, devono iniziare a farci l’abitudine le nostre imprese, oltre che la comunità dei professionisti, ma dietro questo acronimo si celano temi di grande attualità, le grandi transizioni ambientale e sociale, e poi c’è il tema della governance che devono assicurare alle imprese dirigenti che siano in grado di avviare questi processi di trasformazione e di cambiamento di pelle. Questo tema – ha rilevato il presidente di Unindustria Calabria – andrà a permeare le attività economiche a 360 gradi, è un fatto di rivoluzione organizzativa. C’è la necessità che le imprese si organizzino, per poter fare parte di questo grande processo che da qui a breve proporremo alla Regione Calabria in termini di piano industriale da poggiare sulla programmazione comunitaria”.

Attrarre investimenti “non è come accendere una lampadina”

Ferrara si è poi soffermato sul tema dell’attrazione degli investimenti: “È una strategia – ha sostenuto – che farà sicuramente parte sia della programmazione regionale sia delle nostre preposte, ma non è semplice, perché attrarre investimenti non significa solo produrre incentivi ma significa avere aree industriali con una configurazione territoriale effettivamente conforme agli standard internazionali, avere un sistema di semplificazione amministrativa, avere la garanzia della sicurezza, infrastrutture capaci di portare i prodotti a livello internazionale. È una strategia che va costruita individuando anche le cosiddette filiere ad alto valore aggiunto per le quali bisogna avere anche un capitale umano all’altezza del compito, con le competenze e la formazione. È un percorso . ha concluso il presidente di Unindustria Calabria – che sappiamo non è come accendere una lampadina, va costruito ma confido che riusciremo a farlo anche in Calabria”.

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Violento scontro tra due auto sulla Statale 106, una finisce fuori strada. Quattro feriti

Due le vetture coinvolte: una Jeep Cherokee ed una Audi A1. Quest’ultima a seguito dell’impatto è finita fuori dalla sede stradale

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SANTA CATERINA SULLO IONIO (CZ) – Un ennesimo incidente stradale si è verificato alle ore 5.50 di questa mattina sulla Strada Statale 106 Jonica, in località Furtado, nel comune di Santa Caterina nel catanzarese. Due le vetture coinvolte, con un violento scontro: una Jeep Cherokee ed una Audi A1. Quest’ultima a seguito dell’impatto è finita fuori dalla sede stradale. Quattro in totale i passeggeri a bordo delle vetture rimasti feriti e soccorsi dal personale sanitario del Suem118 intervenuto per le cure del caso e per il successivo trasporto in ospedale. Sul luogo dell’incidente ha operato anche una sqaudra dei vigili del fuoco di Catanzaro per la messa in sicurezza del sito e delle vetture, mentre ai carabinieri il compito dei rilievi e di accertare la dinamica dell’incidente. Sul posto anche personale dell’Anas per il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della sede stradale.

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Neonata morta a poche ore dal parto. La procura apre un’inchiesta

È accaduto all’ospedale di Vibo Valentia. Fascicolo aperto dopo la denuncia presentata da genitori

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VIBO VALENTIA – La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per la morte di una neonata deceduta poco dopo essere stata data alla luce nell’ospedale cittadino. La madre della neonata, al settimo mese di gravidanza, si era presentata nel pronto soccorso del nosocomio accusando forti dolori a causa dei quali ne era stato disposto il ricovero e la decisione da parte dei sanitari di procedere subito al parto cesareo. Il decesso della neonata è avvenuto poco dopo la nascita. Il pm di turno della Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria relativa al ricovero della madre ed al parto.

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Rifiuta la relazione gay della figlia. Coltellate a lei e alla compagna “Volete morire insieme?”

La denuncia choc della figlia. Papà ha detto “Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento”

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CROTONE – Ha accoltellato la figlia e la compagna della ragazza perché rifiutava la loro relazione. L’aggressione omofoba è avvenuta il 6 agosto a Salerno ed è stata denunciata dalle due giovani ai Carabinieri di Crotone. “Mio padre ci ha detto ‘Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento‘ e poi ci ha colpito -racconta una delle due ragazze- Mia madre ha assistito all’aggressione e non ha fermato mio padre, anzi ha provato a bloccarci mentre scappavamo”. La vicenda ha avuto inizio quando le due ragazze, Francesca e Immacolata, la prima 39enne di Crotone e la seconda 23enne della provincia di Napoli, sono arrivate a Salerno per lavorare; nel capoluogo campano sono state ospitate a casa di una parente di Immacolata teatro dell’aggressione.

“Mio padre nega, ma noi abbiamo le prove”

“Entrambe abbiamo riportato qualche ferita, ma siamo riuscite a scappare. Fino alle 5 del mattino però mio padre ci ha inseguite e minacciate. Abbiamo chiamato il 112 e i carabinieri sono intervenuti accompagnandoci nel nostro domicilio di Salerno per fare le valigie e tornare poi a Crotone in sicurezza – racconta Immacolata – Lui ad oggi nega tutto, ma abbiamo le prove di quello che ha fatto“. Le due ragazze sono quindi tornate in Calabria e si sono anche recate al Pronto Soccorso dell’ospedale di Crotone per farsi medicare; sul corpo avevano numerose escoriazioni e ferite lievi di arma da taglio.

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